Ci sono sogni che continuano a crescere, rimangono in perenne espansione, un po’ come quelli che negli anni ha conservato e coltivato Petit. Lui, che sente le influenze francesi e napoletane delle sue origini, lo abbiamo imparato a conoscere durante l’appena conclusa edizione di Amici di Maria De Filippi. Arrivato alla finale, a un passo dall’alzare la coppa. Un percorso lungo mesi, circa otto, in cui Petit, all’anagrafe Salvatore Moccia, ha potuto toccare con mano un sogno: quello della musica. Da "Che Fai" a "Guagliò" alla più cantata "Tornerai", durante i mesi nel talent show di Canale 5, Petit ha mostrato alcune sue sfumature attraverso canzoni prodotte già da grandi nomi della musica, da Takagi e Ketra fino a Dardust per l’ultima pubblicata, "Mammamì". E, ora, con un EP, un instore tour fittissimo e quattro appuntamenti live per l’autunno è pronto a mettersi in gioco: «Quello che sto vivendo era tutto ciò che sognavo da bambino».

Dopo il programma ti sei trovato a vivere una vita molto diversa da quella di prima, non sei frastornato dalle tante cose che ti stanno succedendo?

«In realtà no. Da piccolo sognavo di essere circondato da persone, mi immaginavo la fila per poter fare con me una foto o avere un autografo. Tutto questo è emozionante».

Cosa ti emoziona di più?

«Sicuramente quando vedo le nonne che accompagnano i nipoti e poi si fanno la foto con me. Ma più di ogni altra cosa, quando mi dicono che sono il nipote che vorrebbero. È una cosa che ha un significato molto importante per me perché vuol dire che la persona, io come Salvatore, arrivo prima della mia musica. È una cosa a cui tengo davvero molto».

Ci hai insegnato, durante il tuo percorso nella scuola di Amici, che la famiglia è molto importante per te; che cos’hai fatto appena tornato a casa?

«Ho riabbracciato i miei genitori e subito dopo mi hanno portato fuori a pranzo. C’erano tantissime persone, è stata un sorpresa bellissima che non mi aspettavo».

Durante il percorso a Roma hai detto spesso che desideravi rendere orgogliosi i tuoi genitori. Ora hai un altro sogno che incrocia la vita privata a quella professionale?

«Sì, uno ce n’è. A mia mamma piace tanto Nizza. Ecco, il sogno sarebbero quello di poterle comprare una casa lì, una casa per lei. Mi riempirebbe di gioia».

Ora hai davanti a te un’estate densa di appuntamenti, vivi bene questi continui spostamenti?

«Mi piace viaggiare, prima lo facevo poco, bloccato anche da una sorta di ansia. Ora sono più tranquillo, vivo meglio gli spostamenti e poi sono felice, finalmente vedo città che non avevo mai visto prima e sto assaggiando tanti piatti tipici di alcune zone (ride, nda.)».

Ti abbiamo sentito con brani più intimi e altri ritmati, tra le nuove canzoni che ci saranno, quale tema ti piacerebbe raccontare al pubblico?

«Oggi parlo molto di amore, è quello che sto vivendo. Ma c’è un racconto che mi piacerebbe trasformare in musica più di ogni altro, quello della mia vita prima della musica, quella con il calcio. In quell’ambiente ho vissuto una delusione grandissima, per me è stata una sconfitta. Ma quello che sto vivendo ora è una rivincita personale».

Per l'autunno sono già pianificati quattro tuoi eventi live; lo hai realizzato?

«Veramente no. Dopo Amici non ho più suonato live. Il primo incontro con il pubblico sarà durante l’estate e i vari concerti delle radio. Poi penserò ai live, ma sono sicuro che sarà incredibile. Cantare davanti a tanta gente è quello che sogna ogni artista, no?».

Hai un gesto scaramantico, prima dei live?

«Un gesto no, ma prima di esibirmi metto sempre nella tasca sinistra due portafortuna. Li porto sempre con me… ma non vi svelo cosa sono».