Colapesce e Dimartino, i due cantautori siciliani che dal 2020 con “Musica Leggerissima” ci hanno fatto entrare nel loro mondo composto di suoni ricercati che suonano pop e testi densi di significati, pubblicano il 3 novembre Lux Eterna Beach, il loro nuovo album.
Anticipato da "La luce che sfiora di taglio la spiaggia mise tutti d’accordo" e “Sesso e architettura", il disco contiene undici canzoni che confermano la capacità di due artisti di andare contro ogni regola di mercato, vivendo la libertà di fare musica a modo loro. Il loro modo è quello che lascia che le parole abbiano un peso, dove la musica leggera, anzi leggerissima, si trasforma in veicolo per dire qualcosa di importante.
C’è lo sguardo sulla società, sulle divisioni, sui figli che rimangono in mare, sulle aspettative di un futuro incerto, sull’amore. C’è la loro visione del mondo che nasce da una condivisione basata prima di tutto sull’amicizia e poi su valori condivisi che li uniscono dal primo giorno in cui si sono incontrati tredici anni fa. Nel disco anche “Splash”, la canzone vincitrice del Premio della Critica Mia Martini e del Premio Lucio Dalla all’ultimo Festival di Sanremo e “I marinai” brano di Ivan Graziani che era rimasto incompleto e che la famiglia del cantautore ha voluto che i due completassero.
Sintonia, empatia, creatività che si trasforma in musica si respirano in ogni traccia dei due artisti che nel 2023 si sono messi alla prova anche in veste di attori nel loro primo film La primavera della nostra vita, e che diventano palpabili nella dimensione live, con un tour in partenza il 23 novembre da Bologna.
Partiamo dal titolo?
Dimartino: «Lo avevamo in testa già da qualche anno, addirittura avevamo pensato di chiamare così l’altro disco I mortali. Poi lo abbiamo inserito come easter egg nel nostro film La primavera della nostra vita, arriviamo in una spiaggia deserta e parliamo della volontà di fare un disco libero, fuori dagli schemi. Lux Eterna Beach per noi è una sorta di limbo dove far convergere tutte le storie e i personaggi del nostro album. C’è la pornostar, il capomastro, l’anestesista, il ragazzo di destra, Ivan Graziani. È un contenitore mentale, quasi metafisico».
Ci vuole coraggio a essere liberi e non seguire le regole del mercato?
Colapesce: «Siamo abbastanza consapevoli del fatto che oggi le canzoni abbiano il dovere di raccontare realmente quello che accade attorno a chi le scrive. È qualcosa che negli anni si è perso, a discapito di una ricerca semplice di consenso. Ci teniamo a essere riconducibili a un filone di cantanti che dicono la loro in un panorama di gente che tende a non prendere posizione».
La musica può cambiare le cose?
Colapesce: «Non può cambiare le sorti delle guerre o dello stato, la musica non ha questo potere, però può influire sull’emotività delle singole persone. Attraverso una forma estetica che è leggera può veicolare messaggi anche complessi. E quei messaggi possono parlare alla gente».
Eppure non lo fa quasi nessuno, sostenendo che la musica non possa schierarsi.
Dimartino: «Non si è più abituati a prendere posizione perché neanche la politica lo fa. Non abbiamo leader in cui riconoscerci e la cosa assurda è che quando scrivi canzoni e dici cose tendono a politicizzarti. Ma noi non siamo dei politici, non siamo iscritti a nessun partito. I nostri intenti non sono mai politici, sono poetici».
In ogni caso il vostro modo ripaga. Avete vinto due premi della critica a Sanremo, un Nastro d’Argento, un Globo d’oro.
Colapesce: «Ripaga che possiamo dormire tranquilli facendo quello che facciamo. Siamo felici di aver ricevuto i premi, senza pensare di doverli vincere ma semplicemente essendo noi stessi, che è quello che facciamo sempre. Forse arriva la nostra sincerità».
Prima di "Musica leggerissima" avevate in mente che sareste diventati un duo indivisibile?
Dimartino: «Siamo consapevoli di essere un duo super divisibile. Ognuno di noi mantiene la propria individualità e abbiamo navigato veramente a vista in questi anni. È sempre stato un continuo scoprire di aver voglia di fare una cosa in più. Sanremo, un disco, un film, la colonna sonora, "Splash"… Più che un duo siamo un laboratorio di sperimentazione. Il nostro incontro è basato sulla voglia di divertirci, sull’amicizia, e poi la voglia di fare le cose che ci piacciono. Non abbiamo un contratto né una data di scadenza ma prima o poi continueremo a fare le nostre cose».
Come funzionate insieme?
Colapesce: «C’entra molto il culo, non è scontato lavorare così bene con una persona. C’è l’amicizia, un’idea comune, una visione comune, ma quello che fa davvero la differenza è la costanza. Siamo diventati bravi nella gestione del tempo, ci vediamo la mattina, lavoriamo».
