La prossima edizione del Festival di Sanremo 2027, la prima affidata alla direzione artistica e alla conduzione di Stefano De Martino, potrebbe introdurre grandi modifiche alla struttura classica della gara. Al centro dei rumors c'è l'ipotesi di cancellare la storica serata del venerdì dedicata ai duetti per fare spazio a una vera e propria competizione parallela legata all'Eurovision Song Contest.

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Le indiscrezioni sulla serata Eurovision e l'ipotesi di due vincitori del Festival

Le voci, lanciate inizialmente da Dagospia descrivono un piano ben preciso che cambierebbe il focus della quarta serata. Il venerdì dell'Ariston non vedrebbe più i cantanti in gara impegnati a reinterpretare grandi successi del passato insieme a degli ospiti, ma si trasformerebbe in una Eurovision Night. In questa occasione i big riproporrebbero il proprio brano inedito ma con una veste totalmente diversa: una messa in scena pensata appositamente per il pubblico internazionale, arricchita da coreografie, grafiche d'impatto e un taglio decisamente più spettacolare, seguendo i canoni visivi tipici della kermesse europea.

La conseguenza più strana di questa rivoluzione del regolamento sarebbe la proclamazione di due vincitori distinti all'interno dello stesso Festival. Da una parte resterebbe il classico trionfatore di Sanremo, dall'altra verrebbe eletto il vincitore della serata del venerdì, il quale guadagnaria di diritto il pass per rappresentare l'Italia all'Eurovision Song Contest.

Questo meccanismo andrebbe a modificare il sistema attuale che prevede la priorità di scelta per il primo classificato del Festival e, solo in caso di sua rinuncia, il passaggio della mano ai successivi artisti in graduatoria. Un modell che ha portato l'Italia a collezionare risultati eccellenti, come il recente quinto posto di Sal Da Vinci che ha segnato la nona presenza consecutiva del Paese nella top 10 europea dal 2017 a oggi, oltre alla storica vittoria dei Maneskin nel 2021.

I pro e i contro della rivoluzione e tutte le altre novità sul Festival

L'introduzione di una serata interamente dedicata all'Eurovision porta con sé pareri molto contrastanti. La nota positiva di questa operazione sta nella possibilità di dare una possibilità concreta a quegli artisti che, pur non avendo un brano adatto a vincere il Festival secondo il gusto nazionalpopolare italiano, presentano una traccia dal ritmo internazionale e perfetta per il contesto europeo.

Sulla carta, questa mossa potrebbe rendere il Festival di Stefano De Martino già vincente e appetibile prima ancora di iniziare. Le case discografiche, infatti, sarebbero fortemente stimolate a proporre i loro big più importanti, ingolositi dalla doppia opportunità di vittoria e da un percorso di promozione all'estero.

I contro evidenziano rischi editoriali alti: la serata delle cover è da sempre una delle più amate e seguite in assoluto, anche grazie alla presenza dei duetti. Inoltre, i precedenti storici in altri Paesi europei dimostrano che le serate di selezione create ad hoc tendono a produrre brani costruiti a tavolino che poi, sul palco internazionale, ottengono quasi sempre piazzamenti disastrosi.

Per quanto riguarda le altre novità di Sanremo 2027, sul fronte delle votazioni, una parte della sala stampa starebbe premendo per la creazione di una "Academy", ovvero un piccolo gruppo ristretto di critici ed esperti musicali a cui affidare il voto. Questa proposta era già stata rifiutata in passato da Amadeus e Carlo Conti a causa dei palesi conflitti di interesse, dato che molti giornalisti musicali hanno legami professionali diretti con radio, televisioni ed etichette discografiche.

Tra i cambiamenti più concreti c'è invece la volontà di De Martino di ridurre il numero dei big in gara, portando la lista a 24-26 cantanti rispetto ai 30 delle ultime edizioni, alleggerendo la scaletta notturna. Infine, il Festival è pronto a tornare nella sua collocazione naturale all'inizio di febbraio, abbandonando la fine del mese scelta nel 2026 per evitare la concomitanza con i Giochi olimpici invernali.