Tra le 30 canzoni che Carlo Conti ha selezionato per il suo Festival di Sanremo 2026 c'è anche un pezzo, "Stella Stellina", che punta a far commuovere il pubblico da casa e all'Ariston con un tema tanto attuale quanto drammatico: l'artista ha infatti scelto di portare la storia di una bambina che in questi ultimi anni si è trovata, suo malgrado, a vivere sulla sua pelle le gravissime tensioni in Medioriente. Ma chi è, davvero, la protagonista di questo brano? Ecco tutto quello che il cantautore ha raccontato.
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Chi è la bambina di "Stella stellina" di Ermal Meta?
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Ermal Meta porterà al Festival di Sanremo 2026 una canzone definita dal cantante «un brano di resistenza e speranza, nonostante tutto».
Al centro del brano c'è una ragazzina che si è purtroppo ritrovata a vivere e crescere in un luogo del mondo segnato da anni da indicibili violenze. Parlando del pezzo in anteprima a TV Sorrisi e Canzoni, Meta ha raccontato: «Questa è la storia di una bambina palestinese senza nome la cui vita è stata stroncata dalla guerra, raccontata dal punto di vista di un uomo che si ritrova tra le mani la sua bambola».
Non sappiamo dunque quale sia la reale identità della protagonista di questa vicenda terribile, che si presenta più che altro come un simbolo dell'orrore che ancora ci tormenta sulle pagine dei giornali, quotidianamente. «Figlia di nessuno, melodia di un canto /Quello della gente che ti ha amato tanto /Oh, mia bambina, la notte è nera nera», recita un estratto del testo del brano, un pezzo dal sound latino-balcanico a cui Ermal Meta ha lavorato insieme a Gianni Pollex e Dario "Dardust" Faini.
La canzone di Ermal Meta parla di Hind Rajab?
Il cantautore non ha quindi voluto fare esplicito riferimento a nessuna persona in particolare, lasciando all'ascoltatore lo spazio di interpretazione.
In ogni caso, questa vicenda sembra ricordare - in qualche modo - quella celebre di Hind Rajab: questa bambina palestinese di soli sei anni, dopo essere rimasta intrappolata per ore in un'auto sotto il fuoco, circondata dai parenti uccisi, è rimasta in contatto telefonico con i soccorritori della Mezzaluna Rossa chiedendo disperatamente aiuto. Il suo corpo, insieme a quello dei soccorritori che avevano tentato di raggiungerla (anche loro uccisi), è stato ritrovato solo dodici giorni dopo il massacro. La vicenda è stata raccontata nella pellicola La voce di Hind Rajab, diretta da Kawthar ibn Haniyya e candidata ai prossimi premi Oscar nella categoria Miglior Film Internazionale.




