Incontriamo Marco Mengoni a poche ore dal concerto di Padova, allo stadio Euganeo, fresco di vittoria ai Nastri D'Argento 2023 come migliore canzone originale con "Caro Amore Lontanissimo", colonna sonora del film Il Colibrì. È la data di debutto di un tour già tutto sold out, dopo la data zero del 17 giugno di Bibione. Un grande sorriso, la voglia di scherzare, la voglia di emozionare e emozionarsi, in un concerto che rispecchia i suoi desideri. È la celebrazione di un anno ricco di successi, dalla vittoria al Festival di Sanremo, alle prime date all’estero in attesa del tour europeo in autunno, fino all’Eurovision, passando per la grande festa finale al Circo Massimo attesa per il 15 luglio: «Si inizia alle 4 del pomeriggio, ci saranno tutti i dj e i produttori che hanno collaborato agli ultimi tre dischi: Crookers, Dardust, Estremo, Mace e Whitemary. Poi il concerto vero e proprio con una scaletta leggermente modificata perché avrò con me Samuele Bersani, Elodie, Bresh e Gazzelle. E dopo il concerto un after party sul palco. Faremo festa finché i vigili non ci verranno a staccare la spina. Volevo fosse una festa, con cose da vedere. Ci sarà da portare la crema solare!».

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Courtesy Ufficio Stampa

Un successo in numeri di biglietti venduti e riconoscimenti (il progetto Materia è multiplatino) che però non sono la parte per lui principale: «A me i numeri non fanno effetto, quello che mi fa effetto è sentire la reazione delle persone. Quando arrivi sul palco non è che conti le persone, senti proprio la connessione che c’è in quel momento. A Bibione, quando ho cantato "Due Vite", nonostante sapessi già che sarebbe stata la cosa più forte di questo concerto, non so descrivere la forza, l'energia assurda che mi è arrivata. Credo succederà in tutte le date, credo lascerò il microfono direttamente al pubblico». Apre il concerto scegliendo l’emozione di “Cambia un Uomo” e “Esseri Umani”. Poi “No Stress”, “Voglio” e “Muhammed Ali”, per far saltare lo stadio, “Psycho Killer” e “Mi fiderò”, invece per far sentire liberi, «come siamo nati, liberi di essere voi stessi, di fare quello che volete». Appare Drusilla Foer sullo schermo per presentare il momento dello show dedicato agli Anni '70 con i coristi al centro e si passa a “Luce,” e alla prova vocale di “Proteggiti da me”, con lo stadio illuminato dai telefoni e vivere in prima persona quell’emozione. Dagli inizi e "L’essenziale" al presente con "Pazza Musica", la canzone dell’estate che in radio canta insieme ad Elodie. Si prende tutte le voci del pubblico su “Due Vite” «quando l’inciso apre, finisce il mondo. C’è una partecipazione ancora più partecipativa. Non che non ci fosse nello scorso tour ma qui c’è un qualcosa di più forte».

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Courtesy Ufficio Stampa

Mengoni si muove su un palco centrale con cavea a semicerchio e varie altezze, su cui restano i musicisti protagonisti per tutto lo show, un cerchio di 9 metri di diametro che segue il movimento dello spettacolo. La passerella al centro si alza in un cubo ora aperto, a differenza del concerto dello scorso anno, con al centro un prisma, elemento portante di questo nuovo capitolo di Materia. Luci, effetti speciali, fuochi, moltissimi colori e grandi schermi che giocano con le immagini sulle canzoni arricchiscono lo show. Le voci diventano l'ingrediente principale della parte emozionale: «Quest’anno per me è stata una riprova che ci sono tantissime persone che mi hanno capito, che hanno voluto capire. In questo tour probabilmente sento questo. Sono compreso. Sono incluso. Non sono distante. Non sono indecifrabile». A domanda se prima non fosse così, risponde sincero: «Forse non mi sentivo incluso da me stesso, siamo fautori dei nostri giudizi, noi decidiamo i giudizi che ci arrivano e ci dilaniano. Siamo noi a dover prendere gli strumenti per non lasciarci ferire. Prima mi facevo attraversare troppo, evidentemente, adesso mi sento più grande, più consapevole di difetti e limiti. Non che prima non li sapessi, ma credo sia un discorso di evoluzione personale, psicologico e fisico, che sto facendo». Anche per questo si mostra di più, anche per questo gioca di più con il corpo, mostrandosi in video giocando con la sua sensualità, cambiando abito più volte, vestendo Versace a Valentino, Mugler, GMBH e Ludovic De Saint Sernin. Pantaloni corti, maglie metalliche, argento brillante, giacche: «Non è solo estetica il fatto di scoprire il proprio corpo, non sono mai stato contento dei miei difetti. Ci sono ancora, li vedo ancora, ma li accetto di più, prima li coprivo perché me ne vergognavo di più io. Fa tutto parte di uno stesso percorso».

