A 18 anni l’attrice Mariasole Pollio non si ferma, anzi forte di esperienze che vanno dalla tv al cinema, da Don Matteo a Se son rose di Pieraccioni, e del suo milione di follower sui social, ha appena presentato a Cannes un progetto a cui tiene molto. È Pooh – Nell’anima, il primo docufilm sui Pooh, targato One More Pictures e realizzato in collaborazione con Rai Documentari. Una storia di amore, amicizia, musica e famiglia, che verrà realizzato con interviste, materiali di repertorio e testimonianze di personaggi famosi, ma anche inserti di fiction. Di questi ultimi sarà protagonista proprio Mariasole, nei panni di una ragazza del nuovo millennio che “scopre” i Pooh e ne diventa in qualche modo fan.
Che tipo di avventura sarà per te Pooh - Nell’anima?
«Straordinaria, a livello di emozioni, di musica e di positive vibes. Un progetto molto speciale, di cui sarò in qualche modo protagonista, una sorta di fil rouge che racconta attraverso le loro canzoni questa straordinaria avventura di amicizia e musica durata più di cinquant’anni, eppure sempre attuale e contemporanea».
Tu parti bene, fan dei Pooh lo eri già.
«È vero, mi rendo sempre più conto che le loro canzoni hanno scandito e accompagnato la vita di tante generazioni, compresa la mia. Ritrovarsi a qualsiasi età, da quella di noi teen a quella dei miei genitori o dei miei nonni, nei loro testi e negli argomenti sempre attuali e all’avanguardia: è questa, la magia dei Pooh».
Com’è stato "affiancare" Roby Facchinetti?
«Ho scoperto che oltre ad essere il mito della musica che tutti conosciamo è una persona meravigliosa. Ha degli occhi che esprimono tutto il suo grande cuore e il talento leggendario. Per me è un vero onore potergli stare accanto, ha molto da insegnare a livello sia artistico che umano. Non vedo l’ora che inizino le riprese del “nostro” docufilm, so già che sarà un’emozione grande poter vivere da così vicino una storia meravigliosa di cui Roby è stato un grande protagonista».
La tua canzone preferita dei Pooh?
«"Chi fermerà la musica", senza dubbio. (La intona di fronte a me, nda)»
Posso chiederti perché?
«La musica non deve essere fermata da niente e da nessuno, in effetti non può essere fermata: ci ha uniti tutti anche durante la pandemia, tenendo alta la voglia di vivere e perché no anche cantare insieme, dal vivo, dai balconi prima, oggi nei concerti finalmente di nuovo “in persona”.».
Che significato ha e che ruolo riveste la musica nella tua vita?
«È l’ispirazione di ogni giornata, quell’emozione che parte da dentro e che non puoi fare a meno di regalare a chiunque ti stia accanto».
Nel tuo libro Oltre scrivevi: «Viviamo sulle montagne russe, tocchiamo il cielo con un dito e poi precipitiamo. Credo che capiti a tutti, di certo è capitato a me. Eppure, niente mi ha mai fermata. Ecco perché ho scritto questo libro: per raccontarvi che non esistono solo i colori, ma anche le sfumature. E per ricordarvi di credere sempre nella luce, la vostra». Ci credi ancora?
«Sempre. Se sono arrivata fin qui, ovunque sia questo qui, è proprio grazie alla luce che ho avuto la fortuna di riscoprire in me, e che provo sempre a riscoprire, ogni giorno. Anche grazie a incontri magici, come quello con Roby Facchinetti».












