Uomo e donna possono essere migliori amici? Esiste un intero filone culturale sul tema e per anni la risposta è sempre stata no. L’ultimo film in linea temporale è Da me o da te con Ashton Kutcher e Reese Witherspoon, divertente, ma dopo il secondo minuto intuiamo già come andrà a finire. È questo, dunque, ciò che ci insegnano tv e cinema? Che se hai quarant’anni e un migliore amico sei destinata a sposarlo? Platonic la nuova serie targata Apple tv, e disponibile dal 24 maggio, fa chiarezza sul tema azzardando un finale nuovo: no, non dobbiamo per forza lasciare tutto e abbandonare i nostri valori originari per lui.

Platonic è un titolo fuorviante. Si pensa al sesso, tralasciando che anche un amico può essere platonico. Quel tipo di relazione che, nonostante le assenze e il passare del tempo, non cambierà mai. E forse per la prima volta non abbiamo la minima idea di come potrebbe andare a finire. Il primo segnale di questa relazione arriva con il secondo episodio quando lei, Sylvia (Rose Byrne), accompagna lui, Will (Seth Rogen), a recuperare la sua iguana, Gandalf, a casa dell’ex moglie. Una scena che ricorda molto l’inizio di New Girl. E la comicità è più o meno la stessa. Trenta minuti di battute non forzate, di quarantenni che si comportano come bambini, che si ubriacano la sera e il giorno dopo accompagnano i figli a scuola.

Sylvia e Will non si parlano da cinque anni quando lei scopre che l’ex migliore amico sta divorziando. L’incontro dopo tutto quel tempo è imbarazzante. Lei finge di non sapere niente, lui risponde a monosillabi, allora lei gli mostra le foto dei figli, che equivale a parlare del tempo. Eppure, dopo aver bevuto qualche drink e riesumato vecchi ricordi, la loro relazione torna a essere quella di prima. Forse troppo “esclusiva”, come tenderà a puntualizzare – ma non in cattiva fede – il marito di Sylvia a metà della prima stagione, composta in tutto da dieci episodi, diretti da Nicholas Stoller e Francesca DelBanco.

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A far funzionare la storia sono i dialoghi, autentici e di alto livello, e una sceneggiatura che rappresenta l’amicizia come è nella vita vera, fatta di divertimento, rabbia, tristezza e supporto. Si cercano per sfuggire ai problemi quotidiani. Eppure, in ogni episodio finiscono per crearne di nuovi. Sylvia inizia a domandarsi se ha fatto bene a lasciare la carriera da avvocato per crescere i figli, mentre Will, ancora fresco di divorzio, si butta in una nuova relazione con una ragazza che ha la metà dei suoi anni. Detiene una quota di minoranza di un birrificio nella periferia di Los Angeles, ma il suo animo è quello di un eterno ragazzino che non perde occasione per sballarsi.

A funzionare più di tutto però è la chimica tra Seth Rogen e Rose Byrne, un duo elettrico che genera qualcosa già visto ai tempi di Cattivi vicini, film sempre firmato da Stoller con Zac Efron. Un contributo lo ha dato anche il ruolo del marito di Sylvia, Charlie (Luke Macfarlane), che anziché fare la parte del nemico geloso, cerca di capire le esigenze della moglie e prova anche ad avvicinarsi a Will per stringere un’amicizia. Stoller capisce che a rendere sincera l’amicizia tra i due sono le relazioni che gli mette intorno. Ed ecco perché i ruoli del marito, dell’ex moglie di Will, della nuova fidanzata, ma anche degli amici che frequentano il bar, fanno in modo che lo spettatore si renda conto che c’è altro oltre alla relazione. Che non siamo davanti allo schermo soltanto ad aspettare che succeda qualcosa.

O meglio, qualcosa da attendere c’è. Ogni episodio ha una trama a sé stante. Una volta si ubriacano, quella dopo organizzano una festa ma finiscono strafatti di chetamina, quella dopo ancora si ritrovano nello studio di uno sconosciuto nel cuore della notte per aggiustare un quadro che Sylvia ha rotto durante il suo primo giorno di lavoro. E così via.

Il punto della serie di Apple tv è che non tutte le relazioni devono spaventarci, non tutte le situazioni hanno qualcosa di nascosto. Anche un uomo e una donna di quarant’anni possono pensare ai problemi familiari di giorno e sballarsi con i propri amici la sera. Certo, la modalità con cui ci si sballa, quella è a propria discrezione.