«Storia particolare. Noi l'abbiamo amato dal primo minuto tutti quanti e non avevamo paura del fatto che fosse partito in sordina, perché il nostro compito è raccontare storie a prescindere dal successo». È con questa dichiarazione d’amore che Carolina Crescentini ha parlato di Mare Fuori, la fiction di Rai 2 dove interpretava il personaggio di Paola Vinci.

Come ben sappiamo infatti l’avventura di Crescentini si è conclusa con Mare Fuori 3 e il relativo addio all'IPM della direttrice da lei interpretata, il cui personaggio ha lasciato il posto a Sofia aka Lucrezia Guidone (nel cast di Mare Fuori dalla terza stagione).

Intervistata da La Repubblica, Carolina ha parlato dell’improvviso successo della serie, diventata un vero e proprio cult quando gli episodi di Mare Fuori 1 e Mare Fuori 2 sono arrivati in streaming su Netflix, rendendo iconici i personaggi di Carmine (interpretato da Massimiliano Caiazzo), Cardiotrap, Rosa Ricci, Naditza, Massimo Esposito (Carmine Recano), Filippo detto o Chiattillo, Edoardo, Pino e, last but not least, Ciro Ricci, il cui ritorno in Mare Fuori 4 sembra essere ogni giorno più concreto.

«Sono emozionata per quel che accade, la gente è gentile con me, affettuosa. Succedono cose strane, mi abbracciano per strada. E questa storia della petizione per il mio personaggio mi ha commosso fino alle lacrime», ha spiegato Carolina Crescentini, ancora incredula davanti all’affetto che il pubblico sta continuando a dimostrare nei confronti della (ex) direttrice del carcere di Mare Fuori. Una popolarità decisamente inaspettata quella di Paola Vinci che sta sorprendendo anche la stessa 42enne, già protagonista di numerosi film di successo come Notte prima degli esami – Oggi, A casa tutti bene e Sconnessi.

Nei giorni scorsi tra l’altro Carolina Crescentini (sposata con il cantante Motta dal 2019) è stata premiata con il Ciak d’Oro proprio grazie alla sua interpretazione all'interno della serie Mare Fuori, dalla quale si è così congedata con un'uscita di scena nel migliore dei modi. «Ero candidata per tre progetti particolarmente diversi: Mare Fuori, Boris e Tutto chiede salvezza di Francesco Bruni, che comunque racconta esperienze del TSO. Mi fa ridere che ho vinto nel 2011 un Ciak d'oro ed era per il film di Boris e quindi la “cagna maledetta” a me porta benissimo», ha detto l’attrice.