Più disciplinati di prima?
Dimartino: «Se hai un appuntamento con un’altra persona in qualche modo devi andare. Se l’appuntamento è con te stesso puoi anche non presentarti».
Le parole da dove arrivano?
Colapesce: «Non c’è una regola esatta, spesso c’è uno spunto, mio o di Antonio. Ma è un’alchimia, una magia che non si può spiegare o insegnare. A più a che fare con l’esoterismo».
Oltre alla realtà che ci circonda cosa vi influenza?
Dimartino: «Siamo due persone molto curiose. Ci incuriosisce il cinema, la letteratura, siamo onnivori. Arrivi a 40 anni e ti accorgi di avere un background di conoscenze che in qualche modo ti aiutano a capire dove vuoi andare. Le nostre scelte artistiche sono sicuramente dettate dalle nostre scelte di ascoltatori, lettori».
In “30000 euro” parlate di quello che conta davvero. Per voi?
Dimartino: «L’idea di poter fare questo mestiere e allo stesso tempo viverci è forse la cosa che conta di più. Abbiamo fatto anche il pezzo di Sanremo su questo concetto del lavorare tutta la vita per accumulare e arrivare a degli obiettivi ma poi in realtà fare una cosa di cui non si è molto fieri. Noi volevamo fare i musicisti, ma il futuro era incerto. In qualche modo ci siamo riusciti».
Colapesce: «Quando nei primi 2000 abbiamo iniziato a fare dischi la discografia era praticamente morta. È stato complicato».
Si collega al concetto di aspettative, a voi molto caro. Quali sono ora quelle per il futuro?
Colapesce: «Siamo amanti della meditazione. Crediamo molto nel qui e ora. Certo abbiamo progetti che ci piacerebbe portare a termine, ma quello che conta è non viverli con l’ansia di proiettarsi nel futuro, cercando sempre di stare più nella giornata, nelle ore. Spendere bene il tempo è importante, non si può sapere come sarà il domani».
L’amore invece?
Dimartino: «Ci sono molte canzoni d’amore in questo disco, ma trattate come se stessimo guardando le storie di altri. Siamo personaggi nella scena, siamo gli osservatori. In “Sesso e Architettura” abbiamo analizzato il rapporto che siamo convinti ci sia tra le opere architettoniche e le relazioni fra le persone. Cioè se sei nato in una casa popolare invece che in un palazzo del 500 sicuramente il rapporto che avrai con le altre persone cambia. La città influisce sul tuo modo di vedere anche il rapporto con il tuo possibile partner».
Voi siete influenzati dal mare?
Colapesce: «Il mare per i siciliani è un elemento di cui non si può fare a meno. Vivi in un’isola circondata dal mare, l’influenza è forte. Noi siamo cresciuti sulle coste. Io vivevo cinque o sei mesi l’anno in una scogliera, da piccolo. Il mare c'è tantissimo nelle nostre canzoni, nelle cose che scriviamo, nel modo che abbiamo di pensare o anche forse nella gestione del tempo».
Il mare c'è anche nel brano di Ivan Graziani.
Dimartino: «C’è molta affinità tra la nostra scrittura, l’immaginario e l’immaginario di Graziani. Aveva scritto quel pezzo per i pescatori di Fano che cantano il coro finale, lo aveva registrato a casa sua. Siamo entrati in punta di piedi per completare questo pezzo dove abbiamo scritto i ritornelli. Il brano è arrivato dalla sua famiglia e ci riempie di orgoglio che siano felici di come è venuto».
Il prossimo orgoglio è il tour?
Colapesce: «Portiamo la band dei nostri amici, Niccolò Carnesi, un cantautore a cui siamo legati, Adele Altro, Donato di Trapani che è il batterista di Paolo Nutini. Giordano Colombo che è il produttore del disco insieme a Federico Nardelli ed è stato il batterista di Battiato. Siamo molto legati. Sarà un live emotivo, con i pezzi de “I mortali”, un po’ di colonna sonora, tutto il nuovo disco e alcune canzoni dei nostri repertori personali. Ripercorreremo questi ultimi quattro anni di esperienze, esplorazioni».
Dimartino: «Siamo veramente ansiosi di cominciare a suonare. È il primo tour dopo il distanziamento sociale del 2021. Sarà qualcosa di emotivamente forte».
Le date del Club Tour 2023
Giovedì 23 novembre 2023 || Bologna @ Estragon
Giovedì 30 novembre 2023 || Napoli @ Casa della Musica
Venerdì 1 dicembre 2023 || Roma @ Atlantico
Lunedì 4 dicembre 2023 || Venaria Reale (TO) @ Teatro della Concordia
Martedì 5 dicembre 2023 || Milano @ Alcatraz
Mercoledì 13 dicembre 2023 || Palermo @ I Candelai SOLD OUT
Giovedì 14 dicembre 2023 || Palermo @ I Candelai SOLD OUT











