Tra gli altri motivi per cui alle persone piace demonizzare TikTok c'è il fatto che ha reso così comuni e sdoganate le versioni accelerate dei nostri brani preferiti che quasi ha portato la coscienza collettiva a ripulirsi degli originali. Anzi, forse è tutta colpa di TikTok se anche Netflix e Spotify mettono a disposizione la funzionalità di ascolto veloce e in questa era già abbastanza caotica anche i nostri momenti di chill devono diventare in x2? Forse, ma più che parlare di colpa, più che puntare il dito, vale la pena analizzare quello della musica velocizzata come un fenomeno che, in sé, non è né buono né cattivo, è solo un cambiamento.

Come citano ormai tutti i magazine che si sono espressi sul tema, dalla BBC a Il Post, il caso zero delle canzoni accelerate è stato quello di Raye, l'artista britannica ha raggiunto il primo posto nella classifica ufficiale dei singoli del Regno Unito, grazie alla popolarità delle versioni accelerate di "Escapism", virali su TikTok, dopo quasi tre mesi dall'uscita dell'originale. In questo caso quindi, l'attenzione verso Raye è partita da TikTok, ma l'ha portata a essere conosciuta e ascoltata anche al di fuori di quelle che sono le sue versioni x2. Così, da qualche anno a questa parte, la modalità "meme" - intesa come più fruibile e adatta ai social media - dei brani aiuta a fare da talent scout per conoscere nuovi artisti e brani. D'altro lato, cantanti e case discografiche hanno ormai intercettato la tendenza e cominciano a offrire in primis le versioni remixate o accelerate dei brani, oltre a canzoni sempre più brevi.

sabrina carpenter taste camila cabellopinterest
Instagram / @sabrinacarpenter
@sabrinacarpenter

Questa è la logica di mercato: a domanda risponde offerta. Com'era nei primi Anni 2000 e come, in realtà è sempre stato con i remix delle canzoni più famose, che da ballad pop spesso sono state trasformate in brani disco, non c'è dubbio che oggi alle persone piaccia ascoltare un tipo di musica che viaggia veloce. Lo dicono i dati, con Spotify che dichiara alla BBC: nel 2023 più di un terzo degli ascoltatori negli Stati Uniti ha accelerato i podcast e quasi due terzi hanno riprodotto i brani a un ritmo più veloce.

Questo tipo di fruizione è quindi stato completamente sdoganato per quanto riguarda, ad esempio, video di ricette su YouTube e podcast Spotify, ma continua a generare qualche incertezza quando si parla di film d'autore (con Netflix che permette questa funzione) o brani nati per essere ascoltati in un certo modo. Perdendo le pause e il ritmo che autori e autrici hanno pensato per noi, implica inevitabilmente che la comprensione cambi. E questo è sicuramente qualcosa che ci allontana dal discorso artistico puro. D'altra parte, quando la fruizione velocizzata diventa un mezzo, e non un abitudine, non è bello anche solo sapere di avere questa possibilità, scegliendo se e come metterla in atto? Non ci dimenticheremo delle ballad, ma al massimo, scopriremo qualcosa di nuovo: nel tempo di una canzone, ne ascolteremo due.

chappell roan creative director ramisha sattarpinterest
Instagram / @chappellroan
@chappellroan