Essendo Gen Z ed estremamente cool (oltre che talentuosa), Sienna Spiro è ovviamente anche un fenomeno TikTok. Tra i moltissimi stralci di interviste che rimbalzano qua e là sul social, ce n'è uno che mi sono salvata, in cui durante un'intervista la cantate racconta il proprio approccio ai sentimenti: «Vivere con la gentile tristezza di sapere che tutto ciò che è bello è temporaneo. La nostra esistenza è fragile e trattare le persone intorno a noi con questa mentalità, senza aver paura di mostrare amore è importante. Bisogna mostrare amore alle persone e non avere paura di farlo». Questo amore pieno ma delicato, coraggioso e per questo un po' malinconico, è quello che percorre da cima a fondo Visitor, l'album di debutto pubblicato da Sienna Spiro, in versione da 10 tracce oppure in deluxe, da 15, il 3 luglio.



Già dal primo ascolto, la voce di Sienna si accomoda nell'orecchio e sussurra con potenza, come una guida per lasciare i tempi moderni e rilassare i nervi. Sono evidenti le sue ispirazioni, da Frank Ocean a Etta James, passando per Amy Winehouse. E così lei, Olvia Dean e Raye si confermano le artiste simbolo di quel modern vintage che oggi ha rivoluzionato la musica pop. A soli vent'anni, per Sienna Spiro essere parte di un cambiamento così ampio in atto è già una vetta importante, soprattutto considerando il suo debutto relativamente recente - nel 2024, con il singolo Need Me - e il fatto che sia entrata nella storia con la presenza di tre brani, “You Stole the Show”, “The Visitor” e “Die on this Hill” contemporaneamente nella classifica Billboard Hot 100. C'è forse solo un'ultima sfida da superare, quella di staccarsi dal suo paragone più pressante: l'essere definita la nuova Adele.

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Sienna Spiro

Eppure basta ascoltare Visitor, per capire che Sienna Spiro ha una propria identità definita. Con la collega inglese condivide, sicuramente, un'estensione vocale che arriva a procurare la pelle d'oca, ma questo è tutto. Visitor è un viaggio soul e pop sinfonico, che esplora la fragilità esistenziale, non senza mescolare alla consapevolezza un briciolo di leggerezza. Su tutte, la traccia “Great Expectation” ci costringe a guardare in faccia le fantasie che creiamo sulle relazioni e le persone che incontriamo sul nostro cammino. Ma come canta Sienna, spesso, non abbiamo bisogno che le cose con queste persone vadano in un certo modo o durino per sempre, l'importante è come ci hanno fatto sentire, cosa ci hanno fatto scoprire di noi: «Tutto ciò di cui ho bisogno è la grande aspettativa che ripongo in te».

Visitor è più di un manuale per superare relazioni deludenti, Sienna Spiro ci fa fare un giro nella sua identità e famiglia. Figlia del famoso gioielliere Glenn Spiro e di Arabella Spiro, personalità dell'alta società vicina alla royal family, Sienna riflette l'eleganza di famiglia nel suo stile estetico, ma nei brani parla di come abbia provato a risolvere alcune delle dinamiche sviluppate durante l'infanzia con le relazioni amorose, senza ovviamente riuscirci. Ne parla di "He's Not My Baby, I'm His", in cui racconta la storia con un uomo con il doppio dei suoi anni, ma anche in "Pure" in cui fa cenno alla gelosia verso sua madre e la sorella per il modo in cui affrontano la vita, permettendosi di provare a pieno dolore e divertimento. Solo pianoforte, una voce potente, testi gentili e sinceri, l'universo di Sienna Spiro ruota attorno questi pochi elementi che ci accompagnano verso ciò che è più difficile trovare tra classifiche, algoritmi e schermi: la tenerezza per i propri errori e per il mondo che ci circonda.