L'edizione 2026 del Concertone del Primo Maggio a Roma non verrà ricordata solo per la polemica in merito al cambio testo di "Bella Ciao" da parte di Delia, ma rimarrà impressa nella memoria collettiva per un debutto che unisce talento e diritti civili.

Sul palco di Piazza San Giovanni si sono esibiti i Santamarea, una band siciliana che sta tentando la scalata delle classifiche radiofoniche e non solo. A guidarli c'è la voce magnetica di Stella Gelardi, che è diventata ufficialmente la prima artista transgender a cantare in tutta la storia di questo evento. La sua presenza è stata un messaggio di libertà che ha commosso il pubblico presente e quello a casa.

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Il viaggio di Stella: tra fioritura personale e musica voodoo

Stella Gelardi vive la sua transizione come un percorso naturale, quasi come una crescita che non ha bisogno di troppe spiegazioni. Laureata in filosofia e cresciuta tra le mura del Teatro Massimo di Palermo, ha sempre visto il cambiamento come una parte normale della vita.

Per lei, salire sul palco del Primo Maggio non è stato un modo per sventolare una bandiera, ma un atto di esistenza. «In questo momento la cosa più potente che posso fare è apparire come sono e dire che esisto», ha raccontato con molta semplicità qualche tempo fa in una intervista al Corriere. La sua forza sta proprio nel non voler urlare, ma nel raccontare una storia in cui tutti possano ritrovarsi, indipendentemente dal genere.

Le sue canzoni, come "Zanzare" o "Con gli occhi di una lepre", nascondono un significato profondo. Stella ha scelto di scrivere testi che non siano troppo specifici sulla sua vita privata. Voleva che le sue parole fossero come un vestito adatto a tutti. Mentre lei cambiava e affrontava la sua transizione, anche i suoi compagni di band cambiavano con lei. Questa evoluzione comune ha creato un legame fortissimo che si sente in ogni nota.

Nonostante l'Italia sia a volte un paese difficile, Stella ha deciso di non temere i giudizi. Il suo segreto è l'eleganza: se arrivano critiche figlie dell'ignoranza, lei preferisce ignorarle, seguendo l'esempio di icone moderne che affrontano l'odio con il silenzio e la classe.

Chi sono i Santamarea e il potere delle Anime Storte

Il gruppo dei Santamarea non è nato a tavolino in uno studio di registrazione, ma tra le strade di Carini, vicino a Palermo. La band è un vero affare di famiglia: ci sono i fratelli Stella e Michele Gelardi, insieme alla loro amica storica Noemi Orlando. Sono giovani e hanno deciso di lasciare tutto per inseguire il sogno della musica. C'è chi era laureato in infermieristica e chi in filosofia, ma la chiamata del palco è stata più forte.

Il loro stile è unico: mischiano il pop internazionale con i suoni della tradizione siciliana, creando quella che loro stessi definiscono "musica voodoo", in grado di incantare chi la ascolta.

Il loro primo disco si chiama Anime Storte e il titolo ha una storia bellissima. Deriva dalla parola siciliana "tortu", che significa letteralmente "non dritto". Era un termine che la madre dei fratelli Gelardi usava con affetto per descrivere chi fa le cose a modo suo, senza seguire la strada principale.

Questo album è dedicato proprio a chi si sente fuori posto, a chi non segue le regole della società e decide di essere autentico anche se questo significa essere "storti". Sul palco del Primo Maggio (giorno in cui è uscito anche il nuovo singolo "Non ci si ama solo in primavera"), Stella ha urlato un messaggio di speranza: «Per troppo tempo abbiamo pensato di doverci nascondere, adesso è il momento di fiorire».