Se siete alla ricerca di videogiochi capaci di trasmettere la stessa sensazione di quando, in inverno, vi infilate sotto una coperta morbida davanti al camino, con una tazza di cioccolata calda tra le mani, allora i cozy games fanno decisamente al caso vostro.

Cosa sono i cozy games

Letteralmente “giochi accoglienti”, questi titoli non si basano sulla competizione, sulla performance o sull’avanzamento a tutti i costi. In un’epoca segnata da ansia diffusa, iperconnessione e ritmi incessanti, diventano piccoli spazi sicuri: rifugi digitali in cui coltivare, decorare, socializzare con personaggi gentili. Non è solo intrattenimento, ma una vera e propria forma di evasione emotiva.

Immersione, presenza e tranquillità sono le parole chiave di questo genere. Niente sfide impossibili o combattimenti frenetici: il cuore dell’esperienza è costruire qualcosa di rilassante e soddisfacente, che sia gestire una caffetteria o coltivare un orto virtuale.

Molti cozy games sono life simulator: permettono di ricreare attività quotidiane come cucinare, arredare, stringere relazioni, ma in modo più semplice, controllabile e gratificante. Anche azioni apparentemente banali, come pescare o curare un giardino, diventano fonti di appagamento.

Costruire qualcosa, dalla propria isola felice a delle relazioni durature: il legame con la natura e con gli altri è incentivato. La natura è un elemento integrante, va coltivata e rispettata e solo così aiuta a creare un’atmosfera immersiva e vivace. I personaggi sono forse il centro dell’esperienza e per questo sono ben caratterizzati e memorabili; che siano i tuoi vicini di casa o animaletti antropomorfi, tutti hanno delle richieste, amano i regali, mostrano dei bisogni e necessitano del tuo aiuto. Dare loro una mano ti farà progredire nel gioco e avere sempre un amico su cui contare che sarà ben disposto a ricambiare il favore!

Al centro quindi c’è la “costruttività”: non produttività o performance, ma il piacere di creare, un passo alla volta, un mondo in cui sentirsi bene.

Perché oggi ne abbiamo bisogno

Il successo dei cozy games non è casuale. Durante il lockdown titoli come Animal Crossing (l’ultimo capitolo è uscito proprio nel 2020) hanno raggiunto l’apice della popolarità facendo compagnia alle persone in un momento di forte isolamento e insicurezza.

Dare una pausa alle ansie e preoccupazioni anche solo per poche oree ha permesso di creare uno spazio sicuro per molti in cui rifugiarsi. Molti titoli di questa categoria videoludica hanno anche implementato un sistema co-op (cooperazione con altri giocatori) per permettere a tutti di restare in contatto e passare del tempo di qualità con amici lontani o irraggiungibili. Così comincia la vera esperienza: “stare nel chill” giocando in compagnia.

Da quel momento storico infatti abbiamo iniziato a renderci conto delle fragilità della nostra società, a fare i conti con le richieste pressanti che ci si presentano da ogni fronte e a considerare il desiderio di una vita diversa non come schiavi del lavoro e della produttività sfrenata.

Questi giochi rispondono a esigenze profonde: rallentare, avere controllo su uno spazio che è solo nostro, riavvicinarsi alla natura, riscoprire il piacere degli hobby manuali…

In questo senso, giocare diventa un modo per sfuggire alla realtà, ma anche per rielaborarla. Nei cozy games, le dinamiche quotidiane sono semplificate, rese più gentili, più gestibili. È una versione del mondo dove tutto sembra possibile, e soprattutto, sostenibile.

Tre cozy games da conoscere

Animal Crossing

Forse il più famoso tra i cozy games. Il titolo viene pubblicato nel 2001 ma acquista il suo grande successo quando viene pubblicato nel 2004 per Nintendo, con il capitolo Animal Crossing: Wild World. E da lì è storia: attraverso i vari titoli passi dall’essere un abitante di una piccola città a diventarne il sindaco, fino all’ultimo titolo uscito nel 2020, Animal Crossing: New Horizon, che ci porta decisamente su altri orizzonti, pronti a goderci una vita di tranquillità su un’isola deserta.

