Quando si tratta di schierarsi per un ideale, la GenZ non si tira indietro e sul make-up non fa eccezioni. Da qui nasce l'idea di Beauty Debate, il nuovo format di Cosmopolitan in cui sentiamo il parere di studenti e studentesse universitarie su temi di bellezza. Dopo la discussione su full make-up o trucco naturale o quella su chi privilegia praticità e budget per la scelta dei cosmetici e chi invece ama seguire i trend e farsi ispirare dai social network, o ancora la discussione sulla chirurgia estetica under 25, oggi indaghiamo il mondo nail-art.
Contro: Alvigi Caterina e Monaco Rebecca, studentesse di lettere moderne
Quanto è bello avere delle mani curate e la nail art fresca fresca di estetista! Lo pensiamo tutti, quando ci capita di vedere una persona uscire dal salone di bellezza con la manicure appena fatta. Ed è inevitabile pensare che sì, perché no, potremmo farla anche noi. Dopo tutto ci stiamo solo prendendo cura del nostro corpo, non c’è nulla di sbagliato. Passiamo quindi immediatamente alla ricerca del posto giusto, del colore giusto, della lunghezza giusta per le nostre nuove unghie, che non devono più essere “solo unghie”, ma devono mostrare al mondo la nostra personalità.
Ma se ci fermiamo a riflettere, sorge spontanea una domanda: è davvero necessario?Purtroppo infatti, sembra quasi che le unghie naturali, anche se pulite, ordinate o magari con del semplice smalto, non siano più sufficienti. E il problema non sta tanto nel voler indossare unghie particolari, artistiche o sgargianti, che anzi, se ben fatte, sono molto belle da vedere, ma nelle controindicazioni che sono spesso causate dalla ricostruzione in gel. Perché è inutile negarlo, queste controindicazioni esistono eccome, e sono tutt’altro che piacevoli: dal banale sollevamento dell’unghia ricostruita, che può essere più o meno doloroso, all’indebolimento delle unghie naturali e all’onicolisi (distacco dell’unghia naturale), fin anche alle infezioni fungine e batteriche o al rischio di dermatiti. L’umidità che si crea sotto lo strato di gel, infatti, permette la proliferazione dei batteri che possono causare micosi, e un conseguente gonfiore, arrossamento o dolore attorno all’unghia, e le resine più aggressive possono portare a irritazioni cutanee.
Certo, le risposte del nostro corpo non sono sempre uguali, e non a tutti capita di sviluppare certi problemi, ma il risultato vale davvero il rischio? Il 1° settembre 2025, ad esempio, il Ministero della Salute della Commissione europea ha messo al bando il TPO (Trimetilbenzoil Difenilfosfina Ossido) come sostanza CMR (Cancerogena, Mutagena o tossica per la Riproduzione), che era largamente presente nei prodotti cosmetici, gel e smalti semipermanenti, perché usato per farli indurire sotto le lampade UV/LED.
Ciò significa che componenti tossiche per l’uomo erano presenti nella nail art fino a meno di un anno fa, e non c’è nulla che ci possa far credere che ora siano stati debellati del tutto; nessuno ci può assicurare che, nel tempo, non si scoprano altri agenti chimici tossici. E i problemi non finiscono certo qui: l’abusivismo professionale nel settore del beauty è all’ordine del giorno, e negli ultimi tempi si sono intensificati i controlli NAS, che hanno portato alla chiusura di diversi centri estetici che operavano illegalmente. A questo punto, crediamo che sia necessario riflettere su questioni più profonde di una semplice manicure. Il bisogno di certe pratiche, seppur esteticamente belle e gratificanti, non fa altro che accrescere quella che è a tutti gli effetti una dipendenza: dipendiamo dall’essere sempre perfetti. Inoltre troviamo opportuno sottolineare il fattore del costo necessario per avere sempre le unghie perfette; i saloni estetici stanno sempre più aumentando i prezzi per seguire i nuovi regolamenti che vietano l’utilizzo di ingredienti chimici prima comuni in smalti e gel. Questo comporta però una forte distinzione sociale, tra chi puo’ permettersi di recarsi nei centri per ottenere una manicure perfetta almeno una volta al mese e chi invece no. Ci teniamo a ricordare che mantenere le unghie naturali, a differenza di quanto spesso si possa credere, non significa trascurarle, ma semplicemente dar loro delle cure meno invasive, come una buona limatura, un olio nutriente o una manicure molto essenziale; e secondo noi queste unghie possono ritenersi molto eleganti nella loro semplicità.
Le unghie naturali ci permettono di avere maggiore praticità nella vita quotidiana, questo perché sono tendenzialmente più comode e si rompono meno facilmente, possiamo quindi preoccuparci di una cosa in meno durante le nostre giornate e non richiedono continuamente appuntamenti per essere mantenute; quindi le unghie naturali ci permettono anche di risparmiare tempo per lasciare spazio ad altro che ci sta a cuore.
