Iniziamo col dire: Madreperla è una dichiarazione d’amore al rap. E non è un caso se, per la sua presentazione, Guè abbia deciso di presiedere una vera e propria masterclass per raccontarne la storia. Che origini ha? Chi può considerarsi davvero un fautore del genere rap?
Così, senza preamboli e senza retorica, l’ex Club Dogo ha messo in piedi un racconto dove non solo ha elogiato un genere che ha delle sue radici, ma che lo ha portato dritto al successo. Perché Guè è nato per questo. E che piaccia o meno, tutti ne siamo consapevoli. Madreperla, il suo nuovo disco, contiene 12 tracce condite e farcite non solo da grandi artisti della scena underground con cui ha siglato featuring che sono già delle vere hit, ma è composto sopratutto da sonorità che hanno impreziosito gli anni zero zero. Complice di questo è il lavoro creato da Bassi Maestro, produttore, ma soprattutto esperto della cultura hiphop, che ha realizzato, una a una, tutte le tracce di questo nuovo album. All’interno ci sono chiari riferimenti alla musica hiphop americana degli anni Novanta e Duemila. Lo si sente nelle varie reference musicali. C’è “I Can't Go For That” di Daryl Hall e John Oates del 1981, ripresa da Ron due anni dopo in “Mi hai capito o no?”. E Guè na ha realizzato un singolo omonimo, “Mollami pt.2”, invece, è un omaggio a una traccia iconica “Comes the Hotstopper” di Ini Kamoze, mentre la traccia realizzata insieme a Shablo, "Chiudi gli occhi", parte da un campionamento di “Amore impossibile” dei Tiromancino.
Nell’album tutto ha un senso, il valore dello storytelling è sempre ben presente come in “Prefissi”, singolo di apertura dell’album, che non è altro che un vero e proprio esercizio stilistico. L’album, inoltre, è ricco di featuring. E questo lo sapevamo fin da quando ne è stata annunciata l’uscita con un trailer pubblicato sui social dove Madreperla ha preso le sembianze di un grand hotel disastrato. «È stata un’impresa unire artisti dai 19 anni ai 45 anni», ha dichiarato Guè presentando l’album. Dentro c’è Paky. Anna, l’artista femminile più forte della scena secondo il rapper, è insieme a Sfera Ebbasta in un brano che ha tutte le caratteristiche per posizionarsi in cima alle classifiche. Poi troviamo Massimo Pericolo, Marracash insieme a Rkomi, Shablo, Benny The Butcher, Napoleone e infine Mahmood che ha portato nel disco tutto il suo lato più autentico, mettendosi a nudo e mostrando tutte le sue fragilità.












