Per la prima volta dopo anni, Glastonbury quest'estate non ci sarà. Non per problemi economici, né per mancanza di artisti. Ma perché gli organizzatori hanno deciso di lasciare riposare la terra.

Tra gli immancabili festival dell'estate ce n'è uno (super cool) che quest'anno non abbiamo visto arrivare. È Glastonbury, una quattro giorni di musica rock, pop, elettronica (ma anche arti performative) che di solito si tiene a fine giugno nella campagna inglese del Somerset, in una vera fattoria (il che giustifica gli immancabili stivali in gomma e fango ovunque). Quest'anno c'è una novità.
Gli organizzatori infatti hanno scelto di spegnere gli amplificatori per far respirare di più la Terra, applicando il concetto prettamente agricolo dell'anno di maggese. Un anno di riposo calcolato in cui la musica fa un passo indietro per consentire alla natura e alla comunità locale di ossigenarsi dalla pressione che un festival di questa portata esercita sul territorio. E le mucche, quest'anno, sono le vere popstar in questa edizione (e sì, le uniche in lineup).



Glastonbury, il festival torna ad essere una fattoria

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Sarebbe carino un festival musicale della vita lenta, dove tra un'esibizione e l'altro noi millenial e Gen Z ci troviamo a mungere una mucca o a sistemare il fieno (magari non ad agosto, ecco). Per comprendere la necessità profonda di questa pausa bisogna ribaltare la percezione comune e ricordare che la Worthy Farm non nasce appunto come un'arena per concerti prestata alla natura, ma come un'azienda agricola pienamente operativa tutto l'anno. Il festival, in fondo, è un ospite che una volta all'anno ridisegna i confini di questo spazio rurale. A spiegare la decisione alla Bbc è stata una delle organizzatrici, Emily Eavis, secondo cui la pausa «è importante perché permette alla terra di riposarsi e alle mucche di stare all'aperto più a lungo e di riprendersi il loro territorio». Il continuo calpestio di oltre duecentomila persone finisce per stressare e compattare il terreno, alterando la struttura profonda del suolo. L'anno di maggese funziona esattamente come nella tradizione contadina. Lasciando i campi liberi, la terra ha il tempo di respirare, immagazzinare nuove sostanze nutritive e rigenerare la propria vegetazione. Eavis ha aggiunto che la sostenibilità è sempre stata centrale per Glastonbury e che un anno di stop «dà a tutti un po' di tempo per staccare la spina». E se si escludono le edizioni saltate nel recente passato a causa dell'emergenza pandemica (che rappresentavano comunque una forza maggiore), l'ultimo vero stop dedicato alla rigenerazione naturale risaliva al 2018. Decidere di fermarsi oggi, in un momento di piena salute del mercato della musica dal vivo, trasforma questa pausa in un manifesto politico e ambientale senza precedenti nel mondo dell'intrattenimento (anche a km0, ovviamente).

Glastonbury, al primo posto le relazioni umane e la natura

Il beneficio del maggese supera i confini della chimica del suolo per diventare una cura necessaria anche per il tessuto sociale della regione, includendo anche gli abitanti di Pilton, il villaggio dove si tiene il festival e del Sommerset. Per un'estate (finalmente) si godranno i verdi prati d'Inghilterra senza avere un festival nei dintorni. Per la contea, l'arrivo dell'evento equivale a un cambio radicale nella quotidianità dei residenti e nel ritorno economico del turismo. Un'estate sospesa in cui gli abitanti possono riappropriarsi delle proprie strade e godersi il silenzio delle colline inglesi. Gli organizzatori impongono da tempo regole ferree durante i giorni del festival, tra cui l'impegno «ama la fattoria, non lasciare tracce» che i partecipanti sono invitati a firmare virtualmente insieme al biglietto, oltre al divieto di plastica, bottiglie di vetro e materiale che potrebbe inquinare. Eppure, la prevenzione non può sostituire il valore terapeutico dell'assenza. Il co-organizzatore Michael Eavis l'ha buttata sul sentimentale: «Ci impegniamo per avere il minor impatto possibile su questo territorio. Per me, Worthy Farm è l'essenza stessa della vita qui». Per tutti i fan del Glastonbury, l'appuntamento è rimandato (la prossima edizione si terrà dal 23 al 27 giugno 2027).