Il successo de I leoni di Sicilia su Disney + e di Bridgerton su Netflix la dice lunga sullo stato di salute dei period drama: non solo il genere sta bene - anzi, benissimo - ma è anche uno dei filoni di punta del romance e della serialità di oggi, forte di produzioni desiderose di lanciare e rilanciare prodotti dal sapore contemporaneamente classico e moderno. Il nuovo adattamento de Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, opera del 1958 che trasla su carta la storia della sua famiglia e dei grandi stravolgimenti vissuti dalla Sicilia risorgimentale nella transizione verso l'Unità d'Italia, va proprio in questa direzione: se ne è fatto carico Netflix con una serie in uscita nel 2025 che conta un cast stellare - Kim Rossi Stuart, Saul Nanni, Deva Cassel e Benedetta Porcaroli tra gli altri - e ha catalizzato aspettative altissime.
Intorno alla versione originale de Il Gattopardo, il cui adattamento audiovisivo più imponente e famoso rimane quella del 1963 firmato da Luchino Visconti, ruotano molti pregiudizi, essendo un testo classico che spesso viene studiato sui banchi di scuola senza troppa convinzione o trasporto: nell'adattamento di Netflix, che sarà guidato da tre diversi registi (Tom Shankland è al timone degli episodi 1-2-3-6, Giuseppe Capotondi dell'episodio 4, Laura Luchetti del quinto) si punta a ricostruire la grandiosità della vita del principe di Salina qui interpretato da Rossi Stuart, degli intrecci politici e amorosi legati alla sua figura.
Il paragone con il grande classico di Luchino Visconti, ovviamente, è automatico: in quel kolossal erano Burt Lancaster, Claudia Cardinale, Lucia Morlacchi e Alain Delon a interpretare il principe di Salina, Angelica (che nella serie di Netflix ha il volto di Deva Cassel), Concetta, la figlia del principe (Porcaroli) e Tancredi (Nanni), quattro nomi magnifici della cinematografia internazionale sovrapposti, nell'immaginario collettivo, ai loro famosi alter-ego. A Kim Rossi Stuart e agli altri membri del cast è dunque stato affidato un compito difficile: raccontare un classico senza necessariamente riscriverlo - anche se su alcuni personaggi come quello di Concetta è stato fatto un grande lavoro di modernizzazione - dando agli spettatori la possibilità di (ri)appassionarsi alle vicende del romanzo in un modo del tutto nuovo.
La serie non ha ancora una data di uscita ma è già uno dei titoli di punta del calendario 2025 della piattaforma: dalle prime indiscrezioni sappiamo che ben 250 persone sono state coinvolte nella produzione e che il set, in esterna, ha sfruttato le bellezze di Trapani e di altre città della Sicilia per ricostruire quei malinconici fasti del tardo periodo borbonico nel Sud Italia che da decenni definiscono l'estetica de Il Gattopardo.











