Da dove nasce questo scritto? Nel precedente articolo abbiamo esplorato le informazioni di base sui videogiochi indie, e siamo entrati in questo angolo della scena videoludica.

Ora che conosciamo la storia e il fascino di questo fenomeno, è il caso di passare al lato più piacevole: dopotutto la parte divertente di un videogioco è giocarci! Ma, tra metroidvania, cozy games e tutti i vari sottogeneri, è facile rimanere disorientati, quindi dove può cominciare un principiante?




A volte, in un panorama così prolifico e movimentato come quello dei videogiochi indie, è difficile capire come orientarsi, cosa si cerca, o dove trovarlo: il rischio è rimanere invischiati tra numerose raccomandazioni, fino anche ad avvilirsi.

Io stessa, che sono all’inizio del mio viaggio in questo mondo, ho iniziato questo articolo temendo di confondermi e di non comprendere a fondo le sfaccettature di questo argomento.

Però, alla fine, ho ricordato che l’esistenza di questa rubrica serve anche come modo per esplorare un lato diverso della pop culture. E forse un po’ anche sé stessi.

Quindi, ho fatto del mio meglio per raccogliere alcuni dei titoli più conosciuti, più interessanti, più approcciabili per muovere i primi passi nel mondo dei videogiochi indie.

Come ogni genere, anche quello dell’indie ha i propri capostipiti, gli innovatori, e tutt’una rete di titoli che si inseriscono nel quadro. Poiché è impossibile stabilire quale sia il migliore in maniera oggettiva, lo scopo di questo articolo (che non vuole assolutamente essere una classifica!), è raggruppare giochi meritevoli, ma anche apprezzabili anche da noi neofiti, senza un ordine particolare.

I 6 videogiochi indie da conoscere

Minecraft (2011)

Il primo, e più famoso titolo da nominare quando si tratta di videogiochi (non solo indie!) è proprio Minecraft. Quello che ha ormai raggiunto lo status di triple-A, è in realtà partito come progetto indipendente nel 2009, e ancora oggi raccoglie consensi in tutto il mondo del gaming.

Ma qual è l’ingrediente segreto dietro questo successo? Per quello che ho potuto osservare, Minecraft non è un videogioco, ma un canale dove si può esprimere la propria creatività senza impedimenti.

Il mondo di Minecraft è fatto in modo tale da favorire l’esplorazione, senza mettere obiettivi obbligatori al giocatore, conferendogli quindi la massima libertà nel vivere il mondo che gli viene messo a disposizione.

Se ti interessa costruire un mondo privo di limiti, esplorare ambienti sempre nuovi, o sfidare i tuoi amici con avvincenti mini-giochi, provare Minecraft è d’obbligo.

Braid (2008)

Braid è un gioco che presenta una forte tendenza innovativa: all’uscita ha impostato lo standard per i futuri titoli. Creato da un unico sviluppatore con lo scopo di decostruire i concetti tradizionali del gameplay, porta il pubblico a pensare più attentamente al game design in generale.

Il gameplay si concentra sulla risoluzione di rompicapi basati su meccaniche nuove per ogni stage, che hanno come perno il sistema di riavvolgimento del tempo, senza il quale sarebbe impossibile venire a capo dei vari enigmi.

Ma l’innovazione non finisce qui: la trama in sé finisce per capovolgere tutto ciò che pensavamo di sapere sulla narrazione in un colpo di scena finale. Dopo una separazione causata da un suo errore non meglio specificato, Tim (il protagonista del gioco), parte per salvare la sua principessa, in una corsa a dispetto del tempo. Ma procedendo livello dopo livello si rivela una situazione ben diversa, mascherata come se fosse una storia d’amore convenzionale.

Un titolo esemplare, sia per il contesto in cui è nato, sia per le innovazioni a cui ha portato nei giochi successivi. Cerchi un’esperienza anticonvenzionale, narrativamente solida e interessante? Dai un’occhiata a questo gioco, oppure approfitta della versione rimasterizzata, uscita nel 2024.

Celeste (2018)

Celeste è un videogioco platform che nasce dalle menti di Maddy Thorson e Noel Berry, creato originariamente in quattro giorni, con lo scopo di narrare l’esperienza di Maddy come donna trans che combatte contro la depressione e l’ansia.

La storia narra di Madeline, una ragazza che cerca di sconfiggere i suoi problemi di salute mentale scalando il monte Celeste. Nel suo viaggio, la protagonista si ritrova in contrasto con la sua “parte malvagia”, che cerca di metterle i bastoni tra le ruote in qualsiasi modo possibile. Tuttavia, durante la scalata, Madeline incontrerà numerosi personaggi, che a poco a poco la aiuteranno a cambiare prospettiva su quest’improbabile antagonista.

