Il 2025 è l'anno della riscoperta della musica latina. La rilevanza del genere nel panorama globale si è fatta maggiore nel corso del tempo, soprattutto grazie al reggaeton e ai suoi derivati, ma quest'anno in particolare è cominciato con l'onda pop di Bad Bunny, che con il suo album Debí tirar más fotos è diventato un fenomeno globale, portando la cultura di Porto Rico decisamente fuori dai confini dell'isola. Mescolando i ritmi tradizionali del Paese, la plena, il dembow, la salsa, Bad Bunny ha fatto conoscere alla cultura mainstream il portato culturale di Porto Rico, innescando una conversazione che va a toccare anche il colonialismo, il predominio culturale bianco e l'importanza di non perdere la propria identità, culturale, anzi, di andarne fieri. Il suo lavoro fondamentale per la cultura pop ha, in un certo senso, spianato la strada per portare l'attenzione collettiva alla musica latina, nei suoi diversi generi. Non a caso, si parla di Latin Core: «musica latinoamericana mescolata all'elettronica ad alte velocità di bpm, integrando voci, ritmi, percussioni e melodie caratteristiche della musica latinoamericana» come la descrive Pitchfork in una riflessione pubblicata nel marzo 2024.
In modo simile ai vari core che hanno dettato e descritto le tendenze nel corso del 2024, il Latin Core è semplicemente un neologismo che descrive movimenti e sub culture in atto già da diverso tempo e che, in un determinato momento, assumono più rilevanza nel discorso mainstream. Per avere un'idea del fenomeno, basta pensare che nel 2024 i Grammy Awards hanno introdotto una nuova categoria, Best Latin Electronic Music Performance, creato per mettere in luce DJ, produttori e artisti «che fondono con orgoglio la musica elettronica con i suoni delle loro culture». Da notare come la parola "culture" sia declinata al plurale, proprio perché nella definizione "musica latina" fanno parte sonorità e tradizioni che si differenziano moltissimo, dal Venezuela al Brasile, passando per l'Ecuador e l'Argentina: ogni Paese è caratterizzato dai propri ritmi.
Artist* del Latin Core
Tra le artiste più note che rientrano nel macro genere Latin Core c'è Arca, performer che combina arte visiva e tecnologia, nonché artista nonbinary. Recentemente è stata tra le protagoniste di manifestazioni come il Primavera Sound e del C2C Festival, conta collaborazioni con artisti come Rosalía, FKA twigs, Sega Bodega e Bjork. Nel suo lavoro mescola l'elettronica a un ritmo reggaeton selvaggio, le musiche tradizionali venezuelane e le vibrazioni del clubbing sperimentale. Tra le dj più interessanti simbolo del Latin Core c'è poi Sofia Kourtesis, producer e vocalist originaria di Lima e ora residente a Berlino che, con la sua diaspora dal Sudamerica alla Mecca del clubbing europeo trascrive quella che è la commistione tra questi due mondi.
Come lei, un'altra figura che vale la pena nominare per la sua arte nel mixare reggaeton, baile funk e dembow con l'hardcore e la techno è Clementaum, dj brasiliana esplosa grazie al remix di "AMEIANOITE" di Pabllo Vittar, nominata ai WME Awards da Billboard e protagonista di un'esplosiva Boiler Room al Primavera Sound Festival 2024. A metà tra l'elettronica e l'hip hop c'è poi il produttore argentino Bizarrap che, nel 2018, ha lanciato le BZRP Music Sessions su YouTube, dove si lancia in sessioni freestyle con gli artisti ospiti del format. Il suo progetto è rapidamente diventato virale, attirando nomi sempre più importanti della musica, da Quevedo a Shakira.
Non è un caso quindi se nelle line up dei festival internazionali, di musica elettronica e non solo, il Latin Core è una presenza sempre più consistente, così come non è casuale in città come Milano la comparsa di music party (chiamiamole pure serate) che spingono questo genere musicale, abbinandolo spesso a un'etica che è queer e inclusiva, siano una realtà in crescita. Il cuore del Latin Core è la libera espressione culturale, la possibilità di creare spazi in cui le persone possano trovare un'alternativa inclusiva all'interno del panorama musicale elettronico.