Preferire le unghie naturali è anche secondo noi, un modo per definire un concetto di bellezza basato sulla scelta della semplicità, spostando l’attenzione su un’idea essenziale e meno artificiosa, che possa valorizzare quello che esiste già nella sua unicità. La naturalezza in questo modo non è una mancanza di attenzione, voglia o tempo, ma diventa simbolo di una forma di espressione più personale. Le unghie naturali infatti esprimono l’individualità di ognuno di noi perché non seguono nessuno standard, sono tutte uniche grazie alle loro diversità. Riscoprire la naturalezza puo’ diventare una forma di libertà in una società come quella di oggi che cerca di uniformarci. Basterebbe una limetta, delle forbici, dell’olio per cuticole e magari un semplice smalto per essere ordinati. E se la prossima "nail art" rivoluzionaria fosse semplicemente il coraggio della nostra natura?
Pro: Martina Bernasconi e Eliza Maria Cocisiu, studentesse di lettere moderne
Lo sappiamo bene: la nail-art e lo smalto sono da sempre una moda da sfoggiare, ma negli ultimi anni abbiamo deciso di osare sul serio. Non ci limitiamo più alla semplice french o a un colore più sgargiante; oggi le nostre unghie sono il riflesso esatto della nostra personalità e in quanto tali sono diventate decisamente più creative. Sono veri e propri capolavori, tra applicazioni 3D e micro-pitture dall'effetto iper- realistico.
È vero, le unghie “extra” hanno un costo e richiedono manutenzione, ma in una generazione dove il clubbing sta perdendo interesse, recarsi in un salone e prendersi cura della propria manicure è un investimento di self-care. Inoltre, anche chi non potesse approcciarsi a questa spesa, non rimane tagliato fuori: i brand di prodotti per le unghie stanno lanciando delle ottime ed economiche press on che fanno sembrare la nostra mano appena uscita da un salone professionale. Basta un’ottima colla e possono resistere per settimane.
Partiamo da una cosa semplice: le mani sono sempre in vista. Per questo, avere unghie curate può fare davvero la differenza su come ci si sente. Unghie pulite, ordinate e ben tenute danno subito un senso di cura e, spesso, ci fanno sentire più confident nelle situazioni sociali. Il fenomeno delle unghie sempre più lunghe, che spopola ormai da qualche anno, è dovuto al fatto che l’unghia viene concepita come una tela bianca, su cui dare sfogo alla propria creatività. È una pratica che crea quasi dipendenza: si comincia con una lunghezza moderata per ritrovarsi con artigli lunghissimi, simbolo di potere e di femminilità.
In un mondo dove spesso ci sentiamo invisibili, le unghie XXL combattono la timidezza estetica. Tra effetti olografici, charms e texture 3D, il messaggio al mondo è chiaro: “Sono qui, guardatemi”. Sentirsi “in ordine” anche nei piccoli dettagli si riflette spesso nella nostra immagine. In fondo, la manicure incide profondamente sulla nostra psicologia regalandoci un boost diautostima immediato. Anche in tuta oversize i nostri artigli decorati parlano per noi, donandoci quella confidence necessaria per affrontare la quotidianità. Le unghie fatte in casa, ammettiamolo, spesso ci offrono più preoccupazioni che gioie: si rovinano dopo qualche giorno e siamo costrette a doverle rifare da capo, ma magari non abbiamo tempo e finiamo per sentirci poco curate. La ricostruzione o il semipermanente, invece, non ci forniscono alcun pensiero: siamo già pronte, senza dover dedicare tempo prezioso alla manutenzione quotidiana.
Chissà se questa tendenza continuerà a crescere, se verranno inventate nuove tecniche o nuovi effetti, in ogni caso oggi ci troviamo al centro di questo fenomeno e chi siamo noi per tirarci indietro? La ricostruzione unghie e la loro cura professionale sono diventate molto più di una semplice moda: oggi rappresentano un vero e proprio mix tra estetica, cura personale e benessere. Non si tratta solo di avere mani carine da vedere, ma anche di come ti senti quando le guardi.
A livello pratico, la ricostruzione è super utile anche per chi ha unghie fragili, sottili o che si spezzano sempre. I materiali moderni, come gel e acrilico, creano una sorta di “strato protettivo” che aiuta l’unghia naturale a crescere senza stress. Inoltre, possono proteggere da piccoli traumi quotidiani, soprattutto per chi usa molto le mani. Un tema enorme è l’onicofagia, cioè l’abitudine di mangiarsi le unghie. In questi casi, la ricostruzione può diventare un vero aiuto perché rende più difficile mordere l’unghia e aiuta a interrompere il gesto automatico. E poi, vedere le proprie mani ordinate può motivare a smettere, ed è proprio quello il vero obiettivo. Ovviamente vale anche per i trattamenti maschili, sempre più diffusi, che aiutano a migliorare l’aspetto e superare insicurezze che riguardano tutti.
E poi c’è il lato del benessere, che spesso si sottovaluta: prendersi cura delle mani può diventare proprio un momento di pausa. Tipo un mini rituale di self-care dove ti fermi, respiri, e fai qualcosa solo per te. E questa cosa, anche se sembra piccola, aiuta a staccare e rilassarsi. L’unica cosa davvero importante è una: affidarsi a professionisti e prodotti di qualità. Perché se fatta bene, non è solo estetica fine a sé stessa, ma proprio un modo concreto per sentirsi più sicuri nella vita di tutti i giorni. Alla fine, la ricostruzione unghie non è solo “fare le unghie”: è un piccolo investimento su di te. Qualcosa che unisce estetica e funzionalità, ma soprattutto cambia il modo in cui ti guardi. E quando cambi quello, cambia un po’ anche tutto.









