Sono giorni di temperature a dir poco bollenti in giro per l'Europa, Italia compresa: basterebbero le previsioni dei meteorologi a scoraggiare chiunque a rimanere per ore sotto il sole cocente, eppure sono ancora in tanti gli irriducibili dei concerti che decidono consapevolmente di mettere a rischio la propria incolumità per la prima fila del proprio artista preferito. L'ultimo caso di cui si sta parlando in questi giorni si riferisce ad un piccolo gruppo di fan di Ultimo che hanno deciso di appostarsi con le loro tende per garantirsi una posizione eccellente al live La Favola Per sempre di Tor Vergata. Ma siamo sicuri che ne valga davvero la pena? Quali sono i rischi?



Il team di Ultimo avverte i fan accampati: «Evitate di mettervi in fila con troppo anticipo. Non esponetevi al caldo»

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Quando sul web hanno iniziato a circolare le prime foto di alcuni supporter di Niccolò Moriconi già appostati per accaparrarsi un posto d'onore al suo enorme live del prossimo 4 luglio, il team dell'artista di San Basilio si è subito mobilitato. Nel giro di pochissime ore, sul profilo Instagram del cantante è apparso un importante appello ai presenti: «Stiamo riscontrando la presenza di numerosi fan già in fila fuori dall'area dell'evento. Nel ringraziarvi per questo incredibile atto d'amore, vi invitiamo a non esporvi alle temperature proibitive di questi giorni e a non campeggiare nei pressi dell'area con così largo anticipo».

Si tratta di un messaggio importantissimo, dimostrazione che Ultimo ha a cuore l'incolumità delle persone che lo seguono, comprese ovviamente quelle più affezionate in assoluto e disposte a tutto pur di godersi il suo concerto a pochissimi metri da lui. In queste ore, infatti, l'ondata di calore sul nostro Paese ha raggiunto livelli allarmanti: basti pensare che nella zona di Roma, dove si terrà lo show, è previsto che il termometro possa raggiungere persino i 39 gradi. Il rischio di disidratazione e/o di colpo di calore è troppo alto, e di certo non ha alcun senso "giocare col fuoco" per un concerto, per quanto unico nel suo genere.

Accamparsi ai concerti è pericoloso, e non soltanto per il caldo

Se l’afa e i picchi termici vicini ai 40 gradi rappresentano la minaccia più immediata e visibile di questa estate torrida, la scelta di trasformare il perimetro di un’arena o di uno stadio in un campeggio improvvisato si porta dietro una scia di criticità strutturali che spesso i fan sottovalutano.

Vivere per giorni sull'asfalto significa, chiaramente, rinunciare a qualsiasi standard igienico-sanitario basilare. Senza servizi dedicati e acqua corrente, le aree adiacenti ai palazzetti e ai prati dei festival si trasformano rapidamente in zone a rischio. C'è poi una questione puramente logistica e di ordine pubblico: la presenza di tende, sacchi a pelo e barriere improvvisate dai fan per "difendere la posizione" potrebbe saturare i varchi d'accesso e ostruisce le vie di fuga strategiche. In caso di reale emergenza, quando il flusso di migliaia di persone deve defluire rapidamente, quegli stessi accampamenti nati per amore della musica diventano ostacoli pericolosissimi, complicando il lavoro del personale di sicurezza e il passaggio dei mezzi di soccorso. Non dimentichiamoci poi i rischi legati alla presenza di persone potenzialmente pericolose in zona, soprattutto nelle ore notturne.

Per contrastare questo fenomeno, i promoter hanno già iniziato ad attivarsi, all'estero e non solo: un caso emblematico è stato quello dei recenti live di Louis Tomlinson in Europa per i quali è stato formalmente vietato accamparsi. I tempi di Fernanda Number 6 al concerto di Harry Styles, insomma, sono finiti da un bel pezzo (per fortuna!).