È giovanissima, è islandese e sta portando il jazz nell'era della Gen Z: stiamo parlando di Laufey (si pronuncia lay-vay), la cantante di cui ha parlato anche il New York Times definendola un «fenomeno». La cosa più divertente che potreste fare per conoscere Laufey, se non vi è capitato di ascoltare il suo ultimo singolo "Lover Girl", pubblicato la scorsa estate, oppure il suo album, A Matter of Time, è: prima sbirciare il suo profilo TikTok e solo dopo ascoltare la sua musica. Sì, perché non direste mai che una cool girl classe 1999, dallo stile preppy e bon ton (che peraltro collabora spesso con Chanel) abbia quella voce e quel sound assolutamente retrò.
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«Ho sempre avuto questa voce profonda e mi faceva sentire davvero vecchia e diversa» ha raccontato Laufey in un'intervista a Vogue America. Il suo registro da contralto - il secondo tono femminile più basso - accompagnato da un vibrato profondo, contraddistingue la voce di Laufey. Il sound pesca poi a piene mani dal mondo jazz, dai musical di Broadway degli Anni '50, e rende il tutto più moderno soprattutto grazie ai testi. Spiega Laufey nell'intervista: «Le mie canzoni sono suoni antichi con testi moderni. In fin dei conti, faccio musica per la Generazione Z. Parlo e mi comporto in quel modo. Molti standard jazz hanno un linguaggio molto informale tipico di quei tempi, e io scrivo con il linguaggio informale tipico dei miei tempi».
Laufey chi è la cantante jazz che piace alla Gen Z
Laufey nasce a Reykjavik nel 1999 da madre di origine cinese che suona il violino nell'orchestra sinfonica locale e dal padre economista islandese. Lo stesso giorno nasce anche la sorella gemella omozigota, Junia Lin Jónsdóttir, che oggi è una violinista, nonché direttrice creativa del progetto di Laufey.
Ma torniamo indietro: le due crescono tra Reykjavik e Washington D.C., e fin da piccole familiarizzano con la musica suonando pianoforte e violoncello. Laufey studia al Berklee College of Music, dove scrive il suo EP di debutto, Typical of Me, nel 2021, che raccoglie subito grande attenzione. Nel 2023 arriva il suo primo album, Bewitched che spiana la strada all'ascesa e a un 2024 ricco di avvenimenti, come si legge nella sua bio Spotify: «Laufey ha registrato il tutto esaurito all’Hollywood Bowl, al Radio City Music Hall e alla Royal Albert Hall di Londra; si è esibita accompagnata dalla LA Phil, dalla National Symphony Orchestra e dalla China Philharmonic Orchestra; ha condiviso il palco con artisti come Jon Batiste e Raye; e ha collaborato a dischi con artisti che spaziano da Beabadoobee a Norah Jones».
Ah, quasi dimenticavo, nel frattempo ha vinto un Grammy Award (Best Traditional Pop Vocal Album per Bewitched) e si è presentata al Met Gala con un velo ricamato con uno spartito di Bach. Non sorprende quindi che il New York Times le abbia dedicato una lunga intervista in occasione dell'uscita del suo nuovo album, A Matter Of Time, pubblicato il 24 agosto.
Laufey nuovo album, tutto su A Matter Of Time
Via Instagram, Laufey ha descritto l'album con queste parole: «Ho preso il mio diario e l'ho trasformato in un album di canzoni, approfondendo l'intera gamma di emozioni - dalle più belle alle più brutte - che si provano mentre la vita e l'amore continuano nel tempo». Parlando con il New York Times, l'artista ha raccontato che i brani si ispirano alle esperienze personali, mescolate con quelle della sorella gemella Junia. Spiega poi il giornale: «Con A Matter of Time, Laufey ha affermato di aver spinto i suoi limiti musicali, creando canzoni "un po' più strane e un po' più surreali" e di aver affrontato il suo stesso attaccamento alla ricerca della bellezza sopra ogni cosa». E ora che Laufey è entrata nei nostri radar siamo pronte a lasciarci trasportare dal suo sound.












