In realtà siamo a uno schermo (e qualche chilometro) di distanza, ma è come se fossimo nella stessa stanza, con una tazza di caffè in mano a chiacchierare di tutto e di niente. Si chiamano chit-chat, ma si traducono in chiacchere tra amiche (forse esagero già a definirci così? Però lo giuro, ci siamo trovate) su amore, musica, futuro, passato, parole e cambiamenti di vita. Una vita quella di Angelica Bove, che, parole sue, mai si sarebbe sognata o immaginata. Una vita che era come quella di ogni ragazza classe 2003 solo un anno e mezzo fa -tra social, drammi d’amore, sogni e ostacoli apparentemente insormontabili-, stravolta capovolta, ricostruita e ribaltata nel giro di una manciata di mesi.

La causa (ma si può davvero parlare di ‘causa’ quando è la ragione di un tuo sogno latente che si avvera?) è stato un provino, che l’ha portata a essere scelta per partecipare a un talent musicale, che l’ha portata su un palco, che l’ha portata a esibirsi in televisione davanti a tutta Italia. Lei che di fare la cantante neanche ci sperava perché sembrava qualcosa di così inarrivabile dal non poter essere neanche l’ingrediente segreto dei suoi sogni. Lei che si è ritrovata a dover affrontare giurie, commenti di sconosciuti, trucco, parrucco, prove, palchi, note manieristiche e telecamere. Lei che non si è mai davvero illusa (e che forse propri questo l’ha portata al successo). Lei che è uscita da X-Factor con due consapevolezze: «1. Posso e voglio fare la cantante 2. Il prossimo passo è dimostrare che posso e devo fare la cantante. Mi merito di essere qui.»

In poco più di un anno la tua vita è cambiata radicalmente. Come ti stai adattando a questi cambiamenti?

Sicuramente quello che ha cambiato radicalmente la direzione della mia vita è stata la consapevolezza che voglio fare questo lavoro, ed è arrivata dopo X Factor. Durante la durata del programma ho vissuto tutto come una "bella esperienza da fare ma senza illudermi"; volevo cantare e volevo cantare in quel contesto. Come ho vissuto il talent show? All'inizio è stato enigmatico: il fatto che fosse in televisione un po’ mi frenava, era la mia prima volta su un palco, prima volta davanti a un pubblico, la mia prima volta con una vocal coach (nella vita sono sempre stata un po’ un eccesso sulle prime volte, ma penso sempre: è solo paura. Poi lo fai e ti rendi conto di poterlo fare). Ho vissuto X Factor con quella spensieratezza che mi ha reso libera dall'oppressione del 'se non va, ho distrutto il mio sogno'. Questo però mi ha portata a due riflessione una volta finito: "avrei dovuto essere più disciplinata" e "la mia voce può essere uno strumento di lavoro e di comunicazione".

L’inverno, Bellissimo e poi niente, La nostra malinconia… un percorso che ci introduce al cuore della tua musica. Cosa ci raccontano queste canzoni di te?

    Quello che emerge è sicuramente il mio lato passionale, come vivo le relazioni, quanto mi piace soffrire in amore (forse soffrire in amore piace a tutti? Come diciamo a Roma, devi rosicà). Io vivo l’amore con drammaticità, e viene messo molto in risalto in questi brani. Con Bellissimo e poi niente, siamo andati sempre di più a scoprire alcuni aspetti di me, mi piace mostrare le diverse sfaccettatura al mondo. Non sono solo malinconica, sono anche ironica, dominante, forte. Niente bugie, tutto autobiografico. Posso? Ringrazio davvero i diversi autori; mi conoscono sempre di più e riescono sempre a cogliere il sottomessaggio dei miei racconti. [ NdR: Bellissimo e poi niente: Paolo Antonacci, Alessandro Raina e Placido Salamone. La nostra malinconia: Davide Simonetta, Paolo Antonacci, Alessandro Raina. Inverno: Davide Simonetta, Tananai, Paolo Antonacci

    E parlando di amore, cos’è l’amore per te?

