Dopo la giornata a commentare, segmentare, rinnegare, sviscerare il funerale di Silvio Berlusconi, la sua diretta e la magistrale omelia - che ha spaccato l'opinione pubblica e privata - dell'arcivescovo della Cattedrale di Milano Delpini, l'immagine che non se ne va, e che ci suggerisce un'eredità piena del gusto della vita e dell'empatia con "la gente" è quella in cui, poco dopo l'estremo saluto di tutti i cinque figli al padre, ormai giacente nell'auto funebre, tra tante lacrime sempre composte, si erge un sorriso.
Proviene dai denti bianchi di Luigi, il più piccolo dei fratelli, il terzo figlio di Silvio e Veronica (piccolo a dispetto dei 34 anni, una laurea in economia, un master a JP Morgan, un posto nel CDA di Mediaset, due figli e un matrimonio pare felice). È lui il solo che nel dolore collettivo dell'estremo saluto, si prende la piazza, come il più piccolo di Succession al quale è stato paragonato tutto, la guarda negli occhi e la abbraccia quasi. Luigi, mani strette in un pugno, alza piano lo sguardo, e non dice, ma in qualche forma lo intona quel «Grazie, grazie davvero del vostro affetto».
Lo fa alzando le mani raccolte in un pugno. Vicino al petto. E per un istante lì, volenti o nolenti, abbiamo rivisto Silvio. Su twitter il suo nome è andato trending topic. Che la vera eredità morale della gioia di vivere di Silvio, a dispetto di tutto e tutti, la prenderà proprio il piccolo di casa? In termini di seduzione - leggendo i commenti - pare proprio di sì. Sul desiderio - vero o presunto - della destra di vederlo in politica, chissà.












