Se c'è una cosa che il breve - ma già decisamente intenso - secondo mandato di Trump alla presidenza degli Stati Uniti ci ha insegnato, è che il confine tra affari e politica è sfumato, anzi, inesistente. In questa era presidenziale che già molti definiscono come un'oligarchia delle tech, il quotidiano svedese Dagens Nyheter ha pubblicato un articolo in cui sottolinea il coinvolgimento di Spotify (oltre a Apple e Amazon) nella cerimonia di inaugurazione per l'insediamento del nuovo leader.
Nel weekend di celebrazione, per la precisione il 19 gennaio, Spotify ha ospitato un brunch con i podcaster Joe Rogan e Ben Shapiro, oltre al cantante country Riley Green, per «promuovere il potere dei podcast in queste elezioni». Oltre a ciò, è emerso che Spotify ha donato 150.000 dollari alla cerimonia di inaugurazione e alla celebrazione. Allo stesso modo, secondo Variety, Apple e Amazon hanno donato 1 milione di dollari ciascuna all'inaugurazione di Trump.
Concentrandosi sul coinvolgimento di Spotify, l’azienda radiofonica pubblica svedese Sveriges Radio ha fatto notare come il codice etico del servizio streaming stabilisce chiaramente che non è permesso fare donazioni a politici. In tutta risposta, Spotify ha inviato una nota al servizio di news Bloomberg, in cui si legge: «Non è una elargizione a carattere politico in quanto non a beneficio di un funzionario eletto, ma dell'organizzazione di una cerimonia. [...] Da tempo Spotify ospita eventi a Washington D.C. e in altre capitali in tutto il mondo, riunendo leader politici, figure dei media e colleghi del settore provenienti da tutto lo spettro politico. Questi impegni sono una consuetudine» ovvero «business as usual».
In un'ulteriore dichiarazione, Spotify definisce la propria scelta come «in linea con il lavoro che svolgiamo nelle capitali di tutto il mondo per promuovere le nostre questioni politiche, indipendentemente da chi è al potere». Ma siamo sicuri che, in un'era in cui la polarizzazione politica è ormai estremizzata, si possa davvero pensare di fare qualcosa al di sopra della politica?











