La creazione di una rivista indipendente come Frute richiede una certa attenzione al linguaggio visivo: volevamo creare qualcosa che fosse interessante da leggere ma anche da guardare e sfogliare. Molto spesso un'immagine riesce a essere più efficace e diretta di molte parole! Per questo motivo i nostri riferimenti nel femminismo oggi sono anche visivi e grafici.
Ci riferiamo ad autrici vitali per il movimento, come Barbara Kruger, artista che ha affrontato i temi del femminismo in moltissimi suoi lavori di cui il più famoso è Your body is a battleground, una frase fortissima in un poster a supporto della Women’s March di Boston, organizzata nel 1989 in difesa del diritto all’aborto (che, ancora oggi, va difeso…).
Nel 1985 nasce un altro movimento importantissimo legato al femminismo nell'arte: si tratta delle Guerrilla Girls, collettivo di artiste radicali anonime, che si presentano con maschere da gorilla per criticare la presenza esclusivamente maschile nei musei, nei film e nel mondo dello spettacolo. Uno dei loro poster più famosi riporta una frase purtroppo ancora attualissima: «Do women have to be naked to get into the Met. Museum?». Infatti la sezione Arte contemporanea del Met. ospitava il 5% di artiste donna, contro un 85% di nudi femminili.
Un'artista contemporanea che usa i poster come mezzo principale è Teresa Sdralevich, che affronta spesso i temi del femminile e il cui lavoro più celebre è À travail égal, salaire égal!, accompagnato da un disegno efficacissimo di una specie di Femen economica.
Il volersi riprendere il proprio corpo e anche la rappresentazione di esso è un punto centrale della teoria del "female gaze", ovvero lo sguardo femminile su sé stesse e sul mondo: una conquista in cui le donne parlano in prima persona, e producono la loro arte lasciando i panni delle muse passive. Questo movimento nasce negli ultimi anni soprattutto nel mondo della fotografia e in generale nell'arte, con l’emergere di fotografe che non abbiano paura di usare il proprio punto di vista. Diceva una scritta su una t-shirt di Kim Gordon: «Girls invented punk rock, not England!».
Tra le più giovani e interessanti artiste rappresentanti del "female gaze", che vediamo come un punto di riferimento, c’è Petra Collins: una fotografa e artista che abbiamo conosciuto soprattutto per il suo lavoro su Rookie, rivista femminista per ragazze che è uno dei modelli di Frute. Nelle sue immagini sognanti, sfrontate e dai colori lucidi e brillanti troviamo uno dei punti che abbiamo voluto mantenere nella nostra zine: in ogni numero infatti c’è una sezione fotografica di moda, in cui il cliché della modella e del "femminile" vengono smontati senza smettere di brillare.












