Era il 2021 e la sparizione dell'influencer americana ventiduenne Gabby Petito, famosa per i suoi racconti di viaggio in van organizzati insieme al fidanzato Brian Laundrie e pubblicati su Instagram e YouTube, sconvolgeva l'America e il mondo intero. La vicenda, poi tramutatasi presto in uno sconvolgente caso di femminicidio, è stato forse il primo true crime social di cui si è occupato il popolo di creators su Tik Tok, impegnati in una faticosa ricerca di indizi e prove e in un'indagine parallela a quelle delle autorità che, in poche settimane, ha portato al ritrovamento del corpo della ragazza, assassinata proprio dal suo fidanzato a seguito di una lite.

Questa storia, culminata poi con il suicidio di Laundrie - che prima di morire ha lasciato nel suo computer un'ammissione della sua colpevolezza - è diventata una docuserie Netflix: verrà rilasciata il 17 febbraio e fa parte della rassegna true crime della piattaforma American Murder, che già in passato ha raccontato al pubblico omicidi e casi di cronaca nera dal grosso impatto mediatico.

La storia di Gabby Petito ha sconvolto gli americani e il mondo intero perché l'ultimo viaggio della ragazza con quello che poi si sarebbe rivelato il suo omicida è stato oggetto di foto, storie e racconti social della coppia fino al giorno della sparizione dell'influencer: centinaia di creators americani, forti di questa copertura mediatica a disposizione, hanno deciso di seguire a ritroso il percorso di Gabby, rintracciando e poi fornendo prove alla polizia fino al ritrovamento dei suoi resti, rinvenuti nel Grand Teton National Park in Wyoming a un mese dalla notizia della sua scomparsa. Una delle prove che più ha circolato sui social suscitando lo sdegno degli utenti e degli americani è un video girato dalla polizia pochi giorni prima della scomparsa e dell'omicidio di Gabby in cui gli agenti, chiamati perché la coppia era stata vista litigare in pubblico, sembrano non riuscire a cogliere l'implicita richiesta di aiuto della ragazza, credendo invece a Laundrie. In tanti sono ancora convinti che se l'influencer e il fidanzato fossero stati separati in quel momento dalla polizia, Gabby Petito sarebbe ancora viva.

L'omicidio della ragazza ha colpito l'immaginario collettivo proprio perché, stando al racconto social che Petito e Laundrie hanno sempre affidato ai loro profili, apparentemente nessuno - neanche i familiari dell'uno o dell'altra - è riuscito a cogliere i segnali di un rapporto in realtà fondato sulle pressioni psicologiche e sugli abusi domestici a carico della ragazza. Il documentario di Netflix, che coinvolge anche i familiari delle vittime e riporta i video girati dalla polizia nei giorni immediatamente successivi alla denuncia di scomparsa della ragazza, restituirà agli spettatori un quadro della vicenda, forse una delle più angoscianti e coinvolgenti dell'ultimo decennio.