Che Sydney Sweeney sia programmata per il successo è un dato di fatto ormai da un po'. Lei non ne fa mistero: è ambiziosa, focalizzata sulla carriera al punto da mettere in secondo piano una proposta di matrimonio, determinata ad arrivare in alto. Se questo implica usare il proprio corpo da cui mezza America è ossessionata e l'immagine di nuova bionda sexy hollywoodiana alla Marilyn (ma con più coscienza dell'auto-oggettificazione) che le è stata appiccicata addosso, ben venga. Pare che, a un certo punto, abbia presentato un quinquennale per il successo ai genitori: «Ne avevo anche uno più a breve termine», ha scherzato, «mostrare le tette».
Fin qui tutto bene. O meglio, c'era già chi la definiva poco femminista e troppo ammiccante verso la sessualizzazione delle donne mascherata da strategia per monetizzare. Le cose, però, hanno preso una piega più critica da qualche settimana, da quando l'attrice è stata vista in abito rosa al matrimonio di Jeff Bezos e si parla di nuovi affari con il magnate di Amazon.
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Come mai Sydney Sweeney era al matrimonio di Jeff Bezos
Su Instagram è pieno di commenti delusi del tipo «Mi piacevi prima che ti vedessi al matrimonio di Bezos» e altre variazioni sul tema. In molti si sono chiesti cosa ci facesse tra gli invitati e una riposta potrebbe trovarsi nella partecipazione di Sweeney al prossimo film prodotto da Amazon MGM Studios. Si tratta di Split Fiction, un adattamento cinematografico dell'omonimo videogioco di cui si vocifera che l'attrice sarà protagonista. Ora, però, sembra che l'alleanza con il miliardario vada oltre il grande schermo: secondo Us Weekly, Bezos avrebbe infatti finanziato un altro progetto di Sweeney, la sua nuova linea di lingerie.
In base a quanto riportato dal magazine, l'attrice è pronta a lanciare il suo brand e il fondatore di Amazon, insieme al socio Michael Dell, ha recentemente finanziato con un miliardo di dollari il fondo Coatue Innovation, da cui arriverebbero parte dei capitali di Sweeney per il progetto.
Sydney Sweeney politicizzata
Passi la vendita di saponette fatte con l'acqua della sua vasca da bagno, ma lanciare una linea di biancheria intima e farlo con i soldi di uno degli uomini più ricchi del pianeta, vicino a Donald Trump, difficilmente può non essere percepito come un posizionamento. Sydney Sweeney, che attualmente è una delle attrici più richieste e chiacchierate, è da tempo al centro di un dibattito sulle sue posizioni politiche, mai apertamente espresse.
Nel 2023 è stata criticata dalla sinistra per aver partecipato a una festa di compleanno per sua madre, dove gli invitati erano stati fotografati con cappellini in stile "Make America Great Again". Poi, dopo la sua apparizione al Saturday Night Live, la commentatrice di destra Amy Hamm ha scritto un articolo per il National Post in cui definiva il seno di Sweeney «un presagio della morte del woke» elogiandola per aver riportato in auge lo stereotipo della bellezza femminile. D'altra parte il mondo femminista ha denunciato l'ossessione per il suo aspetto da parte dei media conservatori e i suoi ruoli in Euphoria, classificabile come teen drama queer, e White Lotus, di fatto una satira sul mondo degli extra ricchi, le hanno portato un bacino di fan tendenzialmente progressisti. Mentre le sue colleghe come Zendaya e Hunter Schafer sostenevano i diritti delle persone trans, però, lei non si è mai esposta né in un senso né nell'altro. Ha provato a tenere tutto insieme e non scontentare nessuno, almeno in apparenza, rimandando al mittente le accuse di ipocrisia in nome dell'empowerment e della libertà di spogliarsi. Ora non è detto che sia più possibile.












