Quando si parla di tipi di personalità, per restringere il campo è utile determinare quale sia la teoria alla quale si fa riferimento. Essi, infatti, sono stati oggetto di studio di numerose ricerche, approdate a risultati differenti in grado di accendere la curiosità.
Se fornire un ritratto completo di tutte le personalità esistenti sembra davvero impossibile in quanto ciascun individuo è diverso dall’altro, studi come quelli di Carl Jung hanno rintracciato dei tratti di personalità, ovvero tendenze rispetto ad ambiti specifici del comportamento umano. In questo articolo, un viaggio tra gli 8 tipi di personalità della teoria di Jung e una panoramica dedicata alla teoria dei Big Five.
Quali sono le 8 personalità?
Se avete già sentito parlare dei 16 tipi di personalità dell’MBTI, protagonisti di un famosissimo test sui tipi di personalità, probabilmente sapranno incuriosirvi gli 8 tipi di personalità secondo Carl Jung. All’interno del volume Tipi psicologici del 1925 lo psichiatra, psicanalista, antropologo e filosofo descrive i risultati di ben 20 anni di ricerche sulle peculiarità che darebbero forma al carattere individuale. Gli 8 tipi psicologici individuati sono tipologie di organizzazione della personalità differenziate l’una dall’altra in base all’attitudine dell’individuo, che può essere estroversa oppure introversa, e alle cosiddette funzioni psichiche predominanti, cioè pensiero, sentimento, sensazione e intuizione.
Per quanto riguarda la distinzione tra estroversione e introversione, tali concetti si riferiscono all’attitudine prevalente di ciascuna persona rispetto al suo modo di rapportarsi con l’esterno. In genere un temperamento estroverso presenta una spiccata capacità di socializzazione, mentre tra i punti di forza di un temperamento introverso figurano le doti creative.
In tema di funzioni invece, come anticipato, quelle registrate da Jung sono quattro, suddivise in coppie per così dire “opposte”. La prima è quella costituita da pensiero e sentimento, e si basa sulla prevalenza di applicazione da parte di alcune persone di un approccio razionale-cognitivo all’esperienza, e su quella di manifestare un atteggiamento più emotivo da parte di altre. La seconda coppia è formata invece dai poli opposti: sensazione e intuizione. Nell’interpretazione degli eventi secondo gli studi di Jung è infatti possibile individuare in alcuni la tendenza a un approccio più sensoriale, e in altre persone una modalità più intuitiva.
Tipi di personalità: breve ritratto degli 8 di Carl Jung
L’interazione delle varie dimensioni consente di descrivere 8 tipi psicologici:
- Riflessivo estroverso: nel suo modo di approcciarsi alla realtà prevale un atteggiamento razionale che lo conduce a privilegiare tutto quanto può essere osservato e compreso tramite la ragione.
- Riflessivo introverso: le riflessioni che conduce sono soprattutto astratte; è in grado di mostrare grande determinazione.
- Sentimentale estroverso: tra le sue caratteristiche figurano diplomazia ed espansività. Si tratta di un tipo socievole che non trova difficoltà nell’inserirsi in un gruppo. Soffre il fatto di sentirsi messo da parte.
- Sentimentale introverso: nell’elenco di peculiarità che lo riguardano è possibile inserire una certa riservatezza. Spesso malinconico, è piuttosto taciturno e tende a vivere i sentimenti in modo esclusivo.
- Sensoriale estroverso: realista, è portato a credere esclusivamente a ciò che è tangibile. È legato ai cosiddetti piaceri della vita e non è solito parlare dei propri stati emotivi.
- Sensoriale introverso: interpreta il mondo che lo circonda attraverso il filtro della sua soggettività, spesso ha un animo da artista.
- Intuitivo estroverso: si tratta di un tipo di personalità dinamico dotato di un grande senso degli affari e di uno spiccato intuito. Solitamente è un entusiasta.
- Intuitivo introverso: sognatore, sovente possiede un ricco mondo dell’immaginazione.
Tipi di personalità: la teoria dei Big Five
Nel corso del tempo sono stati sviluppati molti studi della personalità, ciascuno dei quali ha condotto a risultati potenzialmente di grande interesse. Tra questi si innesta anche la cosiddetta teoria dei Big Five sviluppata da Robert R. McCrae e Paul T. Costa sulla base di studi svolti in precedenza da altri studiosi. Per fare un esempio pratico, il termine “Big Five” è stato adoperato per la prima volta da Lewis Goldberg nel 1985.
La teoria dei Big Five emerge nella prima metà degli anni Novanta e si basa su cinque tratti della personalità, ovvero estroversione, amicalità, coscienziosità, nevroticismo e apertura mentale. Semplificando, per comprendere il significato di ogni singolo tratto è possibile affermare che:
- L’estroversione si riferisce al campo della socialità. Per fare un esempio pratico le persone ad alto contenuto di estroversione amano stringere nuove amicizie, mentre le persone maggiormente orientate verso il polo negativo hanno la tendenza a essere maggiormente coinvolte dal mondo interiore piuttosto che da quello esterno.
- Al polo positivo dell’amicalità si può individuare la capacità di cooperare;
- Al polo positivo della coscienziosità è possibile riconoscere perseveranza e affidabilità;
- Il polo positivo del nevroticismo è caratterizzato da vulnerabilità e insicurezza
- Il polo positivo dell’apertura mentale è caratterizzato da creatività e originalità.













