Nella notte tra il 4 e il 5 giugno, su HBO (e in Italia su Sky e NOW) è arrivato The Idol, uno degli show più attesi e discussi della stagione televisiva. Le polemiche che hanno preceduto l'uscita della nuova creatura di Sam Levinson (già autore di Euphoria) hanno raggiunto l'apice nel 2022 alla pubblicazione di un pezzo di Rolling Stones che rivelava i segreti della realizzazione della serie, tra cui un cambio ai vertici della writers room, con l'arrivo di Levinson a stravolgere la sceneggiatura nel pieno dei lavori (e con già parecchio girato alle spalle) e una scrittura marcatamente maschile, vittima del male gaze del protagonista nonché produttore Abel Tesfaye, ovvero The Weeknd. Oggi che la serie è in streaming e il mondo ha potuto farsi un'idea non solo del contenuto e dello stile degli episodi ma anche della performance dei protagonisti, in cui brilla una seducente e conturbante Lily-Rose Depp, le polemiche non si sono fermate. Anzi, visto il tenore dello script e le scene esplicite di sesso e violenza, man mano che gli episodi della prima stagione verranno rilasciati non andranno che a intensificarsi.
Dopo mesi di battute, risposte social piccate e accuse neanche troppo velate ai detrattori della serie, Tesfaye, in un'intervista rilasciata a WMagazine insieme a Levinson e Depp, ha detto di «aver sacrificato tutto per renderla perfetta, salute e casa comprese». Che Tesfaye sia l'anima nera di The Idol è ormai fuori da ogni dubbio. L'idea dello show è nata proprio da una sua frase, così ha svelato Levinson: «Non scorderò mai quando mi disse: 'Ora come ora, ai miei fan potrei chiedere di fondare un culto in mio onore'», in riferimento alla fiducia spropositata nei confronti dell'artista da parte dei suoi sostenitori. «Da qui è nato il germe di The Idol», ha aggiunto Levinson, che ha specificato che il cuore della storia è capire cosa succede quando una popstar di successo planetario com'è Jocelyn (Depp che cita a più riprese la Britney Spears degli anni più bui) finisce nelle mani sbagliate (quelle di Tedros-Tesfaye, il dj/manager/mentore inquietante nelle cui spire Jocelyn cade) e nessuno fa niente per aiutarla».
Nell'intervista, Levinson e The Weeknd hanno rivelato i dettagli del precipitoso quanto sospetto cambio di marcia rispetto alla scrittura di uno show che entrambi avevano in mente con tutt'altri contorni. «Lasciare la serie non era un'opzione, era un sogno che avevamo insieme e dovevamo portalo avanti», ha detto lo sceneggiatore. A quel punto, però, parte del budget era già stato investito sulla prima stesura e relative riprese. «Un giorno ero nella villa di Abel e mi sono reso conto che sarebbe stata perfetta come set per la casa di Jocelyn». Per rientrare nei costi e rendere credibile lo script, tutte le nuove scene sono dunque state girate a casa di The Weeknd. «Io sono andato a vivere altrove per rimanere nel personaggio», ha detto Tesfaye. «Ho dovuto mettere un confine tra vita vera e finzione. Quando tutto è finito ho cambiato mobili e ridipinto i muri. Ma è come se l'anima della casa di Jocelyn fosse ancora qui».
The Weeknd è stato il più colpito dalle critiche preventive allo show: è stato accusato di aver spinto (e pagato: d'altronde è il produttore, il set principale era casa sua) affinché la sceneggiatura ruotasse intorno a lui - che interpreta un uomo tossico a livelli inverosimili, quasi disturbante - e non alla figura di Jocelyn. «Chi non vuole interpretare un cattivo?», ha spiegato l'artista, che si è anche autodefinito «un antieroe». Insomma, The Idol va guardato a distanza, non di pancia ma di testa: così lascia intendere Tesfaye.
«Nel corso della mia carriera - e lavorando a The Idol - ho capito che avrei dovuto sempre dare il massimo, restituire la migliore versione di ciò che stavo facendo. Rifare la serie è stata una sfida e, in verità, ho sacrificato la salute e casa mia per riuscirci. Ma ho dato tutto. E per quel che ho visto, lo show è fantastico». Force Jocelyn e Tedros (soprattutto la prima, temiamo) non avranno mai un lieto fine, ma per The Weeknd, The Idol alla fine ha meritato il viaggio. Allo spettatore non resta che salire a bordo oppure distanziarsene con sdegno, perché con una creatura televisiva come questa, ci mettiamo la mano sul fuoco, le mezze misure non saranno ammesse.













