Ha i capelli neri, la frangetta un po' spettinata, indossa un piumino azzurro a pois voluminoso e leggermente cropped come quello che abbiamo tutte nell'armadio. Il suo sguardo è difficile da decifrare: forse è incazzata, triste. Forse ha appena smesso di piangere. Forse è semplicemente stanca, questa è la sua resting bitch face e noi stiamo proiettando in lei il nostro sentire del momento come se fosse uno specchio. Quella nell'immagine potrebbe essere una ragazza qualsiasi, seduta con le gambe accavallate in un bar a Londra o a Milano, ma è il ritratto di Lily Allen, commissionato appositamente dall'artista come cover del suo nuovo album West End Girl.
A realizzarlo è stata l'artista spagnola ventottenne Nieves González. Un giorno l'ha contattata sui social Leith Clark, la direttrice artistica del progetto. Le piacevano i suoi ritratti di ragazza e le ha chiesto di collaborare. «Aveva già un'idea abbastanza chiara di cosa desiderasse per la copertina e pensava che il mio dipinto si adattasse bene a quella visione», mi racconta l'artista, «Fin dall'inizio, ha voluto adattare il suo concept al mio linguaggio pittorico, quindi il processo è stato molto naturale. Abbiamo lavorato partendo da schizzi e ci siamo scambiate idee finché non abbiamo trovato un'immagine che riflettesse ciò che Lily voleva trasmettere con l'album». Così è nata la ragazza con il piumino, la gonna corta bordata di pizzo e gli stivali alti a pois, la ragazza del West End che è ormai diventata, dopo l'ascolto delle 14 tracce di Allen, per tutte l'incarnazione di uno stato emotivo.
- Lily Allen sta per tornare con un nuovo album
- Lily Allen tra maternità e rischi per la carriera
- Ottobre 2025 è stato il mese della musica GIRLY
Chi è la ragazza del West End
Nieves González ha steso un velo classico nella posa e nello sfondo del ritratto di Lily Allen che raffigura bene un album così intimo, universale e atemporale nel suo parlare di amore, tradimento, vergogna, delusione, ma con un piglio contemporaneo tra app di dating e relazioni aperte. «Leith mi ha spiegato quali sensazioni volevano trasmettere con l'immagine, e da lì ho cercato di tradurle nel mio linguaggio pittorico», racconta l'artista, «Per me era importante che il dipinto mantenesse una certa intimità, una calma contenuta, e che non fosse troppo letterale. Ho cercato di bilanciare la direzione creativa del progetto con il mio modo di interpretare la figura e l'atmosfera». González si è laureata in arte all'Università di Siviglia nel 2021 e le sue opere tengono insieme passato e presente attraverso una lente femminile e introspettiva che genera narrazioni nuove e ci interroga sul tempo che viviamo: un po' nobildonne del 600, un po' noi, dame in piumino o eco-pelliccia rosa, con in mano oggetti strani: palloncini, animali gonfiabili, orsacchiotti.
I quadri ricordano Goya e Vermeer, la pittura del XVI e XVII secolo e il barocco andaluso. «La mia arte deriva molto dalla tradizione», conferma la pittrice, «da ciò che ho imparato osservando i grandi maestri, ma allo stesso tempo cerco di portarla in un luogo più intimo e contemporaneo. Mi interessa come le immagini del passato possano continuare a parlare oggi, come il classico e l'attualità si mescolino. Anche l'ambiente mi influenza molto: la luce del sud, le persone che mi circondano e le emozioni quotidiane. Dipingo partendo da ciò che vivo, da ciò che sento e da ciò che mi turba». È lo stesso processo, a livello musicale, che ha guidato Lily Allen nelle sue tracce che vivisezionano la fine dolorosissima del suo matrimonio con David Harbour senza mai togliere lo sguardo dalla confusione, la rabbia, le paranoie i dettagli più spiacevoli, creando un racconto di autofiction che assomiglia a un romanzo da ascoltare in cuffia correndo a prendere la metro a Charing Cross. González, che non ha incontrato di persona la cantautrice, ma ha chiacchierato a lungo con lei in videochiamata, parla di «una connessione naturale tra l'atmosfera dell'album e il dipinto».
Dame, piumini e cuori spezzati
Se Nieves González si ispira al passato e ai grandi pittori classici c'è, però, qualcosa di sovversivo nel suo rielaborarli, un'ironia che è anche l'ironia di Allen, quella di Fleabag e delle ragazze inglesi che esorcizzano anche l'ultima goccia di imbarazzo, nostalgia e mascara colato. «Per me è qualcosa di naturale. Ho imparato molto guardando i dipinti classici, ma ora li guardo da un altro punto di vista, dalla mia esperienza di donna e di artista di oggi», spiega González, «Mi interessa prendere in prestito quel linguaggio – la luce, la composizione, la presenza – e dargli una nuova voce. Sento che dipingendo le donne attraverso il mio sguardo sto anche rivendicando uno spazio che per secoli è stato raccontato da altri».
Si tratta di uno spazio femminile e intimo che lei riscrive anche attraverso la moda. «Sono sempre stata interessata al rapporto tra pittura e moda», spiega, «Penso, ad esempio, a come Zurbarán rappresentò abiti e tessuti del suo tempo con incredibile sensibilità, quasi un omaggio alla moda del suo tempo. In un certo senso, anche i miei piumini vanno in quella direzione: sono attratta da quel legame tra il quotidiano e il simbolico». Il piumino, poi, è un capo universale, mi dice, prima o poi tutte ne abbiamo indossato uno. «Mi piace perché permette a chiunque di specchiarsi in quelle figure».
Ma chi sono le ragazze che ci guardano dai suoi quadri? I loro occhi, come quelli delle sante e delle matrone, ci parlano di noi in un modo non del tutto accessibile.
«Non saprei dire esattamente chi siano», spiega l'artista, «Di solito inizio con modelle che poi reinterpreto o invento completamente, spesso cambiandone i lineamenti finché non trovo qualcosa che mi interessi». «Alla fine», osserva, «molte persone mi dicono che mi assomigliano, e suppongo che abbia a che fare con questo: mi vedo ogni giorno allo specchio, e in qualche modo finisco sempre per apparire nei miei dipinti». O forse ha a che fare con il nostro continuo guardarci, cercarci le une nelle altre, nelle vite delle altre, nei successi e nelle cadute delle altre, come se ci fosse un mistero da capire che va ben oltre i cuori spezzati e i tradimenti, che si ritrova persino nelle rivali, come la Madeline di West End Girl, e a cui Lily Allen ha scelto di farci accedere.




















