Un nuovo drammatico schiaffo alla comunità LGBTQIA+ e alla sua visibilità sui media arriva dalla Russia, Paese notoriamente avverso alle persone queer e ai loro diritti: è di poche ore fa la notizia dell'ennesima censura da parte della nazione in mano a Vladimir Putin ai danni di un sito che, incredibile ma vero, si era semplicemente permesso di scrivere un articolo sul fenomeno del momento, Heated Rivalry.



Il caso del portale SarBC censurato per un pezzo su Heated Rivalry

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Al centro di questa vicenda incresciosa c'è il portale d'informazione SarBC, finito nel mirino delle autorità russe per aver pubblicato una banale e del tutto inoffensiva analisi dedicata allo straordinario successo della serie TV Heated Rivalry. L'articolo, dal titolo "Perché Heated Rivalry è diventata popolare?", è stato considerato una violazione delle leggi contro la presunta "propaganda LGBTQIA+", e ha portato a sanzioni pecuniarie immediate e pesantissime.

La decisione è stata presa dal Tribunale distrettuale di Oktyabrsky, che ha emesso il verdetto a seguito di una segnalazione del Roskomnadzor (che in Russia è l'ente regolatore delle comunicazioni): l'agenzia di stampa SarBC è stata prima di tutto multata per circa 7.000 euro, ma purtroppo non finisce qui. Come riporta anche Gay.it, sappiamo anche che il direttore della testata, Andrei Bashkaikin, ha ricevuto un'ammenda personale di oltre 500 euro. Onde evitare ulteriori ripercussioni di natura legale, e nonostante il pezzo fosse di per sé del tutto innocente, i collaboratori avrebbero anche deciso di cancellare il pezzo dal sito. Tutto per uno show che parla di due uomini che si amano, assurdo!

Heated Rivalry e la Russia: un rapporto complicato

Per ovvie ragioni, la serie con protagonisti Hudson Williams (Shane Hollander) e Ilya Rozanov (Connor Storrie) non è mai stata distribuita in Russia, ma nel Paese è comunque diventata un cult - come d'altra parte nel resto del mondo - in modo clandestino.

Lo streaming pirata ha aiutato a superare i limiti imposti della censura russa, contribuendo a trasformare lo show in un simbolo di resistenza culturale: come saprete se l'avete seguita, il personaggio di Ilya è un hockeista russo che nel finale di stagione sceglie la cittadinanza canadese proprio per fuggire dall'omofobia del proprio Paese d'origine.