In fila ad aspettare fuori dall'Alcatraz di Milano per la penultima tappa del Chiello Club Tour 2026 c'è una generazione di ragazzi che sente nelle viscere i testi melancolici di Chiello. Quello che avvertono dentro si traduce in ciò che mostrano fuori: pantaloni in pelle, stivali borchiati, calzamaglia a righe, minigonne a balze, colori scuri, acconciature ingellate e un'estetica emo punk perfettamente studiata. I fan di Chiello riempiono tutto l'Alcatraz e chiamano il cantante a gran voce, quando si accedono le luci e comincia lo show.
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Per il tour, Chiello ha pensato a un'atmosfera sobria, quasi impalpabile: le pieghe di un sipario alle sue spalle, luci sempre soffuse. La musica è senza dubbio al centro di tutto. Insieme a Chiello, infatti, c'è una band composta da ben sei elementi: Fausto Cigarini (basso, violino), Saverio Cigarini (piano, synth), Francesco Bellani (synth), Matteo Pigoni (chitarra), Valerio Visconti (chitarra), Pietro Vicentini (batteria). L'arrangiamento dei brani rende ancora più vivide le emozioni cantate da Chiello, che ripercorrono i suoi successi, dal primo album, Oceano Paradiso (2021), con "Mare caldo", fino all'ultima uscita, Agonia (2026), con "Scarlatta" e "Vulcano", tra le altre.
Il pubblico canta in coro senza perdersi passaggi, ulula alla fine di "Cancelli di mezzanotte", si emoziona quando Chiello, solo al centro del palco, imbraccia la chitarra elettrica per eseguire in assolo "Sparire". Il live alterna momenti energici e istanti intimi, la sofferenza di "Insetti" e la liberazione di "Acqua salata". La voce di Chiello e quella del pubblico diventa tutt'uno mentre urlano al cielo: «Hai detto vattene, non voglio combattere» e aggiungendo un catartico «fanculo».
C'è una complicità tra Chiello e il suo pubblico che è veramente invidiabile, ma anche tra Chiello e i musicisti che suonano alle sue spalle, con cui si muove in completa armonia, regalando momenti strumentali coinvolgenti. Chiello, mettendo in primo piano le proprie fragilità, sa come entrare in contatto con l'altro, sa come farsi voler bene e lo dimostra anche il fatto che, tra il pubblico, a un certo punto, spunta inconfondibile il profilo dell'ex compagno del collettivo FSK, Taxi B. Oggi Chiello ha preso una strada artistica diversa, ma non ha spezzato i legami. Mentre fuma sigarette calandosi alla perfezione il ruolo del dannato, regala al pubblico proprio quella "Milano Dannata" che parla della città e di chi la vive, con una paura di fondo di perdersi. Per il gran finale, Chiello toglie la blusa bianca e rimane a petto nudo, per scatenarsi su "Ti penso sempre" e "Quanto ti vorrei", saltando insieme alla sala per un addio che ha spazzato via la malinconia, trasformandosi in pura energia da disperdere.
La scaletta del concerto di Chiello all'Alcatraz di Milano
"Vulcano"
"Salvami"
"Lupo"
"Ruggine"
"Pietra di luna"
"Crema"
"Mare caldo"
"A testa alta"
"Cancelli di mezzanotte"
"Sto andando via"
"Poi si romperanno"
"Scarlatta"
"Sparire"
"Algoritmo"
"Acqua salata"
"Milano dannata"
"Insetti"
"Amore mio"
"Pirati"
"Polynesian Village"
"Xanax"
"Non lasciarmi cadere"
"Desaturarsi"
"Scrigno"
"Ti penso sempre"
"Quanto ti vorrei"












