A molti utenti sui social non è sfuggito un dettaglio importante dell'outfit di Ermal Meta. Il cantautore, che ha cantato sul palco del Teatro Ariston per la prima volta il brano "Stella Stellina", ha dichiarato più volte di aver scritto questo brano per una bambina di Gaza. Non una ninna nanna quindi, ma un grido manifesto su ciò che sta accadendo nella parte sbagliata del mondo. Una domanda, su tutte: come lo spieghi il significato della parola "male" ad un bambino? In queste ultime settimane sono tante le proteste avvenute in piazza. Cartelloni con nomi delle vittime, tra cui tanti (troppi) bambini. Ed Ermal, da sempre sensibile a queste tematiche, ha voluto aggiungere un dettaglio importante all'esibizione.
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La sua camicia e il nome «Amal»
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Molti fan sui social hanno notato che Ermal Meta ha indossato una camicia con il nome Amal impresso. Il significato di questo nome, però, ha un significato ancora più ampio. A dare una motivazione a questa scelta è stato lo stesso cantautore attraverso i microfoni di Rai Radio 2: «Ho scelto nomi di bambine palestinesi che sono morte durante quello che è accaduto e che continua a succedere. Ho fatto cucire i nomi con la mia calligrafia, ogni nome andrebbe forse scolpito. È un pensiero molto confuso perché mi emoziona molto». E questo nome, non è stato scelto di certo a caso. In arabo, Amal, significa "speranza". Mai parola più attuale, che lanciata dal palco più importante del nostro Paese, può assumere ancora di più un significato più immediato. Un appello necessario che, a quanto pare, proseguirà anche nelle prossime serate con nomi ricamati sugli abiti indossati nelle prossime esibizioni.
Ermal Meta e l'amore per i 3 figli
Il cantautore, che ha avuto dalla relazione con Chiara Sturdà una figlia dal nome Fortuna Marie il 19 giugno 2024 (a cui è dedicato l'album Buona fortuna) ha adottato altre due figlie nel 2025: Klodjana e Lumturije. «Una delle due, la più difficile, era tanto refrattaria a qualsiasi tipo di contatto. Con Chiara andava meglio, con me zero, e questo già indicava chiaramente che tipo di trauma lei aveva. Quando è arrivato il momento di salutarsi, lei è uscita, poi è tornata indietro. Mi si è piazzata davanti e dondolava. 'Hai dimenticato qualcosa?', le ho chiesto. Lei ha detto no. 'Allora perché sei tornata indietro?'. E, in un attimo, forse voleva essere abbracciata, lei non mi ha abbracciato, però ha appoggiato la testa sul mio petto [...] È stato un contatto pazzesco, un momento incredibile, lì sono diventato suo padre», il racconto di Ermal a Verissimo.




