Nel 2025, lo Sziget Festival di Budapest ha rischiato di sparire. Lo strascico del Covid-19, le cancellazioni, l'aumento del costo della vita e dei cachet stavano per avere la meglio sul festival ungherese, condannandolo alla sorte di molti altri. Così, la società che lo gestiva dal 2017, Superstruct Ltd, era arrivata a chiedere la recessione dell'accordo tra il festival e la città di Budapest, proprietaria del terreno dell'Isola di Óbuda. Ma è stato in quel momento che è tornata in scena una delle poche figure che poteva invertire il corso degli eventi, il fondatore dello Sziget: Károly Gerendai.



Lui che nel 1993, insieme ad alcuni amici, aveva dato vita in maniera del tutto amatoriale alla prima edizione del festival, per celebrare la libertà ritrovata con la caduta del Muro di Berlino e le prime elezioni democratiche libere, con giorni spensierati di musica su quella che da allora è diventata l'Isola della Libertà e che in più di 30 anni non ha mai cambiato il suo soprannome.

Oggi, tornato sotto la guida del fondatore come festival indipendente, l'edizione 2026 dello Sziget profuma di rinascita in più di un modo. Dall’11 al 15 agosto, sull’Isola di Óbuda, giovani e meno giovani provenienti da più di 100 Paesi, ma soprattutto i cittadini ungheresi, potranno celebrare una nuova era della propria storia. È stata proprio la mobilitazione della fascia più giovane del Paese a determinare, lo scorso aprile, la vittoria elettorale di Péter Magyar su Viktor Orbán, ponendo fine ai 16 anni di governo del Primo Ministro di Fidesz.

sziget festival 2026 come sara budapest
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Determinato nel denunciare la corruzione nel governo Orbán, Péter Magyar si è mostrato più progressista, seppur cauto appartenendo al partito conservatore Tisza, rispetto alle questioni sociali. Nel suo discorso inaugurale ha promesso un'Ungheria che sarà «casa per ogni ungherese», e mentre le associazioni LGBTQ+ attendono lo smantellamento delle leggi promulgate da Orbán, e condannate pesantemente dall'Unione Europea, Péter Magyar ha mosso alcuni primissimi passi in questa direzione, autorizzando la manifestazione del Pride (svoltasi sabato 27 giugno a Budapest) e supportando l'organizzazione dello Sziget.

Successivamente a un incontro tra Károly Gerendai e Magyar, la scadenza per il rimborso delle spese relative agli spazi pubblici è stata fissata al 2030 anziché al 2035, ed è stato concordato uno sconto sui biglietti per gli ungheresi sotto i 25 anni. Un deciso cambio di rotta rispetto agli scontri e finanziamenti negati da parte di Orbán, culminati la scorsa edizione quando l'ex Primo Ministro aveva vietato ai Kneecap, previsti in line up allo Sziget, l'ingresso in Ungheria, per via delle loro posizioni apertamente pro Palestina.

Lo Sziget, dicevamo, riparte da qui e lo fa cominciando da zero, anzi, dal Day Zero: una nuova giornata di live che si terrà il 10 agosto, per celebrare i 33 anni di vita del festival con le esibizioni degli artisti che ne hanno fatto la storia, tra cui: Faithless, Morcheeba e Goran Bregović con la sua Wedding and Funeral Orchestra. Le novità dell'edizione 2026 sono molte e mettono al centro l'esigenza di essere uno spazio culturale oltre l'intrattenimento: distretti tematici da esplorare, installazioni artistiche monumentali, spettacoli di circo e teatro, danza contemporanea, workshop e performance.

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Ovviamente, ci sono i grandi nomi della fittissima line up 2026: Bring Me The Horizon, Florence + The Machine, Lewis Capaldi, Sombr, Twenty One Pilots, Zara Larsson, Jorja Smith, per dirne alcuni. Così come gli artisti più di nicchia come: Zimmer90, Lambrini Girls, Boys Noyze, Ana Frango Eletrico, Wolf Alice. Artisti provenienti da oltre 60 Paesi, per celebrare la pluralità di voci e sguardi. C'è anche un po' d'Italia, soprattutto nella line-up del Lightstage, dedicata ai talenti emergenti europei, dove si esibiranno: cmqmartina, Giulia Mei, Ginevra, Emma Nolde, I Patagarri, vaeva.

Per dare ancora più spazio alla cultura, il festival ha istituito il distretto artistico del Jardin des Artes, che riunisce circo contemporaneo, danza, esperienze audiovisive e performance interdisciplinari, con Le Grand Theatre che ospiterà ogni sera produzioni per oltre 1500 spettatori. Ma c'è un distretto per far sentire a casa gli amanti di molti generi musicali: dropYard sarà l'area interamente dedicata alla cultura hip-hop e rap; il Delta District formerà un triangolo della musica elettronica con Yettel Colosseum, Bolt Night Stage e Arzenál x Turbina Der Klub, e così via.

Nel conto alla rovescia per l'inizio dello Sziget, l'isola sta per popolarsi delle sue tradizionali tende, simbolo su tutti della lunga storia del festival, che mai come quest'anno abbraccia le proprie origini con uno sguardo al futuro. Noi di Cosmopolitan saremo lì, per ballare, partecipare agli spettacoli e raccontare da vicino questa nuova era.