Per settimane abbiamo assistito “da estranei” ai match delle nazionali in campo oltreoceano con l’obiettivo di portare a casa la coppa più ambita del calcio. Senza il pathos di chi sostiene la propria nazionale nell’agone più importante, abbiamo seguito e commentato le partite con una tranquillità che – ammettiamolo – ci ha fatto vivere tutto con un certo distacco salutare. Ma che avremmo volentieri scambiato con l’ansia di chi suda fino all’ultimo secondo dei rigori.
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Ecco, giusto al termine di questi Mondiali FIFA 2026 un pizzico d’Italia sarà in quel New York. E no, non saranno gli Azzurri ma la nostra Laura Pausini che, al netto dei gusti personali, sarà ambasciatrice del Bel Paese in occasione dell’evento che celebra la fine del torneo. La cantante, infatti, sarà tra le voci protagoniste della cerimonia di chiusura in programma il 19 luglio al MetLife Stadium di New York, pochi minuti prima del calcio d’inizio della finale che assegnerà il titolo mondiale.
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Pausini scenderà in campo insieme a Robbie Williams e Nicole Scherzinger per interpretare “Desire”, brano scritto dall’ex Take That e adattato in spagnolo da Laura, scelto come inno ufficiale FIFA. Una performance attesissima trasmessa in diretta mondiale, dopo che le note della canzone hanno accompagnato ogni ingresso in campo delle squadre negli stadi di Stati Uniti, Canada e Messico.
«Ogni volta che ho l’opportunità di unire musica e sport – ha commentato Laura Pausini – mi rendo conto di come entrambi abbiano il potere di unire le persone attraverso la stessa emozione: la passione. Esibirmi ai Mondiali FIFA 2026 al fianco di Robbie Williams e Nicole Scherzinger sarà un’altra esperienza indimenticabile, e sono davvero onorata di far parte di un evento che riunisce persone provenienti da tutto il mondo attraverso la musica, lo sport e la festa. Perché quando musica e sport si uniscono, parlano un linguaggio universale che tutti comprendono».
Per Laura Pausini si tratta di un ritorno simbolico a New York, città in cui poche settimane fa aveva concluso la parte americana del suo World Tour 2026/2027. Questa volta, però, il pubblico sarà quello dei grandi eventi globali: miliardi di spettatori collegati da tutto il mondo per la finale della Coppa del Mondo.
Se Laura Pausini rappresenterà il volto italiano dell’evento, il nome scelto come headliner della cerimonia di chiusura è quello di Post Malone. L’artista statunitense sarà, infatti, la star principale dello show che inizierà all’incirca alle 13:30 (ora locale), novanta minuti prima del calcio d’inizio, e regalerà uno spettacolo pensato per celebrare il viaggio di che ha unito tifosi e nazionali provenienti da tutto il mondo. La produzione è affidata a Balich Wonder Studio, già noto per la realizzazione di grandi cerimonie internazionali.
Il primo Halftime Show nella storia dei Mondiali di calcio
La musica sarà protagonista anche fra primo e secondo tempo con un Halftime Show in stile Super Bowl che è la vera novità dell’edizione 2026. Per la prima volta nella storia, infatti, a interrompere il ritmo – e la tensione – della partita ci penserà uno spettacolo musicale in nome del quale la FIFA è disposta anche a violare il regolamento dell’IFAB (International Football Association Board) che vuole al massimo 15 minuti di intervallo.
Quella di domenica 19 luglio potrebbe, così, rientrare nelle eccezioni ammesse dalla norme per permettere lo svolgimento dello spettacolo che potrebbe sfiorare la mezz’ora in termini di durata. Del resto, la line-up è impressionante con Justin Bieber, Madonna, Shakira e BTS come co-headliner, accompagnati da Burna Boy, dal direttore d’orchestra Gustavo Dudamel e dal PS22 Chorus insieme ai Coldplay il cui frontman Chris Martin curerà l’intero show.
«La Coppa del Mondo FIFA unisce il mondo in maniera unica – è il commento di Bieber che si legge sul sito ufficiale della FIFA – Sono grato di far parte di questo Halftime Show, e ancora più grato sapendo che l’obiettivo è ampliare l’accesso all’istruzione per i bambini di tutto il mondo».
L’evento, infatti, avrà anche una finalità benefica a sostegno del FIFA Global Citizen Education Fund, progetto che punta a raccogliere 100 milioni di dollari per finanziare programmi educativi e opportunità sportive per bambini. I dati diffusi dall’organizzazione parlano di oltre 50 milioni di dollari già raccolti, grazie anche alla donazione di 1 dollaro per ogni biglietto venduto di ciascuna partita del Mondiale.
E, allora che vinca il migliore. Aspettando che gli Azzurri ci riportino, prima o poi, sul tetto del mondo.