L’evoluzione di Madeline, che ostacolo dopo ostacolo impara progressivamente come affrontare il mondo che la circonda, coinvolge il giocatore in una crescita emotiva e poetica, che favorisce l’introspezione, consolidando al contempo uno splendido messaggio di accettazione di sé.

Il gioco si presenta come un fantastico mix di impegnativo e gradevole, anche grazie all’uso di accorgimenti come il coyote-time. Se ti piacciono le sfide devi assolutamente provarlo: il gameplay pone una difficoltà interessante, ma non punitiva, che ricorda il famoso SuperMario.

Cave Story (2004)

Cave Story è un titolo un po’ particolare. Anche se ad oggi non se ne parla più spesso, essendo passati più di 20 anni dall’uscita, io penso che possa entrare a pieno diritto in questa lista: infatti, è il primo a dimostrare che non serve un grande marketing per fare un grande videogioco.

Il protagonista della storia è il robot Quote, che si sveglia senza ricordare niente su un’ isola, e decide di difenderne gli abitanti (chiamati Mimiga) dal perfido Dottore, che vuole rapirli peri suoi esperimenti.

Si tratta di un gioco platform misto a un’ avventura dinamica (un genere che unisce elementi di avventura e azione). Ma il gameplay non si limita a saltare qua e là sullo schermo: il giocatore è invogliato a proseguire la storia interagendo con le ambientazioni e i personaggi, a migliorare le proprie armi attraverso i punti esperienza e a compiere scelte che influenzano il corso della storia.

In effetti, le decisioni del giocatore acquistano importanza, in quanto il gioco presenta più finali: uno migliore, uno neutrale e uno peggiore.

Un gioco a cui dare un’ occasione, se cercate una storia coinvolgente unita a un gameplay semplice ma efficace.

Undertale (2015)

Similmente a Cave Story, anche in Undertale le decisioni del giocatore modificano la storia, durante la quale il giocatore è chiamato a risolvere numerosi puzzle, incontrando personaggi simpatici e scoprendo la storia del colorito mondo in cui si ritrova il protagonista; il tutto sovvertendo le aspettative di un normale videogioco.

La vicenda segue un bambino che cade in un luogo sotterraneo popolato da mostri. Nel tentativo di tornare a casa, scopre un universo nuovo, con dietro una storia semplice ma penetrante, insieme a tutti i suoi vivaci abitanti, anch’essi carichi di personalità. Come farà a tornare in superficie? Si farà strada con la violenza o avrà pietà di queste creature? La scelta è tua...

Anche le meccaniche di gioco sono variegate, divertenti, ma anche soddisfacenti e intuitive, strizzando l’occhio a diversi generi di giochi con molteplici soluzioni creative, tra cui mini giochi e segmenti di gameplay variamente caratterizzati.

Un’avventura totalmente originale: con il suo charme retrò, e una trama appassionante, Undertale non mancherà occasione per sorprenderti. Perfetto se cerchi un’esperienza emotiva completa, dalle risate alle lacrime.

To the Moon (2011)

To the moon è una visual novel creata su RPG Maker, che, al contrario di molti altri giochi caricati sullo stesso software manca di un sistema di combattimento e di gestione del party, per concentrarsi sulla storia e sullo sviluppo dei personaggi, mantenendo come focus principale la risoluzione di puzzles.

Ciò che fa brillare questo gioco è la risonanza emotiva, che pervade la narrazione in ogni passaggio: in questo gioco ogni punto di svolta risulta amabile a prima vista, ma amplificato, e condito con una punta di amarezza, una volta esplorata la trama.

Gli eventi seguono due dottori, Eva Rosalene e Neil Watts mentre ripercorrono all’indietro la vita dell’anziano Johnny Wyles, con lo scopo di impiantare nella sua mente ricordi artificiali, per assicurare all’uomo, ormai in fin di vita, un decesso più sereno. Attraversando la psiche di Johnny, i dottori ricostruiscono la sua storia di amore con la defunta moglie River, fino ad arrivare a comprendere la vera ragione dell’ultima volontà di Johnny: andare sulla luna.

Un gioco dalla forte carica sentimentale, dotato di temi solidi e appassionanti, e un finale toccante; To the Moon presenta una forza narrativa degna di nota, oltreché un gameplay agevole. Ottimo titolo per chi cerca una storia di cui innamorarsi.