Sulla mensola della mia cameretta in casa dei miei genitori si trova ancora, forse un po' impolverata, una videocassetta custodita con cura. La sua etichetta è un po' ingiallita, ma le lettere tratteggiate dall'inchiostro di una penna bic più di trent'anni fa sono ancora così distinguibili, così attuali anche oggi, come se il tempo non fosse mai trascorso. Beverly Hilss 90210, si intitola l'unica VHS che ho scelto di salvare, fra le tante altre, come cimelio da esporre nell'arredamento della stanza, in un modo un po' hipster di vedere l'estetica. Un segnale vintage di culto, un simbolo dell'infanzia e delle tecnologie che ci hanno cresciuto: tanto superate in fretta, quanto essenze generazionali, immagini identitarie.
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Mi sembra di ricordare di aver recuperato questo cimelio dalla mia prof d'inglese delle medie, ma forse mi sbaglio: non importa che sul suo infinito nastro non ci fossero effettivamente registrate le puntate dello show che dagli Anni '90 avrebbe cambiato per sempre l'intero immaginario di tantissimi giovani, trasformandone anche il guardaroba – la videocassetta in questione è divenuta presto il supporto per eccellenza per registrare di nascosto dai miei, giorno dopo giorno, con una precisione quasi criminale, gli episodi dei telefilm che non mi lasciavano guardare (One Three Hill, The O.C.) –, ma mi è sempre stato chiaro, anche se in maniera probabilmente inconscia, che la scritta su quella scatoletta nera, incastonata nel tempo, non potesse esserci scritto altro che Beverly Hills 90210. Doveva rimanere per sempre così. Chissà quale filmato ci fosse al suo interno, quando me l'aveva prestata la mia insegnante dell'epoca, chissà che cosa avrebbe voluto che vedessi; forse non qualcosa che ha rivoluzionato la moda, la pop culture, i magazine e il lifestyle tanto quanto il teen drama per eccellenza, la blueprint di ogni nostra ossessione televisiva futura.
L'estetica di Beverly Hills 90210 non ci abbandona neanche nel 2026
Prodotta da Aaron Spelling e Darren Star, Beverly Hills 90210 è molto più di una semplice serie teen: è un vero fenomeno culturale che ha definito l'immaginario degli Anni '90, trasformando un gruppo di adolescenti in icone globali. Ambientata nella scintillante e più che benestante Beverly Hills (il quartiere più ricco di Los Angeles), la serie segue la vita di due gemelli appena trasferiti dal Minnesota, Brandon Walsh (Jason Priestley) e Brenda Walsh (Shannen Doherty), catapultati in un mondo fatto di privilegio, apparenza e drammi adolescenziali, molto più complessi di quanto sembri.
Attorno a loro ruota una delle comitive più celebri della TV: Kelly Taylor (Jennie Garth), la ragazza popolare con fragilità profonde; Dylan McKay (Luke Perry) il ribelle tormentato diventato un vero e proprio sex symbol; Donna Martin (Tori Spelling), dolce e determinata; David Silver (Brian Austin Green), aspirante musicista e Steve Sanders (Ian Ziering), il classico ragazzo ricco ma con un lato sorprendentemente umano. Il successo della serie risiede forse proprio qui: sotto la superficie glamour, affrontava temi che all'epoca erano ancora tabù per una produzione mainstream rivolta ai giovani. Anche se la patina moralista da cui era avvolto oggi stona parecchio, si parlava apertamente di dipendenze, sessualità, aborto, AIDS, violenza domestica, disturbi alimentari. In questo senso, Beverly Hills 90210 è stata una pioniera: ha portato il drama adolescenziale su un piano più realistico e sociale, pur mantenendo un'estetica definita e anche nel 2026 totalmente riconoscibile.
Nel corso delle sue 10 stagioni (fino al 2000), la serie è evoluta insieme ai suoi personaggi: da studenti liceali sono diventati giovani adulti alle prese con università, lavoro e relazioni sempre più complesse, tra romanticismo e amicizie. Questo passaggio ha permesso al pubblico di crescere insieme a loro, creando un legame emotivo fortissimo. Dal punto di vista pop, invece ha influenzato moda, linguaggio e storytelling. Sebbene alcune tendenze, come le stampe geometriche neon, fossero troppo audaci per durare, alcune sono riuscite a mantenere una posizione di rilievo nel mondo fashion.
Le diasy-prints in stile Donna Martin, i mom-jeans a vita alta amati da Brenda Walsh e slavati, le giacche di pelle approvate da Dylan McKay e Brandon Walsh hanno conservato la loro popolarità sin dal loro periodo di massimo splendore nei Novanta. Altre non sono sopravvissute al nuovo millennio, ma di recente hanno iniziato a riemergere gloriosamente. Pensiamo ai crop top cortissimi e pantaloncini da ciclista (oggi diciamo bikers) in spandex, che funzionano negli ultimi anni come quando Kelly Taylor li indossava a scuola, a patto che siano abbinati con un tocco moderno. Anche i marsupi sono stati reinventati come borse a tracolla e indossati a spalla, mentre gli scrunchie enormi si sono reinventati. Non si può poi sorvolare su dettagli come i sideburns, il taglio di capelli maschile di Brandon e Dylan a lungo ricopiato, i mini dress, neri o colorati, che oggi fungono da club dress, i saltuari look da tomboy delle ragazze, soprattutto Brenda – giacche tal taglio boyish, spesso over e con le spalle squadrate, camicie e cravatte –, le t-shirt bianche e semplicissimi e quella che è stata definita in tutto e per tutto una vera e propria denim fever.
Non è tuttavia solo estetica l'impronta che questo progetto televisivo ha lasciato ai posteri, ma contagia la cultura e il lifestyle, il modo in cui viviamo. Nonostante in questo periodo di tempo tanto sia cambiato – e tanto sia maturato, che non ci vediamo più nella sua retorica talvolta obsoleta, certi elementi fanno ancora parte di noi. Il liceo, il più delle volte, è ancora un palcoscenico pieno di drammi, i teenager rubacuori continuano a essere culto e adorazione; il bar (nel caso degli americani il diner) sotto casa, o di quartiere, è ancora il punto di ritrovo che i ragazzi preferiscono, dove uscire e passare del tempo con i propri amici, le proprie crush. Le ragazze si spingono sempre e ancora di più di allora a inseguire i propri sogni, senza avere paura di ottenere quello che desiderano (e che non si limita alla trophy wife o stay at home girlfriend, come Brenda, che lascia il fidanzato per trasferirsi in Francia e frequentare un programma estivo oltreoceano). La loro indipendenza e determinazione hanno ispirato il pubblico del tempo, e oggi, le giovani donne raccolgono quell'eredità con ancora più forza, ancora più empowerment. Ultimo ma non per importanza, o forse sì, fare il dj è ancora il sogno di un qualunque ragazzo un po' sfigato al liceo, come David Silver.










