Per molti anni, le grandi storie latinoamericane sono spesso state filtrate attraverso un gusto e uno sguardo europeo o statunitense. E quando accade che un capolavoro, invece, torni a rivivere sul proprio terreno - come La casa degli spiriti - non si parla più di puro riadattamento, ma di una vera restituzione culturale. Così, dopo aver avuto il suo adattamento cinematografico nel 1993 con un cast anglosassone, il primo romanzo di Isabel Allende torna attuale e contemporaneo con la versione televisiva, in onda dal 29 aprile su Prime Video.
Prodotta da FilmNation Entertainment, la stessa società di Anora e Conclave, la serie su La casa degli spiriti ha tutte le caratteristiche per entrare tra le serie più chiacchierate e amate di questa primavera. Girata in Cile, interamente in spagnolo, ha tra i produttori esecutivi la stessa Allende. Una dichiarazione prima di tutto che la serie sia ciò di più possibile vicino alla sua immaginazione, ai suoi personaggi.
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La casa degli spiriti sarà divisa in otto episodi: i primi tre rilasciati il 29 aprile, seguiti poi da nuove puntate ogni settimana fino al finale di stagione previsto per il 13 maggio. Tra le protagoniste c’è Nicole Wallace, classe 2002, già conosciuta per È colpa nostra? e Ni una más, che interpreta Clara del Valle, in una fase della sua vita. E infatti la trama, per chi deve rispolverare il romanzo, racconta mezzo secolo di storia di un paese sudamericano e conservatore attraverso tre generazioni di donne: Clara, Blanca e Alba. Una saga famigliare che intreccia memoria, rivoluzione e amore.
La casa degli spiriti: una saga femminista senza tempo
Attraverso le storie di Clara, Blanca e Alba, il romanzo di Isabel Allende costruisce una saga che attraversa il tempo e le trasformazioni sociali, mettendo al centro tre generazioni di donne che, in modi diversi, sfidano le convenzioni dei propri anni. Dalla libertà visionaria di Clara alla ribellione di Blanca, fino alla coscienza politica di Alba, la loro esperienza personale diventa progressivamente una forma di resistenza collettiva. È qui che la narrazione privata si intreccia con la storia, trasformando il femminile in un punto di osservazione sul potere, sulla memoria e sulle fratture di un intero paese.
Politica e potere: la storia che si ripete
Ne La casa degli spiriti, politica e potere non restano mai sullo sfondo, ma attraversano le vicende della famiglia Trueba e delle tre generazioni che ne segnano la storia. Il destino dei personaggi si intreccia con le tensioni sociali di un paese diviso tra conservatorismo e movimenti di cambiamento, dove le differenze di classe e ideologia finiscono per entrare anche nelle relazioni più intime. È in questo continuo intreccio tra sfera privata e conflitto collettivo che il racconto mostra come la storia, lontana dall’essere lineare, tenda invece a ripetersi attraverso nuove forme di dominio e resistenza.
La magia e le sedute di meditazione degli attori
La dimensione magica che attraversa La casa degli spiriti è fondamentale nelle pagine del romanzo di Isabel Allende. Nella serie, questa componente non si limita alla narrazione, ma si riflette anche nel processo creativo del cast, che ha partecipato a sessioni di meditazione e pratiche spirituali pensate per entrare in sintonia con l’universo interiore dei personaggi. Un approccio quasi rituale che accompagna gli attori nell’esplorazione di visioni, trasformando la recitazione in un’esperienza immersiva tra intuizione e immaginazione. «Abbiamo fatto molte meditazioni. Così, quando eravamo sul set e io avevo delle visioni, non sembrava che stessi avendo una strana crisi epilettica», ha raccontato Nicole Wallace.











