Si spengono le luci, si sente bussare. In sottofondo una musica rock crescente. Poi arriva lei, Olivia Rodrigo, nella sua attesissima unica tappa in Italia. Il concerto a Bologna della cantante di Vampire è stato più di un successo, è stata una serata nel nome del talenta, del divertimento. L'Unipol Arena di Bologna ha assistito a un qualcosa che mancava da tempo: una folla innamorata che cantava a squarciagola ogni singola canzone. Parola per parola.
La scaletta del concerto di Olivia Rodrigo è stato un mix di hit pop rock e ballad strappalacrime, il pubblico non si è perso un attimo, abile nel trasformarsi tra il tragico e il divertito a seconda della canzone proposta. Così apre Bad Idea, right? e chiude Get Him Back! mentre nel mezzo si alternano Vampire e Driver License, Logical e Good for you. Una versione più ballad di Deja Vu e la coreografia di Love is Embarassing sono la ciliegina sulla torta di quello che è stato un concerto assolutamente riuscito.
Chi pensava che Olivia Rodrigo fosse una moda passeggera, un fuoco di paglia pronto a spegnersi, si trova costretto a ricredersi, nulla pare fermare Olivia, che data dopo data porta a casa un tour europeo costellato di successi. Ma ammettiamolo, la tappa a Bologna ha superato le altre. Di gran lunga.
Lei è stata impeccabile, dai cambio look (crop top e gonna corta coperti di glitter, seguito da shorts e bralette di pelle, mini abito coperto di strass e body rosso fuoco) alla scenografia astrale, con una luna che sorvolava il pubblico per Logical e Enough for You, fino al momento di sola chitarra per Favorite Crime (qui è scesa qualche lacrima e negarlo sarebbe impossibile). Ruba un cappello rosso da cowboy al pubblico e canta So American, la canzone dedicata al fidanzato (che era ovviamente presente nel backstage) Louis Partridge, indossa un tank top con la scritta 'Ciao Bella' per la chiusura.
Si balla, si canta, si urla, si piange. E in un momento si è di nuovo teenagers, innamorati e col cuore spezzato, divertiti e speranzosi. Perché un concerto è un come un personalissimo viaggio nella memoria, e Olivia lo sa benissimo.











