Passiamo dicembre a lamentarci dei pranzi e delle cene con i parenti, dei commenti non richiesti sulle nostre relazioni, il nostro aspetto, il nostro lavoro, il nostro orientamento sessuale. E non abbiamo tutti i torti. Ce la prendiamo con le tradizioni, i regali e le abitudini sempre uguali. Eppure la sola idea di passare le Feste da soli semplicemente ci terrorizza. "Natale con i tuoi", e da qui non si scappa. Abbiamo decostruito secoli di pensieri filosofici, rivisto il matrimonio in chiave femminista, ci sentiamo estremamente aperti di vedute, ma di fronte a questo scoglio crolliamo senza remore. A Natale non si può stare da soli.

È un diktat. Ce l'hanno insegnato film, telefilm e pubblicità. Bello perdere l'aereo e trovarsi a casa da soli per le vacanze, peccato che poi ti trovi a dover lottare con i ladri che vogliono entrarti in casa. Meglio evitare, telefonare subito alla zia e farsi invitare al pranzo. Anche chi VUOLE stare da solo, nei film di Natale non può. Vedi Cameron Diaz in L'Amore non va in vacanza: alla fine è ovviamente felice di trovarsi sulla porta l'uomo più bello del villaggio sperduto in cui si è ritirata. Perfino il Grinch si fa un'amica sotto le Feste. La solitudine a Natale non la merita nessuno.

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Imagine Entertainment
Una scena de Il Grinch

Ma è davvero così terribile? Forse lo è proprio perché continuiamo ripetercelo. In questi anni di Covid a molti è capitato di trovarsi da soli (e chiusi in casa) il 25 dicembre, alla fine non è andata poi così male. Certo la solitudine quando si vorrebbe compagnia non è bella in nessun momento dell'anno. Il punto è che sembra che il nostro livello di successo sociale (abbiamo una bella famiglia? Un nutrito gruppo di amici? Sono anche simpatici?) si giochi tutto tra Natale e Capodanno. Dobbiamo essere felici per forza, in compagnia per forza, a divertirci per forza. Se non lo facciamo ci sentiamo come il personaggio di un film (o di uno spot?) che cammina solo nella neve guardando le finestre illuminate delle case altrui la vigilia di Natale.

Invece essere soli a Natale significa poter gestire il proprio tempo come si preferisce, non subire pressioni sociali per il cibo e l'abbigliamento, non scontrarsi con parenti sessisti o omofobi. «Ho fatto finta di perdere l'aereo, pur di non dover stare con la mia famiglia. Ho preferito stare da sola a Milano», racconta a Vice Maria, 40 anni. Dice che il Natale le fa provare un senso di nostalgia. «Ma nostalgia per cosa, mi chiedo?» forse per quello che ci hanno detto che avremmo dovuto essere.