Alla vigilia della prima puntata di X Factor 2023, ritrovato Morgan alla conferenza stampa di presentazione del programma dopo settimane di bufera circa il suo possibile allontanamento dal tavolo dei giudici dopo i fatti di Selinunte, ci eravamo chiesti se fosse il caso di perdonarlo (ancora). L'indulgenza mostrata da tutti nei confronti l'artista, capace di picchi altissimi così come di tonfi imbarazzanti sopra e lontano dal palco, ci era sembrata all'epoca troppo clemente: possibile che un programma come X Factor, ci eravamo domandati, non riesca a trovare una rosa di giudici capaci di gestire al contempo una squadra di cantanti in erba e le telecamere? Possibile che solo Morgan sia in grado di racchiudere, agli occhi di produzione e pubblico, gli elementi chiave del mentore e del conduttore televisivo carismatico?

La risposta, ora che la prima parte di X Factor 2023 è giunta al termine con gli Home Visit del 19 ottobre e ci si appresta a godersi i Live (dal 26 ottobre sempre su Sky e NOW) è che no, in effetti di uno come Morgan il programma - almeno nella sua configurazione attuale - non può fare affatto a meno. E non solo per i motivi più evidenti, ovvero la sua vasta cultura musicale, il suo interesse per le nuove generazioni e le loro derive artistiche, il suo modo di parlare di qualunque cosa (vita, dolori e note su tutto), ma anche per la sua grande empatia. Perfetto contraltare della collega Ambra, che ha puntato sin da subito a mettersi sullo stesso piano dei suoi ragazzi mostrandosi fragile come loro, Morgan non ha mai rotto il tacito accordo tra maestro e discepolo, forzandosi anche a fare scelte difficili (come quella di eliminare, agli Home Visit, la bravissima ma acerba Anna Castiglia). Dispensatore di consigli e anche di cazziatoni - vedi la ramanzina sui campi da tennis ai troppo irruenti Sick Teens) - puntata dopo puntata Morgan ha snocciolato massime di vita e battute al vetriolo senza mai risultare noioso o annoiato, disinteressato o troppo di parte.

Certo, a parte Ambra che pare totalmente coinvolta dal suo lavoro con la squadra che ha scelto (Angelica Bove, Matteo Alieno e Gaetano de Caro), il confronto di Morgan con gli altri due colleghi è impietoso (per i secondi): Fedez è apparso fino a ora troppo preso dai suoi demoni per lasciarsi andare del tutto, Dargen non è mai stato a fuoco ed è sembrato spaesato per la maggior parte del tempo. Difficile per Morgan non brillare con un gruppo di lavoro così, forte com'è di una dialettica a tratti imbattibile. I giochi, insomma, erano fatti già a quella famosa conferenza stampa.

Va detto: certi scivoloni, certe uscite infelici di Morgan, pronunciate in questi anni di alti e bassi professionali e umani, non sono giustificabili in alcun modo. Tendiamo irrazionalmente a perdonarlo perché sa farsi voler bene, soprattutto quando segue la sua vocazione artistica e non devia verso orizzonti spinosi, offensivi, a volte addirittura beceri. Ai Live, Morgan promette di essere il più interessante tra i giudici non solo da un punto di vista musicale ma anche televisivo: non sappiamo quale sarà il suo destino il prossimo anno né quali altre gaffes farà nel frattempo, sappiamo solo che è riuscito a cavarsela anche questa volta. Perché quando Morgan è al suo meglio, inutile girarci intorno, non ce n'è per nessuno.