È finalmente arrivato nelle sale A Complete Unknown, il biopic su Bob Dylan con la regia di James Mangold e un acclamatissimo Timothée Chalamet nei panni del cantante. Ma la storia dell'artista sarebbe incompleta senza la presenza delle due compagne di vita, Suzy Rotolo (la prima compagna newyorkese di Dylan, che nel film si chiama Sylvie Russo ed è interpretata da Elle Fanning) e Joan Baez, portata sullo schermo da Monica Barbaro.
«Penso di doverle una lettera di gratitudine, perché la apprezzo davvero per molto più che per l'opportunità di interpretarla, ma semplicemente per tutto ciò che è. Ho così tanta ammirazione per lei» ha detto Monica Barbaro a Cosmopolitan Usa, esternando il proprio orgoglio nell'aver interpretato Joan Baez, una donna, un'artista, un personaggio dalla caratura storica così importante. Sì, perché oltre a essere una star del folk, premiata con un Lifetime Achievement Award ai Grammy del 2007, Joan Baez è stata in prima linea nelle marce di protesta degli Anni '60 e '70, paladina della nonviolenza allora come oggi è attivamente impegnata per manifestare in favore dei diritti di donne e migranti.
Joan Baez nasce nel 1941 a Staten Island, New York, da madre irlandese e padre di origine messicana, rispettivamente una professoressa di letteratura e un fisico, impegnati attivamente nel pacifismo. A 16 anni, Joan acquista la sua prima chitarra per 50 dollari, una Gibson acustica, con cui comincia a sperimentare il suo suono e a esibirsi nelle caffetterie di Boston, dove nel frattempo si trasferisce con la famiglia. Nel 1959 canta insieme a Bob Gibson al Newport Folk Festival e ottiene il suo primo contratto discografico. Così, ad appena 19 anni pubblica il primo disco, Joan Baez (1960), una raccolta di ballate folk che la fanno immediatamente entrare nelle classifiche musicali dell'epoca.
All'inizio degli Anni '60 c'è anche un altro giovane che sta lentamente scalando le classifiche, un coetaneo di Baez, un certo Robert Allen Zimmermann il cui nome d'arte è Bob Dylan. I due cominciano una relazione nel 1961, che continuerà tra alti e bassi per i successivi 3 anni. Nel frattempo, Joan Baez appare sulla copertina del Time (1962) e si esibisce durante la Marcia su Washington del 1963, nello stesso giorno passato alla storia per il celebre discorso di Martin Luther King, «I have a dream». Il suo attivismo la porta anche a inaugurare l’Institute for the Study of Nonviolence in California, e ad essere detenuta per undici giorni per aver partecipato a in sit-in presso un centro di reclutamento militare.
Come si vede in A Complete Unknown, Joan Baez e Bob Dylan diventano il re e la regina del folk e, nel 1965, condividono un tour: un momento di successo a livello lavorativo, che però li porta al deterioramento della relazione. Entrambi proseguono separatamente il proprio percorso artistico, con Joan Baez che nel 1969 calca il palco di Woodstock insieme a Janis Joplin e Jimi Hendrix - per dirne alcuni - e nel 1975 pubblica il suo album di maggior successo, Diamonds and Rust. Parte del disco sono alcuni brani dedicati alla storia d'amore con Bob Dylan: «La roba davvero buona viene dal profondo. La relazione con Bob mi ha influenzata, sarebbe una sciocchezza fingere il contrario. Se solo l’unica cosa venuta fuori da quella relazione fosse stata la mia canzone migliore…» ha raccontato Joan Baez in un'intervista rilasciata nel 2021 a Rolling Stone.
Nel corso degli anni, i due continuano a incontrarsi, come racconta Baez nel suo libro di memorie del 1987, And a Voice to Sing With, a volte parlandosi, come quando hanno suonato insieme in alcune date del tour europeo di Dylan del 1984, altre ignorandosi elegantemente. Verso la fine degli Anni '80, dopo una breve relazione con Steve Jobs (sì, proprio quello Steve Jobs) comincia per Joan Baez un periodo di allontanamento dalle scene che la terrà lontana dai riflettori per diverso tempo.
Fun fact: nel 2015 porta le nipoti a un concerto di Taylor Swift e la cantante la invita a salire sul palco dove la giovanissima folla - più o meno consapevole della sua identità - l'accoglie con un boato. È nel 2018 che l'artista, dopo essere stata inserita nella Rock&Roll Hall of Fame, annuncia il tour legato al nuovo album Whistle Down The Wind. Quella che sarebbe dovuta essere la celebrazione ufficiale per la chiusura della carriera dell'artista, in realtà, diventa una nuova fiamma d'ispirazione. Tutt'ora, Joan Baez, a 84 anni, continua a esibirsi dal vivo e far sentire la sua voce come attivista per il clima e convinta anti-trumpiana.











