Questo weekend è stato tutto di Dua Lipa e del suo, nuovo, Tiny Desk. Per l'ospitata presso la scrivania della NPR (storica radio americana con sede a Washington) la cantante pop ha portato una nuova versione di quattro brani estratti dal suo ultimo album, Radical Optimism, eseguendo, in ordine: "Training Season", "These Walls", "Happy for You" e "Houdini". Accompagnata da sette tra musicisti e musiciste - chi ai cori, chi allo xilofono, pianola, basso e chitarra - ha esordito con una versione acustica di "Training Season" che ha poi finito per variare su arrangiamenti dai toni jazz.
Dopo aver ringraziato il pubblico e l'emittente «Ho sempre desiderato scendere qui sotto e cantare alla scrivania. Dopo che abbiamo fatto un Tiny Desk a casa nel 2020, quest'esibizione per me è davvero, davvero speciale», Dua Lipa è passata al momento più emozionale dell'esibizione. La cantante e la band hanno eseguito in una versione lenta e delicata "Happy For You", spogliandola delle sue note elettroniche e concentrandosi sull'unione di tastiera e voce, mentre racconta malinconicamente di come si possa essere felici per il nuovo amore del proprio ex amore. Sul finale, ecco che la band recupera la sua scorza frizzante, chiudendo con la carica adrenalinica di "Houdini".
Come ha raccontato Dua Lipa stessa, questa non è la prima volta che collabora con NPR, infatti, già nel 2020, aveva partecipato alla versione "lockdown" del format, esibendosi da casa. Il suo video per la serie Tiny Desk (Home) Concerts detiene ancora oggi il record di più visto di sempre, con oltre 130 milioni di visualizzazioni. D'altronde i Tiny Desk, forse anche grazie all'impatto di popstar mondiali di Dua Lipa che si mettono in gioco, si mettono a nudo, cambiando completamente i connotati ai loro brani più famosi, sono diventati con il tempo una parte imprescindibile della cultura musicale generale.
A tutti sarà capitato di imbattersi in uno di questi video sui social, di ricevere il link da un amico o di ricordare con malinconia il famoso Tiny Desk di Mac Miller, il secondo più visto di sempre. Tra le ospitate più virali ci sono anche quelle di Anderson .Paak & The Free Nationals, i BTS, Jorja Smith, Adele, Justin Bieber, Tyler The Creator, ma anche nomi meno conosciuti che però si sono distinti in modo particolare. Tra questi, è arrivato sulla bocca di tutti il Tiny Desk - folle e geniale - di Ca7riel & Paco Amoroso, sì il ragazzo con l'enorme colbacco blu. Che sia quindi per mostrare una nuova veste degli artisti più noti o per far conoscere un emergente, il Tiny Desk è un banco di prova a cui si presta sempre più attenzione nella cultura mainstream.
La storia del Tiny Desk
Stando a quanto riporta AP News, la serie Tiny Desk Concert di NPR, prende vita nel 2008 per una casualità. Bob Boilen, direttore del programma di punta della NPR "All Things Considered", e il redattore musicale della NPR Stephen Thompson si trovano a un concerto in Texas dove l'artista folk Laura Gibson non ottiene l'ascolto sperato, trovandosi davanti a una folla caotica e disinteressata. Boilen e Thompson decidono allora di invitarla alla sede della radio, offrendole uno spazio intimo, tranquillo e familiare dove potersi esibire. Nasce così il primo Tiny Desk.
Il format diventa davvero mainstream solo nel 2014, quando l'esibizione di T-Pain, in quanto rapper che in pochi si sarebbero aspettati di trovare così decontestualizzato, suscita decisamente interesse. La location del Tiny Desk diventa effettivamente un luogo di culto, una scenografia raccolta a disposizione degli artisti per mettersi in gioco: tutto live, tutto riarrangiato, niente autotune, libero accesso a tutti i musicisti che riescono a stipare dietro quella che - effettivamente - è la scrivania di Boiden.
Il Tiny Desk smette di essere una cosa di nicchia e si apre lentamente a emergenti e famosi, al pop, jazz, rock, ma anche rap e kpop. Un'ulteriore spinta alla fama arriva nel periodo pandemico, quando uno dei pochi modi per assistere a musica dal vivo diventa proprio quello di guardare questo format video. Forse, tra i motivi per cui la serie video di NPR ha ad oggi così successo è che, nella sua selezione musicale curata, ci sono artisti che si scoprono così in modo completamente naturale. Non è un algoritmo a consigliarli, ma lo staff dell'emittente, spesso con occhio anticipatore. E poi c'è quella sensazione di intimità, di svelamento. Una scoperta ben più profonda di quanto ci si potesse immaginare.











