Chi l’avrebbe detto cinque anni fa che quella folle idea di trasformare una barca in palcoscenico, e di spostarsi lungo le coste pugliesi per portare la musica dal mare alla terra, nell’ora più suggestiva, quella del tramonto, sarebbe diventato uno dei festival estivi più attesi della stagione. E invece Porto Rubino alla sua quinta edizione è un crescendo di emozioni, serate, ospiti e amici che si aggiungono alla line up ufficiale.
«Eravamo dei busker del mare», racconta Renzo Rubino, cantautore e ideatore della rassegna. «Alla prima edizione ci spostavamo con la mia barca, in modo del tutto artigianale». Poi però le cose sono cambiate: «A causa del Covid alcuni miei progetti sono andati in frantumi, e allora ho deciso di concentrarmi su Porto Rubino, per farlo diventare una cosa sempre più grande. Via via si sono integrate la televisione, delle Onlus importanti per il rispetto dei fondali marini e non solo».
Oggi il festival si struttura con cinque serate dal 30 giugno al 9 luglio in altrettante location. Due eventi saranno gratuiti (Brindisi con ospite Mahmood e Giovinazzo con Madame), e poi a seguire Monopoli (il 5 luglio sul palco anche Piero Pelù, già sold out), Tricase (il 7, ci sarà Levante) e Campomarino di Maruggio il 9 luglio (attesi Dardust, Dente, Emma Marrone e Francesca Michielin). Gli artisti che si alterneranno a Renzo Rubino sono tanti, tutti accomunati dalla voglia di fare gruppo: «Sanno che se vengono a trovarci non devono fare promozione o considerarla come una data del loro calendario estivo. Porto Rubino è un luogo diverso, in cui ci si diverte, si fa musica e si sta bene insieme».
Cosa c’è di speciale a Porto Rubino 2023?
«Abbiamo lavorato un anno intero per sistemare alcune cose che non ci convincevano del tutto: abbiamo deciso per esempio di dare più spazio alle persone, di curare con un’attenzione maggiore chi fa lo sforzo di venire un Puglia a vedere il festival. Quest’anno proponiamo due date gratuite su cinque, e non è da tutti avere la possibilità di sentire Mahmood o Madame gratis in concerto. Lo facciamo per noi ma anche per i cittadini delle splendide località che ci ospitano».
Mare, sabbia e terra per te sono degli elementi viscerali…
«Sì, è esattamente così. Per questo mi piace chiudere Porto Rubino a Campomarino di Maruggio, in questa vecchia tonnara di proprietà dei San Marzano (main sponsor dell’evento, ndr). È un luogo che è rimasto vergine da eventi, manifestazioni, feste. Non è una location blasonata ma il mare è stupendo, ci sono le dune, il tramonto cade esattamente sul palcoscenico, è tutto wild. Pensa che ci siamo chiesti se mettere le sedie per il pubblico ma alla fine abbiamo deciso di rispettare il contesto, la natura selvaggia del luogo».
Hai raccontato di sognare un ultimo approdo per Porto Rubino, la Darsena di Milano. È ancora così?
«Beh, quest’anno ci siamo arrivati per la presentazione del festival. Abbiamo fatto un piccolo approdo in città. Chissà, prima o poi diventerà davvero una tappa di Porto Rubino ma per adesso ci concentriamo sulla Puglia».
Cos’altro stai facendo?
«Ho deciso di rimettere mano alla mia musica, partendo da una serie di aspetti tecnici, cose e rapporti che con il tempo si erano sfilacciati. La promessa che mi sono fatto a fine anno è stata di ricominciare a scrivere. L’ho mantenuta: ho scritto e registrato un nuovo album che uscirà a fine anno. Ma chi verrà a Porto Rubino, forse ascolterà qualcosa in anteprima…».
Il calendario di Porto Rubino 2023
- 30 giugno Brindisi con Eugenio Cesaro (Eugenio in Via Di Gioia), Mahmood, Omar Pedrini.
- 2 luglio Giovinazzo con Madame, Emma Nolde, Santi Francesi, Alan Sorrenti.
- 5 luglio Monopoli con Bianco, Giovanni Caccamo, Niccolò Fabi, Piero Pelù.
- 7 luglio Tricase con Carlo Amleto, Delicatoni, Levante, Nada, Raf.
- 9 luglio Campomarino con Dardust, Dente, Emma Marrone, Francesca Michielin













