Agli albori di X Factor, quando la mattatrice tra i giudici era Simona Ventura, per descrivere un'esibizione strappacuore di uno dei concorrenti si diceva che era «arrivato alla pancia». All'edizione diciassette, in cui a condurre i giochi sono Ambra, Dargen, Morgan e Fedez, il lessico è un po' cambiato (il concorrente non «arriva» più da nessuna parte, al massimo «si mette a nudo») ma la sostanza no. Sul palco di X Factor continua a vincere, oggi come allora, la capacità di mostrarsi vulnerabile.
La seconda puntata di Audition ha rimesso in campo i soliti ingredienti del talent, quelli che ormai, dopo tutti questi anni, gli spettatori hanno imparato persino ad anticipare. Nella lunga rassegna dell'episodio sono spuntate boy band riuscite (SickTeens su tutti), artisti dimenticabili (Vittoria e quello di BliBlo, di cui francamente non ricordiamo il nome), performance criptiche e brillanti (Isobel Kara). A vincere nel cuore di giudici e pubblico da casa, però, sono stati quegli artisti che sono saliti sul palco portando solo voce e cuore, che hanno accennato a storie difficili senza però strumentalizzare quel percorso a scopi televisivi e che non hanno avuto paura di mostrarsi fragili, emozionati, addirittura tremanti durante la performance. Oltre le capacità tecniche e le potenzialità discografiche - che pure non mancano - a trionfare, a X Factor, è sempre la capacità di "spogliarsi".
Esibizioni come quella di Carmelo, con quel nome d'arte poetico che è Delvento, si sono meritate un giudizio insindacabile da parte dei giudici: «Sei il primo concorrente che suona e canta chi è realmente». Simona Bonori, che ha cantato "L'addio" di Giuni Russo, è arrivata sul palco che era spaurita e spaesata e ne è uscita con quattro Sì e un pubblico in lacrime. Fabio Morini, che alla fine non è passato, ha esordito raccontando la sua "ferita" con un sorriso tenero: la mamma non lo supporta e non crede abbia il fattore X («Mi ha lasciato alla corriera», ha aggiunto: e noi tutti giù di lacrimoni). Se ne è andato stretto in un abbraccio virtuale e collettivo e senza livore, dolce com'era arrivato, anche se dietro le quinte ha poi ammesso che gli sarebbe piaciuto dimostrare alla madre di avercela fatta con quattro Sì dei giudici. E noi spettatori, alle prese con anni e anni di terapia per imparare a tirare fuori le emozioni e risolvere i problemi atavici con i genitori, siamo rimasti gelati dalla candida e tenera consapevolezza di questo 18 enne.
Di elogi alla fragilità ce n'erano stati anche nella prima puntata: i nomi di Angelica Bove e Matteo Alieno, d'altronde, sono già scritti nella rosa di finalisti di questa edizione. I giudici cambiano, così come evolvono i gusti e i trend musicali e pure i meccanismi televisivi, ma c'è una cosa che sul palco di X Factor non cambia mai: la voglia di vedere un artista per quello che è e non solo per quello che può fare, un talento, questo, che è di pochi. Vogliamo «diamanti grezzi», tanto per citare ancora la Ventura nazionale, che sanno parlare di loro (e di noi) senza quella paura di svelarsi che spesso ci blocca.











