È il momento in cui le playlist delle vacanze diventano roventi, con le hit di stagione – qui ve ne consigliamo alcune – che suonano in spiaggia come ad alta quota e canzoni in loop che fanno da colonna sonora alle giornate più spensierate (e attese) dell’anno. Ma chi ama davvero la musica tende già l’orecchio a quello che arriverà da fine agosto alle prime settimane d’autunno, periodo di ripartenza anche in ambiente discografico
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Settembre e ottobre, infatti, promettono di essere mesi intensi, con progetti musicali pensati per essere ascoltati dall’inizio alla fine e non solo aggiunti a una playlist. Anche quest’anno il calendario delle uscite va arricchendosi con alcuni dischi già annunciati: c’è chi torna dopo una lunga pausa con un album molto intimo, chi inaugura una nuova fase della propria carriera e chi prova a ridefinire il proprio suono.
Dal pop internazionale al cantautorato italiano, passando per urban e trap, questi sono cinque album da segnare subito in agenda.
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Alex Warren, Wildchild
Dopo aver conquistato milioni di ascolti con il debutto You’ll Be Alright, Kid, pubblicato a luglio 2025, Alex Warren inaugura una nuova fase della sua carriera con Wildchild, in uscita il 28 agosto. Ad anticiparlo è il singolo “Passenger”, brano che conferma la capacità del cantautore americano di trasformare fragilità e vulnerabilità in melodie pop immediate.
Tra le curiosità già diffuse, il significato del titolo profondamente personale: Wildchild era, infatti, il soprannome con cui lo chiamava il padre. «Creare questo album è stato terapeutico. – ha dichiarato l’artista – Se il primo sembrava l’opera di un uomo a pezzi, questo racconta qualcuno che sta cercando di guarire». Tra lutto, rinascita e crescita personale, Warren continua a raccontare la propria storia con una sincerità che lo ha reso uno dei nuovi volti più amati del pop internazionale.
Perché ci piace: perché dimostra che anche la vulnerabilità può diventare una forza. Warren racconta il dolore, la guarigione e la ricerca di sé con un pop emotivo che non ha paura di mostrare tutte le sue cicatrici.
Ellie Goulding, I Know Too Much
Sono passati alcuni anni dall’ultimo capitolo discografico di Ellie Goulding, ma il ritorno sembra avere tutte le carte in regola per sorprendere. E il nuovo singolo “Black Prada Dress” ne è un gustoso assaggio: una riflessione sulle identità che costruiamo per proteggerci. L’artista ha scelto questa traccia come manifesto del suo nuovo album, I Know Too Much, disponibile dal 4 settembre.
La cantante ha raccontato di aver scritto queste canzoni durante uno dei momenti più delicati della sua vita: «L’album nasce dall’idea che forse possiamo sapere troppo. Esiste una particolare libertà nel non sapere. Scrivere canzoni è sempre stata la mia migliore forma di terapia». Il risultato si preannuncia come un viaggio introspettivo che non rinuncia alla scrittura elegantemente pop elegante che ha Ellie una delle artiste britanniche più influenti degli ultimi quindici anni.
Perché ci piace: perché parla del peso delle aspettative e della libertà di non avere sempre le risposte. Perfetto, dunque, per chi sta vivendo un momento di cambiamento.
Sfera Ebbasta
Non ha ancora un titolo né una data d’uscita, ma è stata sufficiente una manciata di secondi ascoltati nella cornice di San Siro ad accendere l’entusiasmo dei fan. Direttamente dal palco del Meazza, infatti, Sfera Ebbasta ha confermato l’arrivo del suo prossimo album (si ipotizza durante il mese di settembre), anticipando anche un brano inedito e aprendo i pre-order di un’edizione limitata.
Il nuovo progetto arriverà dopo il successo di $€LEBRATION e mentre il rapper continua a riempire stadi e arene. Se le premesse saranno mantenute, potrebbe essere uno dei dischi italiani più discussi della prossima stagione, prima del nuovo tour nei palazzetti previsto per il 2027.
Perché ci piace: perché ogni suo progetto riesce a dettare nuovi trend della GenZ, raccontando un momento preciso della cultura pop italiana.
Levante, Dell’amore il fallimento e altri passi di danza
Quindici tracce, uno speciale cameo e una domanda che attraversa tutto il disco: come cambia l’amore quando smettiamo di idealizzarlo? Con Dell’amore il fallimento e altri passi di danza, dal 9 ottobre, Levante presenta un album emozionale nato da una lunga riflessione sulle relazioni e sulle trasformazioni. Ma soprattutto sulle diverse forme che l’amore può assumere nel tempo.
A raccontare il disco, oltre ai singoli già disponibili quali il recente “Malìa” e il brano sanremese “Sei tu”, è anche la copertina in cui la cantautrice sceglie un’immagine corale, circondata dalle persone che fanno parte della sua vita. «Mi sono immaginata la punta di una piramide umana, fatta di amori, amanti, amici, sconosciuti… eppure tutti danzatori come me, a ballare l’amore come si può».
Proprio per vivere insieme questo ritorno discografico, Levante ha anche pensato di coinvolgere i fan in occasione delle due speciali date live di Roma (7 settembre) e Milano (9 settembre) proponendo uno shooting collettivo che ricreerà la copertina del disco. Colore guida l’arancione, «emblema di detenzione, avvertimento o protezione […]: il fuoco che avvampa nei boschi, l’esplosione di un vulcano, la deflagrazione nucleare».
Perché ci piace: perché racconta l’amore senza idealizzarlo, accettandone anche le crepe. Un invito a considerare ogni fine come una trasformazione e ogni caduta come un nuovo passo di danza.
22simba, Miria
Non ha ancora una data ufficiale, ma è già uno degli album urban italiani più attesi. Dopo il successo de La Cura, 22simba continua il suo percorso discografico con Miria, anticipato dal singolo 2 Passi dal cielo non uno in più. Il disco sarà diviso in tre atti e prende il nome dalla nonna dell’artista, a suggerire un racconto personale inserito in una riflessione più ampia sulla ricerca della felicità e sulle aspettative della nuova generazione.
Lontano dall’ostentazione tipica del rap, 22simba si distingue per il linguaggio introspettivo con il quale racconta dubbi, incertezze e crescita personale tipici della sua generazione. Un percorso che lo sta consacrando come voce di riferimento della scena italiana.
Perché ci piace: perché sceglie di parlare di fragilità, salute mentale e felicità autentica in una scena musicale che troppo spesso celebra soltanto il successo. È un album che invita a rallentare e ad ascoltarsi davvero.