      Sicuramente è qualcosa che adesso mi scombussolerebbe e al contempo, qualcosa in cui mi scoprirei. Sono cambiata tanto ultimamente, questi ultimi mesi sono stati intensi a livello di rapporti personali, di stimoli, di novità. Sono single adesso e pensando all’amore lo vedo come una nuova via per uno scoprire quanto sia cambiata. A che punto sono arrivata della mia consapevolezza? Prima ero totalizzante nei rapporti, ora mi sento centrata e affamata di indipendenza. Sono curiosa di vedermi adesso in una relazione, ho molto più rispetto di me stessa.

      Ti spaventa mostrarti vulnerabile nelle tue canzoni?

        Per nulla, la vita è una e voglio andarmene sapendo di essermi raccontata e che le persone sappiano chi se ne è andata. Non è vanità, ma è presenza umana. Mi piace espormi; l’intimità è fondamentale per me, l’intimità ci rende tutti vicini come umani e i rapporti sono tutto. La timidezza? Una perdita di tempo, ci sono tante persone da conoscere, tante cose da fare: tanto vale spogliarsi e godersi il tutto. Cosa mi piacerebbe suggerire a chi conosco? Forse un grande "Sti cazzi" davanti alla paura di fare le cose. Si può fare tutto, non c’è nulla di impossibile se ci si impegna davvero.

        Qualcosa di te che nessuno sa

          Sono fissata con l’ammorbidente concentrato, sono fissata con il profumare di ammorbidente.

          La canzone che ti ha fatto dire ‘Io voglio fare musica’

            Hallelujah nella versione di Alexandra Burke. La prima canzone che ho cantato: ricordo ancora, ero con il computer di papà, 7 anni, cercavo video su YouTube. Mi ricordo di aver trovato tra i consigliati questo video, appena l'ho sentita "Mi piace". Pochi giorni dopo la sapevo a memoria e ho provato a cantarla: in quel momento ho scoperto che si poteva cantare.

            Tre canzoni che non mancano nella tua playlist

              It Ain’t Over ’til It’s Over di Lenny Kravitz (la ballo ogni mattina); Gosh di Jamie xx e Stop Crying Your Heart Out di Oasis (gran classico).

              Manca sempre meno a Sanremo Giovani 2024, sei tra i 24 concorrenti. Cosa ti aspetti?

                Finito X-Factor provavo due sentimenti contrastanti: ero euforica e grata al programma. Al contempo, arrabbiata con me stessa perché avrei dovuto impegnarmi e dare molto di più. Mi sento di essermi persa in molte cose. Ora ho molta fame di raccontarmi, voglio dimostrare (a me stessa ) che posso scoprirmi attraverso la musica, attraverso questa canzone che è perfetta per farmi conoscere come davvero. Aspettative? Dare tutto. Non pensare ad altro (è talmente incredibile, che non riesco neanche a immaginarmi questa realtà). Voglio avere disciplina, voglio impegnarmi come mai prima d’ora, voglio diventare tutt’uno con il pezzo.

                Senti di aver bisogno di questa rivincita personale?

                  Qualche mese fa ti avrei detto di si. Ora invece non sono più così arrabbiata con me stessa. Ho passato mesi chiusa in studio, ha creato una stima tra me e me. Sono felice della disciplina di questi ultimi mesi.

                  Come hai capito che La nostra malinconia era quella giusta?

                    Dalla chitarra di intro avevo già capito, è partito il demo con la chitarra, ho detto "sì è lei". Non so giustificartelo se non così, a a pelle. Ci entravamo bene, nella musica, nel testo....

                    Mi dici la tua frase preferita della canzone?

                      “Se la botta non passa resta la nostra storia senza stile”. Sono io, la ‘barbona delle relazioni’, me ne vado sempre in modo strano.

                      Un augurio che Angelica fa ad Angelica

                        Rispettati sempre, nessuno lo farà al posto tuo.