Alessandro Merli e Fabio Clemente sono Takagi & Ketra dal 2014, quando il primo, precedentemente noto come THG e fondatore dei Gemelli Diversi, chiede a Fabio di lavorare insieme. Nove anni dopo il bilancio della loro unione si conta in 180 dischi di platino, uno di diamante (“Roma Bangkok”) e oltre 2 miliardi di stream, collaborando con i nomi più forti della musica del momento come produttori: Marracash, Fedez e Mika, Laura Pausini, Marco Mengoni, Elodie) . La prima loro vera canzone è del 2017, in mezzo “Da Sola in the night” con Tommaso Paradiso e Elisa, “La Luna e La Gatta” con Jovanotti, Calcutta e di nuovo Tommaso Paradiso, poi le le hit estive “Jambo” e “Amore e Capoeira”, a dirne solo alcune. L’ultima esce ora, con Shiva, Anna e Geolier. Si intitola "Everyday", suona urban pop, e ha tutte le carte per diventare la decima hit della loro discografia «Ci eravamo sempre detti che a dieci ci saremmo fermati», dicono quando li incontriamo nello studio della loro casa discografica.
Cioè non farete più canzoni come Takagi e Ketra?
Takagi: «Quando sette anni fa sono venuti a chiederci di uscire come progetto siamo partiti da un brano e non potevamo sapere come sarebbe andata. È andato bene e ci hanno subito chiesto di fare un album. Ma noi già allora ragionavamo a singoli. Alla fine siamo arrivati a dieci. Non è mai accaduto che due producer facessero dieci singoli di successo. Non sappiamo se ce ne sarà un altro. Non vogliamo fare un album, soprattutto ora che lo fanno tutti. Ci è sempre piaciuto muoverci in controtendenza».
Ketra: «Ci chiesero di fare i nostri singoli, ai tempi nessun produttore lo faceva. Era un rischio, avremmo esposto il nostro nome e se non fosse andata bene avremmo rischiato di compromettere la carriera di produttori, che è la cosa più importante. Io ero in super paranoia, è andata bene, avevo anche scommesso con Ale, gli ho dovuto comprare una cintura»
Ma restate insieme?
«Sempre insieme come produttori»
Vi spaventa qualcosa?
Ketra: «Per fare un singolo ci mettiamo un sacco. Se ci piace lo buttiamo fuori, ma a noi piace stare in studio, incontrare gli autori, è tutto come all’inizio. C’è lo stesso divertimento, lo stesso “bisogno” di fare musica. E per ogni brano c’è anche l’ansietta di vedere come andrà».
"Everyday" come è nata?
Ketra: «In Salento, in una session fatta in Puglia un anno fa, avevamo affittato una villa dove sono passati autori, abbiamo scritto pezzi, è uscito questo ritornello che per mesi è stato fermo. Shiva è venuto poi in studio a Milano, lo ha sentito, ha scritto la strofa. Poi è arrivato Geolier con cui abbiamo lavorato per “Chiagne” e alla fine Anna, era da tanto che volevamo lavorare con lei. È una delle più brave»
Takagi: «Ha dato un senso diverso al brano, ha unito la versione maschile a quella femminile. Senza di lei sembrava un pezzo “borbottone”».
Qual è il vostro Everyday?
Takagi: «Lavoriamo sempre, anche quando non siamo in studio. La testa è sempre attivata su qualcosa che abbiamo in ballo, ascoltiamo musica appena ci alziamo. Facciamo colazione, portiamo fuori il cane e entriamo in studio, tutti i giorni. Ma non facciamo ogni giorno la stessa cosa. Ucciderebbe la creatività.».
La parte più bella?
Takagi: «Lavorare con talenti incredibili, impariamo da ogni persona che entra in studio e speriamo sia reciproco. Ci troviamo a scrivere. È cambiato l’approccio alla musica, ora si scrive insieme, in una session. È uno scambio di idee. Che parte sempre dall’ispirazione».
Ketra: «E se non viene molliamo, ci mettiamo a far altro, ordiniamo un panino. Non entriamo mai in studio con l’obbligo di dover tirare fuori qualcosa per forza. È fondamentale ai fini della canzone. Se non c’è l’ispirazione meglio tornare a casa, guardare un film. È l’approccio che abbiamo da sempre».
La vostra vita in pochi anni è cambiata, qual è il lusso più grande che vi siete concessi?
Takagi: «Il lusso vero è di poter fare musica quando ci va, non certo le cose che ci siamo comprati. E vuol dire che non è cambiato niente, lavoriamo tanto, perché ci va. È un bisogno. Quando sono in vacanza, al terzo giorno mi annoio e posso essere con la compagnia migliore del mondo, ma se sto nel mio brodo, a livello di anima, sto meglio».
Ketra: «Io vorrei stare sempre in studio, mi completa la vita. La musica è linfa vitale, il mio modo per stare bene. E credo che questa sia la nostra forza. Andiamo in studio tutti i giorni, anche quando non dobbiamo lavorare».
Nella lista dei nomi delle collaborazioni dei sogni chi c’è?
Ketra: «Vasco Rossi. Lo dico sempre, magari prima o poi ci legge. Siamo cresciuti con lui, ho visto il suo documentario e il desiderio è diventato ancora più forte».
Takagi: «Non c’entriamo niente con lui, probabilmente se ci trovassimo in studio ci berremmo solo una birra. Abbiamo talmente tanto rispetto per la sua musica e la sua arte che non lo abbiamo mai contattato. Vasco e Mina sono il sogno in grande».











