Più di un murder mistery, più di una dramedy. The White Lotus, la serie tv ideata da Mike White che racconta i vizi (tanti) e le virtù (pochissime) di un gruppo di persone iper-privilegiate a caccia di nuove emozioni, è qualcosa che in tv non si era mai visto prima: una critica feroce a tutto ciò che di più cringe, vizioso e meschino c'è al mondo. La terza stagione, dopo il viaggio alle Hawaii della prima e in Sicilia della seconda, ci porta in Thailandia, in un resort dove le scimmie scorrazzano felici sugli alberi, il silenzio è un compagno fidato e il digital detox un mantra: arrivata il 17 febbraio su Sky in contemporanea con l'uscita americana su HBO, The White Lotus 3 rimette in moto quelli che sono i punti di forza della serie - un cast centrato, una location incredibile e una sceneggiatura perfetta - pur cambiando alcune carte in tavola.
Primo cambiamento epocale: gli opening credits. La sigla delle prime due stagioni era diventata un tormentone di Tik Tok, un'introduzione metaforica a video girati in luoghi del mondo lussuosi ed esotici, proprio come quelli visitati dai protagonisti dello show. La nuova sigla ha lasciato interdetti i fan dell'originale, anche se il cambio di passo musicale serve a supportare anche quello narrativo e di cast. Poi, la lunghezza della stagione. Come aveva anticipato Mike White, questo nuovo capitolo è «più lungo e più folle» dei precedenti ed è composto da ben otto, densissimi episodi.
I motivi ricorrenti che hanno reso la serie un cult televisivo invece sono rimasti: il primo episodio si apre con il classico omicidio all'interno del resort, con il movente e la vittima da rintracciare andando indietro di una settimana, al giorno in cui la vacanza è iniziata. Il cast, che nelle prime due stagioni aveva la splendida Jennifer Coolidge/ Tanya a fare da ponte tra i capitoli, quest'anno è praticamente tutto nuovo, fatta eccezione per il personaggio di Belinda (Natasha Rothwell), la responsabile della SPA della prima stagione che arriva in Thailandia per imparare nuove tecniche da esportare nel suo resort alle Hawaii e di Greg (Jonathan Gries) il terribile marito di Tanya che, proprio nel finale della scorsa stagione, l'aveva fatta uccidere per soldi.
L'intreccio tra i protagonisti di questa stagione verrà svelato negli ultimi episodi, intanto tocca accontentarsi delle premesse: c'è la famiglia disfunzionale con madre addicted da psicofarmaci (Parker Posey), padre dalla carriera finanziaria losca (Jason Isaacs) e figli ognuno con i suoi problemi (il maggiore è interpretato da Patrick Schwarzenegger ed è il classico rich white guy bullo e spiacevole; la seconda, l'unica davvero interessata alla spiritualità thailandese, è Sarah Catherine Hook, vista recentemente nel reboot di Cruel Intentions). C'è il gruppo di amiche in vacanza premio (pagata dalla più famosa delle tre, la star della tv) il cui legame è annerito dalle peggio gelosie che rischiano di tracimare a ogni bicchiere di vino. C'è la coppia bizzarra formata dalla dolce Chelsea (Aimee Lou Wood di Sex Education) e dal fidanzato pieno di segreti. E poi ci sono, ovviamente, i membri dello staff in cui si fa notare Lisa delle BlackPink, che interpreta l'addetta alla SPA di cui è innamorato l'addetto al cancello di ingresso.
Se gli snodi e persino i personaggi sembrano simili a quelli dei due capitoli precedenti un motivo c'è: Mike White non sta cercando di riscrivere la storia di The White Lotus, solo di restituire agli spettatori una nuova prospettiva della stessa trama. Se nella prima stagione il tema centrale era il potere e nella seconda il sesso, in questo terzo capitolo la caccia alla pace di un gruppo di viziatissimi ricchi incapaci di vedere oltre i loro futili bisogni o beceri interessi sembra essere il cuore della narrazione. La mindfulness, lo yoga, i beveroni depurativi sono solo un modo per fuggire da una vita insoddisfacente, non certo la modalità per elevarsi e raggiungere un nuovo livello di consapevolezza. Di questo gioco in cui si svelano ombre e meschinità del genere umano, Mike White è maestro supremo: vedere The White Lotus 3 per credere.