“Sai che”, “Hola”, “Ti ho voluto bene”. La città di Padova risponde, canta, accoglie i coriandoli dal cielo, ammira i colori dei prisma. E il pensiero corre all’ordinanza della Procura contro le famiglie omogenitoriali: «Quello che posso dire è che, da essere umano, non da politico che non potrei neanche mai farlo, mi sembra una cosa disumana. Non ho molte parole da aggiungere, stiamo parlando di bambini, di vite. Stiamo parlando di emotività, a un’età piccola privare di un genitore, perché qualcuno ha deciso che non rispecchia una famiglia, è assurdo. Per me la famiglia è chi ti insegna a vivere. Famiglia può essere chiunque. Sono convinto di questo. Ho genitori splendidi ma per me la mia famiglia è anche mio nonno. Mi ha insegnato lui a vivere, non solo papà e mamma. Famiglia è qualcuno che ti dà amore e ti insegna cosa potrebbe essere giusto o sbagliato per te e decidere cosa è sbagliato». La voglia di lottare per quello in cui si crede, la bandiera arcobaleno, e le ingiustizie le cita anche sul palco e prima di cantare "Proibito" aggiunge: «Una cosa che dovrebbe essere proibita è decidere cos'è una famiglia».

Una scaletta lunga 25 canzoni, senza ordine cronologico, ma emotivo, per due ore e un quarto di concerto: «Lasciarne fuori alcune è proprio difficile». È cresciuto, è cambiato, non si riguarda più per correggersi dopo le daet: «Ora è tutto istinto, le cose decise rimangono così, ma il resto è diverso ogni volta e non lo devo comandare. Se no è finita». E invece è solo l'inizio: Salerno, Bari, Bologna, Torino, Milano le prossime tappe mentre vive ogni concerto come fosse l’ultimo: «Devo vivere ogni momento all’ennesima potenza. Mi dico dai tutto».

La scaletta del concerto di Marco Mengoni

  • "Cambia un uomo"
  • "Essere Umani"
  • "No Stress"
  • "Voglio"
  • "Muhammed Ali"
  • "Psyco Killer"
  • "Credimi Ancora"
  • "Mi fiderò"
  • "Luce"
  • "Proteggiti da me"
  • "Parole in circolo"
  • "Due Nuvole"
  • "L’Essenziale"
  • "Pazza Musica"
  • "Due Vite"
  • "Fiori D’Orgoglio"
  • "Sai Che"
  • "Hola"
  • "Ti ho Voluto Bene Veramente"
  • "Guerriero"
  • "Ma Stasera"
  • "Pronto a Correre"
  • "Io ti aspetto"
  • "Proibito"
  • "Buona Vita"

Le date italiane del tour di Marco Mengoni

SALERNO - 24 giugno 2023 - Stadio Arechi
BARI - 28 giugno 2023 - Arena della Vittoria
BOLOGNA - 1 luglio 2023 - Stadio Dall’Ara
TORINO - 5 luglio 2023 - Stadio Olimpico
MILANO - 8 luglio 2023 - Stadio San Siro
ROMA - 15 luglio 2023 - Circo Massimo