Nel gioco il tempo scorre come nella vita reale, attraverso stagioni, festività ed eventi settimanali. Ogni attività come pescare, decorare casa, parlare con gli abitanti, diventa un rituale quotidiano che trasforma l’isola deserta in casa tua. Parte centrale del gioco sono i tuoi vicini di casa, gli abitanti dell’isola e i negozianti: tra oltre 400 personaggi iconici che attraversano i titoli da circa un ventennio, ognuno con la sua personalità, alcuni di questi si trasferiranno sulla tua isola e con loro potrai scambiarti regali, favori e stringere amicizie.


L’estetica del gioco è ormai il marchio di fabbrica di Nintendo, il gioco è iconico e memorabile in ogni sua forma e proseguendo la saga da circa vent’anni ha guadagnato l’affetto dei suoi giocatori diventando un comfort game per molti.

Stardew Valley

Un ritorno alla terra, lontano dalla frenesia urbana. Questa è la premessa dell’indie games uscito nel 2016 prodotto da ConcernedApe: un lavoro stressante e alienante in una grande corporazione, la lettera del nonno con l’eredità di una fattoria disabitata e la promessa di una vita diversa. Nei panni di un contadino, il giocatore coltiva, esplora e stringe legami con gli abitanti della piccola città di Stardew Valley.

Grande importanza è data all’impegno che il giocatore mette nel guadagnare la fiducia dei suoi vicini, attraverso regali, favori e qualche parola scambiata ogni giorno, tanto che le sue relazioni si possono consolidare fino al matrimonio. La componente principale del gioco, che lo rende un cozy game unico nel suo genere è il combattimento: esplorare le miniere, scendere di livello in livello per raccogliere materiale e segreti, rende il gioco più avvincente, ma se il pericolo delle miniere diventa eccessivo si può sempre tornare alla propria fattoria, curare i propri animali e raccogliere i prodotti della terra. Un gioco davvero unico nel suo genere, ricco di segreti da scoprire per allargare sempre di più la propria esperienza di gioco. Una grande forma di ribellione al lavoro tossico e alle grandi corporazioni che vogliono distruggere la natura e farci dimenticare la vita vera.

Winter Burrow

È l’esempio più recente di cozy game, pubblicato nel novembre del 2025, con una marcata componente survival. Gioca nei panni di un topo che lascia la città e la sua promessa di fortuna per tornare alla sua casa d’infanzia e trovarla in rovina e sua zia, che doveva custodirla, è scomparsa. Da qui inizia il suo percorso per ricostruire casa e sopravvivere al duro inverno. Esplora la distesa innevata e scampa al pericolo degli insetti, raccogli risorse e realizza caldi maglioni contro il freddo, riscopri le ricette di famiglia, e aiuta gli altri animaletti del bosco: ricorda, nessuno sopravvive da solo!

Una celebrazione della nostalgia e dei ricordi d’infanzia che risvegliano in noi il desiderio di tornare a un momento della nostra vita in cui tutto sembrava più semplice. Qui è possibile, perché anche da adulti possiamo ricreare la nostra personale tana famigliare.

Una fuga per ritrovarsi

Vediamo che tutti questi titoli hanno in comune il concetto di fuga dall’urbanizzazione, la componente del crafting, un ritorno alla semplicità delle cose, il legame con la natura. I cozy games possono essere interpretati come l’esplicitazione di un bisogno collettivo, da non percepire come estrema alienazione dalla realtà: la loro forza sta non nel farci dimenticare la realtà, ma ci mostrano che è possibile viverla in modo diverso, che è possibile cambiare vita, lasciare luoghi tossici, e inseguire lo star bene.

Lasciano la speranza che vivere senza pressione, creare spazi sicuri, avere in mano la propria vita può essere possibile, anche al di fuori di uno schermo virtuale.