Una serie girata nei due anni di pandemia, un tempo sospeso in cui Vasco Rossi ha avuto la possibilità di fermarsi per poter ripercorrere i momenti più importanti della sua carriera e della sua vita, con una telecamera silenziosa a seguirlo. Per guardarsi indietro e rivivere quarantasei anni incredibili di vita al massimo tra le canzoni che hanno segnato la sua storia. Nelle cinque puntate de Il Supervissuto – docu serie su Netflix, disponibilie in tutti i paesi in cui il servizio è attivo, si viaggia da Zocca, sua città natale, in provincia di Modena, a Los Angeles.

«Mentre mi raccontavo mi è tornato in mente tutto, ho rivisto con affetto quel ragazzo pieno di sogni che voleva vivere la vita a modo suo», racconta. Nostalgia, brividi, emozioni e tanto presente di un uomo che ha vissuto da protagonista gli ultimi cinquant'anni della musica italiana: «Sono sopravvissuto agli Anni '70, sono sopravvissuto agli Anni '80, sono sopravvissuto agli Anni '90, scegliendo di costruire una famiglia, e uscendo dallo stupido hotel. La scelta più trasgressiva che potesse fare una rockstar».

C'è l’infanzia, la mamma e la sua famiglia, la depressione, la ragazza che ha ispirato “Albachiara”. C'è un viaggio lungo e intenso tra palco e realtà. Scritta da Igor Artibani e Guglielmo Ariè, insieme a Pepsy Romanoff la serie mostra interviste, materiali d’archivio, testimonianze di chi è stato al suo fianco in tutti questi anni. Un regalo per i fan che entrano nel suo mondo andando all’origine della sua creatività, sia per quelli che lo seguono da sempre ovunque, che dormono davanti a casa sua, che non perdono ogni suo passo, come se il Blasco fosse una religione. Sia per chi è entrato in contatto con la sua musica, a cavallo delle generazioni, riconoscendolo come l’unica grande rockstar italiana: «L’idea di una docu-serie stuzzicava la mia vanità, ma anche la voglia di spingere sul tasto rewind per raccontare la mia versione dei fatti, la vera storia di Vasco Rossi».

Ad accompagnare la serie l’inedito “Gli Sbagli Che Fai”(Virgin Records/Universal Music Italia), elogio dell’arte che regala l’illusione di credere. Quando la musica che può portarti dove tutto è possibile: «Io sono quello che sono grazie a quello che ho fatto. Ne valeva la pena? Sì, eccome. Rifarei tutto. Questa straordinaria vita spericolata». Lui ha raggiunto l’impossibile.