C’è qualcosa di molto onesto nel modo in cui Madame vive la cultura. Non legge per sentirsi brava, ma per darsi delle risposte (in perfetto stile Gen Z). Anzi, probabilmente per trovare le domande giuste. Il suo nuovo album, DISINCANTO, uscito il 17 aprile, è il risultato di un percorso di crescita che è passato attraverso letture complicate (spesso faticose) ma decisamente mai banali. Sono i libri che lei stessa definisce "non rassicuranti". Blocchi di pagine pronti a farti fare un viaggio e lasciarti addosso un segno quando chiudi l'ultima pagina. Oggi, 5 maggio, alle 18:30 alla Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano, Madame prende parte al ciclo de "Gli irrinunciabili" in dialogo con lo psicoanalista Vittorio Lingiardi. Non sarà una lezione accademica e nemmeno un classico firmacopie, ma un dialogo su come le storie degli altri finiscano per diventare inevitabilmente un pezzo delle nostre.
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Madame, lo specchio della (sua) consapevolezza
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Il percorso intellettuale di Madame inizia proprio dal confronto con Vittorio Lingiardi e il suo Arcipelago N., un testo che l'ha spinta a guardarsi dentro in modo inedito: «Un libro meraviglioso che parla di tutte le sfaccettature del narcisismo, che alla fine è dentro ad ognuno di noi. Mi sono divertita a sottoporlo a chiunque incontrassi».
Se la psiche è il punto di partenza, il cuore pulsante delle sue radici è Gianni Rodari, per cui nutre un amore che scavalca le generazioni: «Gianni, grazie per tutto quello che hai fatto per me, io ti amo. Penso che tu sia il più grande poeta italiano mai esistito». Questa sensibilità si scontra poi con la forza d'urto di Dostoevskij. Di Delitto e castigo, l'artista racconta: «Contiene degli aforismi e dei passaggi che ricorderete per il resto della vostra vita. Tutto il romanzo parla del castigo che questo uomo ha ricevuto per aver compiuto un delitto. Penso ci vogliano delle competenze che io non ho. L'autore era molto grezzo ed emotivo, qui è riuscito a tirare fuori uno dei romanzi più belli a livello mondiale». La ricerca prosegue con la scoperta della Szymborska, eletta a vera guida spirituale per la sua capacità di rendere magico il reale: «Io sogno di vedere il mondo con gli occhi di Wislawa. La mia poetessa preferita è Wislawa Szymborska, mi ha fatto capire cosa è la poesia. A un certo punto si mette a parlare con una roccia, che vuole entrare dentro di lei. Una personalità micidiale». Questa tensione verso l'ignoto esplode definitivamente con Bulgakov: «"Il maestro e Margherita" è stato capace di andare veramente oltre i limiti della mia immaginazione. Un viaggio nell'iperuranio, sembra di entrare in 15 mondi diversi. La base è che in una Russia che rifiutava la religione, ha inserito un diavolo e ne succedono di tutti i colori».
Madame e il consiglio su come rallentare
Nella seconda parte della sua biblioteca ideale, Madame cerca un equilibrio attraverso la disciplina di Herrigel: «"Lo Zen e il tiro con l'arco": leggerlo è quasi un atto zen, ci fa entrare in una sorta di meditazione profonda. Con il tiro con l'arco ci insegna a vivere la vita e il nostro lavoro in modo diverso con la calma, spiega come liberare la mente». Ma la calma è spesso interrotta dal "disturbo" della realtà, come accade con la Milano cruda di Buzzati in "Un amore": «Questo libro mi ha dato quasi fastidio, dopo aver letto il finale tutto si è collegato. Parla di un milanese che frequenta prostitute minorenni, si innamora di una di queste, Adelaide, e si ossessiona fortemente. Un libro crudo e umano». Il confronto con i grandi temi prosegue con la sfida di Tolstoj, un autore che Madame ha dovuto "conquistare" nel tempo: «Anna Karenina: una sfida, continuavo a guardarlo e a dire un giorno riusciremo a diventare amici. Alla fine è successo. L'autore è trasversale e dalle mille digressioni, riesce forse a capire le donne come forse le donne non riescono a capire se stesse. E per averlo scritto un uomo dell'epoca era assolutamente avanti. Un vero game changer». Infine, il viaggio nel disincanto si chiude con le due anime di Emmanuel Carrère. Prima con la sofferenza autobiografica di "Yoga": «Mentre scriveva questo libro è capitato il peggio che potesse capitargli. Mi ha messo alla prova parecchio, mi sono dovuta fermare e riprendere la lettura un anno e 3 mesi dopo». E infine con la verità inquietante de "L’Avversario": «Un miracolo della contemporaneità, un fatto reale di cronaca francese. Un uomo che ha mentito alla sua famiglia 30 anni costruendo la sua vita sulle bugie».
Dopo Madame, il progetto "Gli irrinunciabili" delle librerie Feltrinelli proseguirà con Maurizio De Giovanni, Andrea Bajani, vincitore del Premio Strega 2025, Jeffrey Deaver, Felicia Kingsley, Alessandro Baricco, Eshkol Nevo, Antonio Scurati e Francesco Piccolo. Per costruire così, mese dopo mese: una biblioteca ideale che attraversa generazioni e sensibilità diverse. Nel segno del disincanto, ovviamente.













