Quest’estate musicale sta regalando inevitabilmente una grande varietà di ritmi e atmosfere. Dalla wave latin portata alla ribalta in Italia da Bad Bunny, a cui va il merito di aver acceso i riflettori su una scena sempre più attenzionata dalla Gen Z, all’attitudine glam-rock di Charli XCX. Fino alle proposte italiane che si muovono dalla trap al pop, dal rap all’urban. Insomma, le playlist di stagione vanno arricchendosi quasi di giorno in giorno.

Mancava qualcosa, allora? Sembrerebbe di no, eppure il primo ascolto di petal, ottavo album in studio di Ariana Grande, ci fa capire che sì, mancava ancora una nota. Per dare ufficialmente il via al mese più atteso dell’anno, infatti, la superstar torna con un progetto musicale che, certo, rappresenta un nuovo capitolo artistico dopo il grande viaggio con Wicked ma soprattutto segna un cambio di rotta importante – e non scontato – per l’artista.



Come sottolineato anche dai media d’oltreoceano, infatti, Ariana decide di togliersi completamente l’armatura e, all’immagine impeccabile di celebrità pop, sostituisce un racconto autentico, personale, a volte anche grezzo e contraddittorio delle sue emozioni più vere. E questo ci piace. Tanto.

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Da “hate that i made you love me” al singolo “petal”

L’assaggio di questo nuovo approccio è arrivato con il primo singolo ufficiale rilasciato a fine maggio scorso, “hate that i made you love me”, brano dalla produzione elegante e minimale che supporta una riflessione sui rapporti, le responsabilità emotive e il peso delle proprie scelte. Temi che anticipano i punti cardinali che attraversano tutto il disco e che rendono petal il lavoro più intimo della sua intera discografia.

Se, infatti, eternal sunshine aveva raccontato la fine di un amore con toni delicati e malinconici, questa volta il punto di partenza è molto diverso. La stessa Ariana lo ha raccontato senza mezzi termini ad Apple Music, dicendo come tutto sia scaturito da «una rabbia senza filtri» e, come tale, mai mostrata prima. È proprio questa sincerità a rappresentare il cuore del progetto che attraversa il dolore fino a farne consapevolezza e liberazione emotiva.

Del resto, suonano chiarissimi i versi del singolo “petal” che accompagna l’uscita del disco. Grande canta: “Tutte le mie storie preferite finiscono con qualche tipo di catastrofe. Ma non ho bisogno che qualcuno mi salvi, perché io e questa musica non moriremo mai”.

Scritto e prodotto insieme ai collaboratori di lunga data ILYA e Max Martin, petal esprime una fase che la star, nella stessa intervista alla piattaforma streaming, definisce «sperimentale e molto diversa» rispetto al passato. Più che di una rivoluzione sonora (il terreno è pop, R&B con incursioni elettroniche) si tratta, quindi, di un’espressività nuova. Nella scrittura, che diventa più spontanea e meno controllata, e nella vocalità, senza eccessi di virtuosismi a vantaggio di interpretazioni più accoglienti.

Le parole di Ariana Grande

Direttamente dal set del suo eternal sunshine tour, l’artista ha raccontato ad Apple Music la lavorazione di petal, ammettendo l’entusiasmo di scoprire la reazione dei fan. «Sono curiosa di vedere come reagiranno a ogni singola canzone», spiega nella clip disponibile sui social. «Non saprei sceglierne una. Sono semplicemente… molto emozionata! Credo che nell’album ritroveranno qualcosa di familiare e rassicurante, perché racchiude tante sfaccettature diverse di me. E, allo stesso tempo, è un lavoro molto sperimentale e diverso da tutto ciò che ho fatto finora».

Quindi, si addentra nei sentimenti che hanno dato origine al disco. «L’ho scritto partendo da uno stato d’animo in cui normalmente non mi avventuro, ovvero una sorta di rabbia senza filtri che credo tutti, ogni tanto, proviamo. Di solito sono troppo timida per lasciare emergere quella parte di me. Questa volta, invece, non ho filtrato quello che sentivo come faccio normalmente. Di solito riscrivo tantissimo i testi, cercando di renderli un po’ più gentili, un po’ meno… diretti. Ma questa volta non l’ho fatto e penso che i fan apprezzeranno anche questo. E, soprattutto, spero davvero che ameranno l’album».

Certo, come anticipavamo, è davvero una svolta, accolta con interesse dalla stampa americana che sta apprezzando petal. Il Times, per esempio, lo ha definito “elegante, sofisticato e capace di restare fedele all’identità dell’artista senza rincorrere le tendenze del momento”. Ora tocca al pubblico per scoprire come accoglierà questa Ariana Grande meno impeccabile e più umana.

La tracklist di petal

  1. kiss me
  2. hate that i made you love me
  3. petal
  4. stay
  5. oh well
  6. big feelings
  7. freak
  8. warning signs (interlude)
  9. like i do
  10. never get over me
  11. bad thing (bunny hop)
  12. nowhere, nobody