«Sembra di sfogliare i diari di qualcuno», scrive il Guardian parlando di Did You Know That There's a Tunnel Under Ocean Blvd. Il nono album, di Lana Del Rey è uscito oggi e, a giudicare dalle foto su Twitter, sta già facendo piangere parecchie persone. Secondo il quotidiano britannico «la nuova generazione Pop sembra guardare a Del Rey come a una luce, un punto di riferimento, forse più di ogni altra star. Il suo impatto sulla cultura è fuori misura, evidenziato da una recente intervista in cui Billie Eilish parla di Del Rey, rivelando di avere avuto una sua foto come sfondo del suo primo cellulare». Non c'è da stupirsi che le aspettative per la nuova uscita fossero altissime.
Si tratta di un album molto intimo, riflessivo, le prime recensioni lo definiscono «meditativo». La cantautrice ha ormai abbandonato l'estetica "old America" per focalizzarsi sui dettagli della sua vita. «Questioni di famiglia ed eredità, memoria e morte turbinano l'una intorno all'altra finché non diventano la stessa cosa», scrive l'Independent. È un album che ricorda le sue raccolte di poesie, scritte con una macchina da scrivere o a mano su quaderni a righe. «La traccia di apertura dell'album è intrisa di memoria – praticamente color seppia mentre lei ricorda “il primo figlio di mia sorella” e “l'ultimo sorriso di mia nonna” in un unico verso che stringe il cuore», scrive la giornalista Annabel Nugent. Proprio come un flusso di coscienza l'album ha continui richiami che rimbalzano di canzone in canzone. «Attraverso le storie della sua famiglia, una relazione fallita, il suo desiderio conflittuale di essere vista e nascosta allo stesso tempo, Del Rey rivela non solo chi è, ma anche perché è quello che è», commenta Rolling Stones.
La famiglia ha un ruolo centrale così come le proprie radici da cui nascono, solitamente, anche i nostri traumi più profondi. Anche la morte, tema caro a Del Rey è sempre presente. In "The Grants" riflette sulla perdita, in "Grandfather Please Stand on the Shoulders of My Father While He's Deep-Sea Fishing" parla di Aldilà e attraverso il ricordo di suo nonno prega per la sicurezza di suo padre, in "Kintsugi" troviamo l'esperienza di guardare morire una persona cara. Ma non mancano pensieri sull'amore, sogni per il futuro, domande sulla propria vita. Così come sensazioni e ricordi, anche i generi, brano dopo brano, si mescolano tra pop, jazz e hip hop. La cantautrice sei volte candidata ai Grammy è tornata per far parlare di sé portando avanti un'estetica che, ormai, è diventata parte integrante del nostro tempo.










